Archivi del mese: luglio 2009

Ebbene si'

 

 

 

 

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Sono andata al tempio buddista. Bello. Ti droghi d'incenso. Un monaco m'ha visto con la macchina fotografica e mi ha incenerito con lo sguardo. Mi son sentita molto bastoncino d'incenso. 

Ieri ho visto i panda giganti. Sono delle pallette di grasso oziose, ogni tanto si rotolano uno sopra l'altro e giocano, poi dopo una capriola e mezza salgono sull'albero e si incastrano a dormire con il sedere tra due rami e le gambette pensolanti. La vegetazione è da foresta tropicale, percentuali di umidità da non distinguere il sudore dall'aria. 

Sono a digiuno completo da due giorni. Quando bevo un sorso d'acqua mi sembra di piazzarmi una pietra sullo stomaco. Forse oggi muoio.

Ci sono un pò di cose che non piacciono ad interenet, un sacco di blog a caso, un pò di siti a caso, e facebook. Molto strano.

Ieri siamo andati in un locale di gente ggiovane. Musica dal vivo, ballerini, ballerine, baristi che fanno volare bottiglie infocate. Un tipa cantava britni spiirs inventandosi un pò le parole, bello, tipo io quando cantavo madonna da piccola, lastai adrebau sanpeedro inofinlak edbui faradu ueii tropicoliadue ..

Oggi la prendiamo con rilassumine. Ho mangiato un pezzo di pane a colazione. Ora vedo l'effetto che fa. 

 

Cina reporter

Mi sento un pò reporter. Ho messo freetibet su google e non mi ha aperto la pagina. Dopo pochi secondi mi si è spenta la televisione da sola.

Poi, worldnews prima pagina, Mister Bel'uscouni e the prostitute. Olé. 

Ho messo le foto su flickr. 

http://www.flickr.com/photos/24788679@N00/ 

Ho la cacca mollissima. 

 

 

Ieri cena di conferenza. La conferenza sembra una trasmissione televisiva, luci, colori, musiche, telecamere e applausi. E gli sponsor. Gli sponsor stanno sempre parlando e non parlano inglese manco un pò. Ma mi sembra di cominciare a capire. Prima di ieri sera, quella cinese era la cucina che più odiavo insieme all'indiano, ma la cena di welcome è stata un delirio. Ci siam ritrovati in un tavolo tondo con una decina di amiconi, momenti di ospitalità commoventi, abbiamo parlato molto a gesti ma ci siam capiti. Una trentina di portate, una meglio dell'altra, tutte al centro che e tutti con le bacchette che si attinge. Ho sperimentato che la delicatezza e il piccantumine possono andare insieme, ho capito il senso di quei sapori d'una scioglievolezza e un godurumine inaspettati. I cinesi sanno cucinare, e molto meglio di noi. E no, non c'erano involtini primavera, non c'erano spaghetti fritti e non abbiamo mangiato né pollo né gamberetti.

 

Ho fatto un giro al mercato. Devo mettere foto altrimenti non riesco a spiegare. Comunque sono innamorata dei cinesi, almeno dei cinesi del mercato di chengdu. Si fanno fotografare, ti sorridono, giocano a carte, se ne strafottono, non cercano manco di venderti niente. Sono entrata nel retro del negozio di uno, la moglie che dormiva stravacata il pentolone dove bolliva cibo (che non puzzava) e la pentolazza del riso, momento magico. Ho visto centinaia di tartarughe, pesci, piante, bambù d'ogni forma alberelli legni strani gattini d'ogni specie uccellini pappagalli e cose strane. La gente dentro i negozi (vabbé chiamarli negozi) sta seduta ai tavolini a giocare a carte su queste sediette di plastica colorate che ti passa il governo. Ce le hanno tutti. Sono andata al mercato del pesce fresco, il posto più puzzoso al mondo, con i granchi e i mostri marini che t'attaccano alle caviglie e i cinesi mezzo nudi che infilano le mani nelle interiora di pescioni morti giganti. C'ho troppo da raccontare, devo andare.

 

Tra il 19 ed il 20 luglio.

Tra amsterdam e chengdu.

Sull'aereo.

Esattamente al confine tra siberia e il turkbekistan kazakistan tugbukistan o cosa cavolo è.

Sembriamo puntare verso una città karaganda. Bel nome karaganda.

