Archivi del mese: settembre 2010

pippe

Ieri sera, prima di cena, io e il mio maschio, il mio maschio and I, abbiamo dimostrato che il numero di combinazioni di melodie musicali di data lunghezza e’ finito. Sulla scia poi, abbiam anche dimostrato che il numero di combinazioni di parole e punteggiatura di lunghezza data, ovvero libri, e’ finito.

Vedi bene che “lunghezza data” e’ un fatto che va scritto perche’ e’ ovvio che se si ipotizzasse che un libro possa avere lunghezza infinita, vabbe’, e’ ovvio che puoi sempre aggiungere la parola cazzo alla fine di ogni libro per crearne uno nuovo. E a quel punto sarebbero infiniti, cazzo.

Abbiam poi aggiunto che, se i computer avessere potenza sufficiente (bada ben, non infinita), potrebbero generare automaticamente tutti i possibili libri e tutte le possibili melodie musicali. Che un calcolatore in futuro possa arrivare a tale potenza non e’ da escludere, visto quello che facevano 20 anni fa e quello che fanno ora.

Abbiam concluso ‘nfine che il diritto d’autore (per quanto riguarda libri e melodie musicali) e’ una stronzata pazzesca.

Aggiunta finale, i quadri invece, quelli si’, sono infiniti. E’ qua il mio maschio stava attaccando una pippa mortale sulle frequenze distribuite nello spazio, che vi risparmiero’. Gl’ho detto “mo’ basta” e abbiamo mangiato la zuppa di fave. Non la chiamero’ favata perche’ mancavano la cotica di maiale, la sasizza e le costolette.

Presto scrivero’ del mio colloquio di lavoro per grandeazienda e di come la cosa sta evolvendo ma prima devo trovare una foto da sostituire allo sputtanamento in homepage.

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sciarm

In palestra. Una con la spatagnonza di fuori depilata minimalista chiede ad un’altra con la ciuffona selvaggia mentre si incremano il cuerpo.

Dove sei stata in vacanza quest’anno cara?

Ma niente, ho fatto un po’ di mare, ma ora prendo una settimana mi sa che me ne vado un po’ fuori.

Ma si’ fai bene guarda, dove pensi di andare?

Ma io pensavo di andare a SCIARM.

forthy

Casa canalis seconda parte, Giorgio elisabetta la mamma e la zia vecchia a tresnuraghes. Preparativi per il matrimonio.

Elisabetta: zia daiii, le bomboniere fatte  all’uncinetto non vanno molto ad holliwood.

Zia: ajo’ elisabbe’ gazzu, a me nonminnaffuttinudda di ghissi di ollivud.  A me mi piacciono i centrini alluncinetto che te li faccio io, anzi ho gia’ cominciato. Con dentro i confetti. E poi il soprammobbile di cerammica, presemprio un angioletto addormentato, beeeddu beddu.

Elisabetta: zia ma il soprammobile e’ completamente passato di moda!

Giorgio: eli, what’s angioletto addormentato?

Zia: asco’, e poi gliel’hai detto che si deve tingere li bili di lu gabbu che e’ troppo becciu altrimenti in paese vengono tutti assapere quanti anni c’ha ghissu becciu.

Eli: ajo’ zia, smettila con questa storia.

Giorgio: actually, if it is really important for your zia, I could dye my hair …

Eli: uffa no!

Zia: poi ammangiare, pecora bollita per tutti!

Giorgio: Eli, what’s pecora bollita?

Mamma: nooo oia, che i ragazzi sono ggiovini zi’, fai fare alloro.

Zia: primopercominciare, lui non mi bbari per niente giovvine, secondo la pecora bollita si risparmia molto rispetto al maiallinno arrosto che poi te ne mangi anche tutto il brodo col pane pistoccu.

Mamma: oia ooooia, gia’ vi vedo male, giavvi. Era meglio che vi sposevate in gran segreto.

Zia: Paggarittaii! Asco’, almeno, allo sta studiando il sassarese?

Eli: c’mon george, show her what I taught you!

