Archivi del mese: aprile 2009

Ho aperto la finestra stamattina e fuori c'era l'italia. Con i tetti e i campanili.

 

Annunci

e non è nemmeno ancora buio.

 

c'erano

C'erano Obama e Madonna nel divano verde di casa mia a Sassari. Parlavano con mia madre e mio padre. E c'era anche il gatto, il mio gatto, che in realtà è morto, Martina. Madonna aveva il suo bodi fucsia e Obama era in giacca e cravatta. Obama aveva portato con sé il suo gatto nero, più che altro una pantera nera, grossissimo, che spaventava Martina. Si soffiavano ferocemente ed io ero in mezzo che cercavo di separarli e mi prendevo le graffiate. Mio padre inceve discuteva di politica in italiano con Obama, elegantemente. Poi arrivava un altro gatto nero. Ed era un casino. La pantera nera di obama era sempre più incazzata con Martina, perché tentava di inchiappettarla e Martina cercava di mantenere il suo fiorellino  intatto, l'altro gatto nero aiutava la pantena nera nello stupro. Io ero disperata ed anche incazzata che i miei non mi aiutassero, nel mentre Madonna diceva a mia madre con accento napoletano delle sue peripezie per adottare un bambino sardo (!) e mia madre annuiva. Entrava in scena mio fratello e vari altri personaggi. Alla fine il gatto di Obama e Martina diventavano amici ed io ero molto felice.

 

elegance

ieri presenpio, sono andata a lezione di pole dancing. avetecapitobbravi, pole dancing. se qualcuno dovesse mettere in dubbio la mia femminaggine, gli direi che vado a pole dancing e non ci sarebbe più storia. saper fare pole dancing serve in molte situazioni della vita, tipo, stai aspettando il bus e sei annoiata, ti puoi sempre arrotolare al palo e ti passa il tempo, oppure, il tuo fidansato “non gli si”, tu prendi una scopa e ti ci arrotoli intorno e lui “gli si” di sicuro. oppure, se fai il pompiere e c'è la chiamata per un incendio e tu scendi dal palo roteando, poi però richiamano che si erano sbagliati, tu puoi sempre risalire su dal palo con fare elegante.

ho bisogno di una pausa. non so da cosa ma ho bisogno di una pausa. anzi lo so da cosa, da tutto. una settimana di sonno. di letto, libri, un pò di chitarra, un pò di pasta al sugo, un pò di musica, un pò di sole e nient'altro. niente presentazioni, niente orari, niente parlare inglese tentando di fare l'accento inglese (con poco successo), niente questa scrivania, niente uoscin ap e aspirapolvere (non che normalmente) e soprattutto niente compiuter.

ho un futuro come pole dancer comunque. mi manca solo perdere 10 chili e prendere 10 cm in altezza, diventare bionda e bona. ieri mi sono anche arrampicata in cima al palo, grazie anche alla spinta sul culo dell'istruttrice, ero sicuramente molto elegance, poi quando ero aggrappata in cima al palo non sapevo più come scendere. tutte le compagnette pole dancers mi facevano “scendiii” e I was like “comeee??” and they went like “mollaaaaa” and I was like “ma comeeee”. poi mi son buttata, molto elegance.

in futuro, dovessi perdere i kg, prendere i cm e diventare bionda, non avrei nessun pregiudizio a farmi mettere una cento euro dentro la mutandazza. in futuro. con elegance però. di sicuro mia madre sarebbe molto orgogliosa di come mi son fatta “signorina”. finalmente.

 

culaggini

c'ho una gran voglia di essere in italia mista ad una gran voglia di non muovermi da qui mista ad una gran voglia di dormire.

c'ho il torsolo d'una mela che s'attorsola di nero sullo scrivania, un fondo di té in un bicchiere di cartone che evapora lì da giorni, ha già evaporato un centimetro lasciando un segno nero sui bordi mi sa che lo faccio finire d'evaporare altrimenti mi tocca svuotarlo in bagno prima di buttarlo nell'apposito cestino. qualche giorno fa due tipi in cravatta sono venuti a controllarci la monnezza in ufficio. avevano un taccuino, guardavano la monnezza e prendevano note. uno parlava e l'altro ripeteva “qui c'è molta plastica” “si si qui c'è molta plastica”, “questo è troppo pieno” “e già questo è troppo pieno”, “qua c'è un bicchiere con l'acqua” “l'acqua”. mi son sentita la praivasi molestata. ma gli inglesi son così.

il pandino ha una nuova autoradio megaspaziale che poco s'abbina con i tastoni grigi, però cool. c'ho addirittura il cd. le mie cassette ora periranno inusate. ieri facevo la A6 logoborro-nottingham con elvis che cantava. cool. cool è una di quelle parole (tipo togo) che hanno perso la loro culaggine. essendo che il loro significato è proprio quello, se la parola manco è più cool, finiscono per trasmettere decadimento e stristezza. ed è lì che cominciano a diventare interessanti per me. ché forse il mio concetto di cool non è condiviso dal resto del mondo.