Archivi del mese: giugno 2009

saro' stanchissima

Mi sto organizzando una tre giorni di aerei furiosa.

Il 26-27 luglio mi faccio un cina-olanda e olanda-logoborro in scioltezza. Arrivo il 27 sera, vado a dormire, se il mio corpo decide che è notte. La mattina del 28 mi sveglio e sempre in scioltezza mi prendo due aerei logoborro-pisa pisa-alghero (raianeeer, tu cerchi di non farci fare le coincidenze e io ti fotto). Devo dire che l'organizzazione di queste pazzie mi dà sempre quel non-so-ché di adrenalina che tien vivi. Insieme al non-so-che chissà se ce la faccio, insieme al non-so-ché sarò stanchissima. Ma soprattutto sarò stanchissima.

Basta portarsi libri e musica. E da lavorare. Ma lavorare non si lavora, basta che le cose te le porti dietro, avercele è quello che importa. Loro stanno lì, tu ti sei portata da lavorare, nel caso ti venga voglia di lavorare e quello basta. E poi, sarò stanchissima.

 

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l'albero che il vento

Ogni singolo rumore della mia casa di notte. Due orologi, di cui almeno uno non misura bene i secondi, visto che ticchetano a casaccio l'un rispetto all'altro. Cinesi che schiamazzano in lontananza nella casa accanto, e che giocano ad un gioco di carte che si chiama  cen. Stanno zitti per un pò, poi uno dice cen e tutti dicono cen con scrosciii di risate. Il ronzumine del frigo e lo sventolio del computer. L'albero che il vento muove le foglie sul tetto un metro sopra la mia testa. Qualche cigolio sparso delle tavole di legno della casa. I pesciolini che spaperocchiolano nell'acquario rincorrendosi. Il filtro dell'acquario che filtra e ogni tanto scorreggia qualche bollicina. Il mio respiro. Il mio cuore che pompa sangue nelle orecchie. Gli impulsi elettrici dei miei neuroni stanchi. Lo strofinio dei miei capelli sul cuscino quando respiro più profondamente. 

E poi c'è quel rumore lì. Quel rumore di fondo che c'è quando non ci sono altri rumori. Quel rombo bassissimo lontano. Insopportabile.

 

la terra chiama

Mangio ravanelli.

M'è venuta un'insopportabile voglia di mare. La solita voglia di mare del giugno inoltrato inglese. Il sole non tramonta mai e la pioggia manco.

Comunque rimango serena nonostante le grandi preoccupazioni della vita. Da dove vengo dove vado e perché esisto. Ma soprattutto, cosa mangio a cena.

La lista di cose da fare è sempre la stessa, e questo non aiuta. Forse potrei aggiungere qualcosa di fasullo da depennare per darmi coraggio and get me going.

I ravanelli mi pizzicano la lingua. Mi fanno venire voglia di porcetto. Quando dopo il porcetto ti pulisci la bocca a sgranocchiare finocchi e ravanelli lavati e buttati così senza tagliarli dentro un'insalatiera vecchia freschi di goccioline d'acqua. Oia oia. Mi sono messa a guardare foto di spiagge d'infanzia. Che anche quello non aiuta.

Ho un colorito di pelle tendente al verde gradazione direi baffo d'adolescenza. Ma non per molto. Anzi, per molto, ma non per moltissimo. Anzi, non per sempre. Almeno. 

 

sto cercando di capire di che fazione è l'iraniano che sta dietro di
me nell'ufficio. è un pò che non si taglia i capelli e c'ha lo stesso
effetto da capa di seminarista di ammadinegiad o come cavolo si scrive,
quindi mi viene il dubbio che sia un sostenitor. muoio dalla
curiosità, andrò presto a chiedergli cosa avrebbe votato lui. lo
farò con un fare molto neutrale. in realtà non so fare il fare
neutrale. ma ci proverò. secondo il greco accanto a me è un fanz del
dittator, perché va sempre puntuale a pregare non so per quanto non so
dove ma il greco l'osserva e dice che è troppo religioso e anche un
pò intollerante perché non saluta mai l'altro iraniano che invece non
va mai a pregare e si fa le sasizze con la birra in allegria. se
dovesse essere un estremista, me ne uscirò con nonscialans dicendo che
la stampa estera critica anche il nostro caro presidente. ah la stampa
estera!

 

pipi' ogni 350 km

Partenza sabato mattina. Logoborro. Con cambio dell'olio e due ruote nuove.

900 km in un fiato verso la franzia. Arrivo di sera a Metz. Metz stanchi e Metz felici.

Ripartenza domenica mattina dalla francia. 

O2 welcome to Belgio

02 welcome to Lussemburgo

02 welcome to Svizzera

02 welcome to Italy, finalli.

Arrivo aeroporto di venezia domenica sera stanchi felici e sudati. Mi metto sul volo per logoborro. 

Arrivo a logoborro back alle 11 ora inglese.

Due giorni in macchina: 1800 chilometri, e 2 ore in aereo: 1800 chilometri.

La panda ce l'ha fatta back.  

Abbiam visto le bianche scogliere, basta con 'ste bianche scogliere però, poi il piattumine francese, poi le montagne con la neve che si scioglie, i laghi, abbiam strisciato milano, e il nord est.

Abbiam mangiato l'insalata di riso al sacco, l'uva i ravanelli i pomodorini le banane i panini i biscotti con la carta stagnola le forchettine lo scottex e le bottiglie d'acqua. Abbiam fatto pipì ogni 350 km.

Velocità massima raggiunta 127 km orari, velocità minima raggiunta svalicando le alpi 75 km orari.