Siam sugli urali. Altitudine 36500, remaining flight time 5 ore e un quarto non mi bassa biù.

Un cinese magrissimo dall'alito funesto mi si espande sulla spalla. Outside temperature -54 gradi celsius, inside temperature la stessa. Sono tutta avvolta nella copertina che elettrizza i capelli.

Porto con me 3000 yuans o come cavolo si scrive. Di cui un pò nel portafoglio, un pò in tasca, un pò nelle mutande, un pò nel reggiseno un pò in una capsula dentale un pò sottopelle nel punto della chiappa destra di massima concavezza.

Dovrei dormire.

 

 

20 luglio. Chengdu.

2:50 ora non ho capito quale.

Sono in una stanza d'albergo 5 stelle vista sui grattaceli e sui fiumi di biciclette che portano mille scatole pacchi carretti e ombrelli in bilico. La stanza è un lusso sovraumano, all'inizio m'ha disturbato ma mi ci son già abituata. Ho due letti grandi ciabattine accappatoi spazzolini dentifrici cremine e amenità. L'importante è essere arrivati. è stato un pò adventure, come dev'essere, tipo m'hanno preso la temperatura una decina di volte e ho dichiarato una ventina di volte che non ho mal di testa non ho mal di gola non mi sento male.
Esco.

 

Ora.

10 e mezza di sera ora locale.
Pomeriggio per il mio corpo, ma senza una notte di sonno. Voglio andare in tibet sabato e domenica. O almeno vicino. Voglio andare sulle montagne. Ci vogliono 2000 monete locali e un finto gruppo di persone. Passerò la conferenza a cercare gente che ci vuole andare. Ma la conferenza è piena dei soliti ingegneri tristi. Ah, la conferenza, non mi sono manco ripetuta la presentazione. Ma non mi passa manco per la capa.

Chengdu è subtropicale, 30 gradi ma che sembrano 50. 13 milioni di persone. Sembra che ci sia la nebbia invece è una cappa d'umidità. è pieno di cinesi, in cina il cinese sei tu. Ho visto la statua di mao. Ciao mao. Ho mangiato cose non identificate, i buoni propositi di non mangiare frutta e verdura cruda e cibi non identificati si sono volatilizzati in pochi secondi. Un altro paio di giorni e mangio le cape di ratto fritte che vendono per la strada. Il comunismo non c'è. Manco un pò. Ci sono mecdonald starbacs e pizza at ad ogni angolo, ma ci sono anche i gruppetti di cinesi a petto nudo che succhiano nudols e giocano a carte nelle stradine di dietro. C'è un sacco di gente. Sono ovunque sono tanti e sono tutti occupati a trasportare qualcosa. I palazzi grigi squadrati di regime sono nascosti da scritte colorate e pubblicità che definirei alla times square tamarra. Gigantografie di ragazze sorridenti luci e colori pacchiani scritte illeggibili pupazzetti ed orsacchiotti. La cosa più bella è la gente. Sono tutti magri, le ragazze con i tacchi e le gonne, vanno tutti in bicicletta o su degli strani scuter elettrici che non rispettano nessun segnale. Il traffico è più anarchico di napoli. Fiumi di gente a piedi fiumi di macchine e fiumi di biciclette che s'incastrano e si attraversano pericolosamente. Tutti fanno qualcosa, spesso la stessa cosa è fatta da più persone, tutti insieme tutti attaccati.

La vista dal ventesimo piano della mia stanza di notte è ancora più bella.

 

 

 

Sono andata a vedere Bruno. è un delirio di comicità di intelligenza di coraggio e di genio. Io amo quell'uomo. Ogni tanto ci penso e rido. Un pò mi vergogno un pò rido.

Ho fatto la valigia. Ho comprato una guida. Ho realizzato che sono a 250 chilometri da una strada che arriva alle montagne del tibet, che, anche se non è tibet, è tibet. L'idea mi sconvolge d'uno sconvolgimento inquatificabbole. Chissà come sarà.

Adieu.

 

cose sul mondo

Ho chiesto alla tipa faccia cinese accento londinese se ci davano il visto, lei ha risposto 238 sterline please.

Si parte. 