Giorgio: ehm ehm … semmou di sassawi e semmou li piu’ forthy.

spensierossa

C’ho un frullio molesto nel pancino. Unito ad una sensazione di morte imminente e di disperazione ‘nfinita. Unito al rumore della centrifuga della lavatrice. Unito alla difficile digestione di una marmellata di ciliegie vecchia. Poi ricevo emailss che mi metton spensierossa. Poi tante altre cose difficili. Manca solo la tipica telefonata mattutina di mia madre in cui lei ha tantissima voglia di chiaccherare e di giocare a mamma-e-figlia-complici-e-amiche.

Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin

ho smesso di cercare il lavoro e lascio ora che sia il lavoro a venire a me, come gli uomini

pusstilla: pochi secondi dopo aver scritto ‘sta strunzata, m’e’ arrivata la chiamata di uno con la ewwe moscia per un colloquio.

mawiapia, oltre che matematica ingegnera operatrice di call senter e donna delle pulizie, si offre anche come sensitiva presagiatrice di eventi importanti della vostra vita. chiama mawiapizia e scoprirai cosa il futuro ti riserva.

mamma minchia

Mamma mi sveglia al chiaror del mattin per farmi gli auguri dell’onomastico. I cogliuon mi ruotano di moto accelerato. Io rispondo mamma minchia e chiudo. Apparte che oggi NON e’ il mio onomastico, che’ il mio onomastico non esiste, ma se anche fosse perche’ l’hai istituito tu, e’ una buona ragione per svegliarmi? Scommetto che mia mamma se l’e’ risa, tutta contenta per avermi rotto i coglion ancorprima dell’inizio della giornata. Sotto il pleddino autunnale come si stava bene.

Quando stavo a casa dalla mamma, e forse e’ per questo che me ne sono andata a 18 anni, i metodi per svegliarmi il sabato e la domenica mattina erano (io dormivo in cucina):
– i cavoli cominciavano a bollire dalle 7 del mattino,
– alle 8 mi passava l’aspirapolvere sotto il letto,
– alle 8 e mezza passava lo straccio e cominciava a cantare,
– alle 9 duettava con Giuseppe Di Stefano,
– alle 9 e mezza accendeva, in aggiunta, anche televisione e radio,
– alla stessa ora decideva che era ora di alzarsi e cominciava a chiamarmi e muovermi e parlarmi, sempre con i cavoli sul fuoco, Giuseppe di Stefano allo stereo, la televisione e la radio,
– poi spegneva i cavoli, li scolava e li metteva ad effluviare vicino a me
– mio padre cominciava a pulire e squamare il pesce, qualche squametta ogni tanto m’arrivava in faccia
– alle 10 mia madre decideva che era troppo tardi e non stava bene che io stessi a letto perche’ se arriva qualcuno sta male (in 18 anni non e’ mai arrivato nessuno), quindi spalancava la finestra, mi toglieva le coperte, il cuscino e mi schizzava acqua gelida in faccia (e’ vero).

Nella foto Mawiapia alla festicciola di carnevale della prima elementare vestita da aborigena, vestito ideato e realizzato dalla mamma, tutte le altre bambine erano vestite da principessa o sissi o rossella oara. Il vestito prevedeva un parruccone nero ben ancorato alle testa della povera piccola con un treccione bicolore, sempre ideato e realizzato dalla mamma.

Qui Mawiapia indossa invece un adorabile fermaciuffo floreale, ideato e realizzato dalla mamma, che le tirava i capelli e le faceva malissimo. Riusci’ a liberarsene solo anni piu’ tardi mandandolo giu’ per lo scarico del cesso.

e’ possibile

la supposta effervescente.

ieri sera ho fatto la faine’

Ho mischiato 200 grammi di farina di ceci con 600 ml d’acqua e na manciatona di sale. Molto lentamente senza fare grumi ma i grumi si son fatti lo stesso. E poi son stata due anni a toglierli. Ho fatto riposare 2 ore in cui sono andata in palestra con le donne triestine che dicono “oggi g’avemo”. Durante la palestra ho fantasticato sulla faine’ e non ha aiutato alla concentrazione.

Sono tornata dalla palestra e ho messo il preparato liquidoso e anche un po’ puzzoso in una teglia bassa antiaderente per pizza su cui avevo precedendemende versato due cucchiai d’olio. Ho infornato a forno caldissimo per mezz’ora.

Ne ho mangiato meta’ solo meta’ giuro. L’altra meta’ giuace nel frigo e mi chiama con la sua vocina ceciosa. E non aiuta alla concentrazione.