C'hanno fermato a tutte le frontiere. C'hanno chiesto da dove venivamo e dove andavamo per 3 volte. C'hanno controllato il cofano un milione di volte. Aperto le valigie. Preso i documenti. Tut'a post? tut'a post, bon vuaiaj.  

 

Metto i peperoni in forno e li spello. Poi tagliati a metà sale olio basilico aglio sulla teglia.

Mozzarella tanta a fette dentro. Finché non si squaglia. Con due fette di pane tostato. 

Poi mangio, mi spinzocchio i peli delle gambe a casaccio di fretta. Poi vado a far la danza del palo.

 

Son senza macchina. Ho rimesso la bici a posto. Sono andata a gonfiar le ruote al distributore ché con la pompa non c'era speranza. Ho incontrato un baldo giovine giapponese con il cappellino che m'aiutato. Ci siam fatti le mani nere. Poi sono andata al supermercato e ho fatto il pane a fette. Con le mani nere.

Devo andar a londra a fare il visto per la cina a tutta l'allegra comitivella. 4 giorni prima di partire. che se ci rifiutano il visto non si parte. a nessuno gliene frega niente. 10 giorni gratis in cina in fumo e nessuno sembra preoccuparsi. solo io prego budda. budda ti prego. abbiamo i biglietti aerei. abbiamo il biglietto d'invito del signore cinese. che si chiama tipo minchiao. no davvero. budda facci che ci fanno il visto in 3 giorni.

Devo fare la spesa. Me la metto sulla bici, come ai bei tempi. Ho la lista. Pancake, mozzarella, asparagi. è una lista bella.

 

intuculu alla disoccupazione

Aggiornamenti sulla mia vita. Ho rifiutato un lavoro da 1700 sterline.

Mi basta il fatto che esista al mondo qualcuno che mi darebbe 1700 sterline. Non c'è mica bisogno di farlo. L'ho fatto per amore. Perché avere troppi soldi mi toglie fantasia. Per vedere nuovi posti. Perché logoborro, che non è vero che aborro, mi ha dato tutto quello che poteva, che è stato tanto. Perché sono ancora ggiovane. Perché resettarsi e rimettersi nella merda, son convinta, faccia rimanere ggiovani. Perché la merda, dopotutto, mi piace. Perché l'Italia (=merda), dopotutto, mi piace. Perché se avessi sentito ancora una volta la cazzata del cervello in fuga mi sarei suicidata. L'ho fatto per amore, di me stessa. Questo lavoro mi deprime e mi confonde. Intuculu al nati non foste per viver come bruti, intuculu alla canoscenza, io naquetti per seguir la mia sfelicità. Da non confondersi con la felicità, quella la lasciamo agli americani.

 

non e' vero ma ci credo

Mi son letta tutto il discorso di barack. Barack, scusa se ti chiamo per nome. 

é vero che ha i suoi momenti di lacrimevole retorica, che forse non cambierà niente o farà poco, che son tutte parole, che bisogna vedere i fatti, che qui e che là.

Rimane che è emozionante, carismatico, ha un luccichio negli occhi e un sorriso sincero, sa parlare e sa trasportare e sa anche far tremare il mio saldo trono di scetticismo. Un pò me ne vergogno, ma gli credo.   

rancuore

ma cosa ho fatto per meritarmi tutto questo rancore?

dice mia madre, ma non se lo chiede realmente. è una domanda retorica. tradotta: non ho fatto niente per meritarmi il tuo rancore. se me lo chiedesse veramente per saperlo, la risposta sarebbe semplice.

non mi hai mai fatto una domanda.

mia madre ha sempre saputo tutto di me, senza bisogno di chiedermi. non è che non fosse interessata a me, lo era, ma cercava le risposte a tutto nel suo immenso intuito di madre. non c'era bisogno di parlarmi.

io t'ho capito troppo bene a te. vedrai quando crescerai ti renderai conto. tu dici così perché. tu sei così perché. tu fai cosi perché. mai un “perché dici così?” “perché sei così?” “perché fai così?”.

la comunicazione è sempre stata unidirezionale. lei mi diceva mi parlava mi consigliava mi spiegava. ma io non sono mai stata interpellata. un pò perché le mie opinioni erano irrilevanti e un pò perché lei già le conosceva. pur non avendole mai sentite. lei sapeva tutto di me. una madre sa tutto.

dicono che a me piaccia rivangare il passato, rinfacciare le cose. che mi ricordo i particolari delle conversazioni avvenute 15 anni fa. che non perdono. che parlo con cattiveria. è vero. ho il cuore colmo di rancore. a volte non so dove mettermelo e ho bisogno di buttarglielo addosso. forse dovrei appuntare su un quadernetto tutte le volte che mia madre mi ha fatto incazzare. forse potrei cominciare qua. tipo:

quando ho compiuto 18 anni mia madre mi voleva fare nu bello rialo, tipo, una cosa d'oro, che ti rimanga. a me non piace l'oro. l'ho implorata di non comprarmi gioielli. tu cosa capisci, sei ancora piccola, vedrai quanto ti piacerà quando crescerai. 600.000 lire in un bracciale. mi ricordo la cifra perché ho fantasticato un anno su tutto quello che avrei potuto fare con 600.000 lire. il bracciale non l'ho mai messo, nemmeno provato. mi fa schifo. non capisci niente è finissimo, quando crescerai capirai. ma non ho ancora capito.

quando avevo 13 anni volevo fare lo scientifico. perché mi piaceva la matematica. mia madre mi iscrisse al classico senza dirmi niente perché vedrai quando crescerai mi ringrazierai. ma non l'ho ancora ringraziata.

comunque è tutto a fin di bene. ingrata. tutto quello che ho fatto per te. tutto quello che hai fatto per me te lo saresti potuto tenere, lo cambierei con una sola volta, anche una sola, in cui m'avessi ascoltato.