 

I particolari della conferenza sono che andiamo per 10 giorni ma la conferenza dura solo 3 giorni. Boh. Meglio così. Diecimila sessioni parallele quindi se sparisci non se ne accorge nessuno. Io devo parlare il mercoledì, dopodiché addio conferenza. I partecipanti tutti cinesi, o cinesi che lavorano in america o italiani. Si sa che gli italiani, che non hanno i soldi per la ricerca, si fanno sempre tante vacanze. Turns out che avrei dovuto fare mille vaccini fra cui febbre gialla febbre blu ma ormai è troppo tardi. Turns out che sarà estate feroce. Turns out che si mangia terribbolimente piccante.

Sento che andando in cina capirò un sacco di cose sul mondo e le rivelerò a voi poveri che oltre ad essere così sfigati da leggere il mio blog fate le vacanze a platamona portocervo barcellona e santropé. Io invece capirò il mondo, con l'epatite ma capirò il mondo. Oggi ho fatto la lista delle cose da portare in valigia. Elementi fondamentali, il blocchetto per appuntare al volo le cose che capisco sul mondo e la macchina fotografica.

Per festeggiare ho mangiato le polpette alle melanzane.

 

Un uomo che esce dalla doccia è un labrador che esce dall'acqua al mare.

 

lupini

Qualcuno glielo dice a quelli di repubblica che questo non è il segno della vittoria?

Ho mangiato lupini. Riaffiorano ricordi. Ridordi di mia zia che gira il sugo, del natale in casa cupiello, del capitone sottalla cucina. Delle mie cugine più grandi che parlano di minigonne e ragazzi in napoletano e mi pettinano i capell con fare napoletano. Buoni i lupini eh.

 

Non sto più leggendo. Saranno almeno un paio di mesi che non leggo un libro. In compenso, è vero, dormo di più. Però mi mancano i pensieri, le idee, mi mancano quelle 1-2 ore a letto di vita ultraterrena con il mio ragazzo che mi dorme sulla spalla o accoccolato sotto l'ascella e io che faccio fatica a girare le pagine. Perdo creatività sogni aspirazioni metafisicità. Mi faccio meno poetessa sognatrice e più ingegnere aeronautico. E faccio sogni brutti. Anziché sognare di cieli, spazi, mondi, gente inesistente, storie e posti mai visti, sogno di gente che conosco, cose del passato, mia madre, dottorati, lavoro, preoccupazioni, sfelicità e stristezze.

 

Ieri sono andata ad un simpatico barbechiù di matematici. Tutti matematici. Una quindicina. Di cui, 11 russi e 4 italiani. Si è parlato molto russo e poco inglese. Si è nel senso che anche io ho tolto fuori uno spassiba ognitanto. Ho portato 2 teglie di tiramisù che son state apprezzate. Ecimancherebbepure.

I matematici russi sono della peggior specie. Il matematico, in genere, è uno che vive fuori dal mondo immerso 24 ore su 24 nella matematica, è un disadattato. è maniaco compulsivo con almeno 10 manie. Il matematico che fa lo scienziato di matematica, intendo, non il matematico che fa l'ingegnere eh. Il matematico russo, a questo, spesso, aggiunge anche l'arronganza nei confronti di chi non fa matematica. Non vede fuori da quello che fa lui, e non capisce come faccia uno a vivere senza la matematica. Vi faccio un presempio. Mettete che uno degli invitati fosse uno che ha vissuto in giappone 9 anni, di cui uno e mezzo passato nelle montagne con i monaci. Io sento “ho passato un anno nelle montagne in giappone con i monaci”, mi faccio piccola piccola, e penso, minchia che esperienza. Come uno che ti dice che ha viaggiato il mondo. Un matematico russo, lui no. Lui partorisce le seguenti domande:

– ma ti pagavano?

– ma avevi tempo per la matematica?

– (alla risposta “no, non ero lì per quello”) ah, e per cosa eri lì? (come se uno ti dice così in due parole cosa ti ha portato a stare un anno e mezzo nelle montagne, boh)

– ma la tua carriera ne ha risentito (aaaaaaaaahh????).

La carriera di un matematico russo non è una carriera come un'altra. Lui, anche se il mondo di lui non se ne fa un cazzo (tipo un bel fisico matematico che fa fisica teorica), crede di risolvere problemi “importanti”. Questo perché la parola “importante” in matematica ha un significato stravolto.