Archivi del mese: giugno 2008

che bello che e' il mare

 

Era un secolo che non prendevo un biglietto due settimane in
sardegna.  Che bene che suona, due settimane in sardegna. Due settimane
in sardegna.

Mi viene già in mente la pizza al metro di
alghero. Le amiche. I ricci di mare. La fainé. La nuotatina in acqua
gelida. Il babbo con la canottierazza bianca di quando fa caldo. Mia
madre che mi taglia le fette d'anguria e mi fa maaaaaangia maaaaangia.
Il mare il mare il mare. Stare davanti al mare a dire che bello che è
il mare. Però che bello che è il mare. Alle 8 di sera, il sole
tramonta, in spiaggia ci sei solo tu e due inglesi morti scottati dal
sole, il mare fa il ciaf-ciaf delle ondine serali sulla riva, da un
lato c'è capocaccia, o la sella del diavolo, o tavolara, o l'asinara o
l'isola rossa o anche niente solo mare, davanti c'è mare solo mare e
la barchetta dei milanesi che se ne va (e meno male che se ne va). I
continentali, per i sardi, si dividono in tre categorie: i milanesi
(quelli che c'hanno le barchette), i romani (quelli che c'hanno il
gommone), i napoletani (quelli che non c'hanno niente e che vengono con
la tirrenia). Per esempio se uno viene con la tirrenia da livorno ed è
di pisa è comunque “napoletano”.

M'ero un attimo persa nel
paesaggio, mi son risvegliata, davanti mi sono apparse le nuvolozze
nere. In questo momento porto i calzettoni con gli anfibi, dormo con il
piumone le calze e il pigiamino maniche lunghe, ho la maglietta a
maniche corte ma sotto la canottierina per il pancino. Quando esco mi
metto la sciarpettina. L'acqua non la bevo dal frigo. Ma ancora per
poco.

 

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Questo finesettimana ho fatto tutto tranne quello che avrei dovuto fare. Come tutti i finesettimana. 

Ho
parlato con un giapponese di mimì aiuhara e di ken shiro. Ho montato
un barbechiù dentro casa e poi l'ho lasciato fuori sotto la pioggia.
Son stata alla finestra a fare fantasiosi versi di uccelli per
attirarli dentro la casetta di legno fatta dal babbo, casetta con
piscina e palletta di cibo, ma non ci vengono, mi sa che compro uno di
quei cd niu-eig con i rumori del bosco. Mi sono fatta tagliare i
capelli da un'amica ceca. Estremamente pari estremamente corti. Eran un
paio di anni che non mi facevo tagliare i capelli da qualcuno che non
fossi io, io con le stesse forbici arancioni con cui faccio le
seppioline ad anelli. Ora ho un aspetto pulito da telegiornalista dai
capelli lisci. Mia madre sarà felicissima e dirà la frase “quanto sei
bellell quando sei ordinata”. Durante il finesettimana non ho nemmeno
fatto la spesa. Sono senza latte, senza carta igienica, senza cibo
alcuno.

Stasera faccio pulizie potenti, le pulizie potenti
consistono nello spruzzare il viacal spray su tutta la casa, aspettare
mezz'ora e poi risciacquare tutta la casa, o quello che ne è rimasto.
Inalare grandi quantità di  viacal spray mi dà anche tanta gioia. 

 

 

Mi arrivano email con oggetto “ansia da prova costume?”. Io non mi sono ancora tolta la sciarpa. Boh.

 

grazzieaddio e' lunedi'

Lavorare per gugol è il sogno di ogni essere umano. Anche
se non lo sanno ancora. Questa cosa della niu economy che il capo ti
tratta bene per spremerti di più la sappiamo tutti. Ma gugol è un
gradino più in su. Gugol è una mamma. Gugol ti vuole bene.

La
mia amica italiana a londra lavora da gugol e mi ha invitato a
pranzo da gugol. Se lavori da gugol puoi invitare gli amici a pranzo.
Che tutti sappiano quanto gugol ti vuole bene e vuole bene anche ai
tuoi amici. Accanto alla tristissima puzzosissima victoria coach
station di londra c'è un palazzone di vetro e là dentro c'è la
mamma. Il posto è tutto un pò colorato e luminoso che ti viene subito
voglia di sederti a produrre. La mensa occupa un piano. La mensa è
gratis. Tutto è gratis. Pranzo colazione cena, caffé con mille tipi
di macchinette tra cui quella seria, con il grattuggino del caffé,
spuntini biscotti e biscottini, frigo dei gelati, bibite tutte quelle
che ho mai visto, biliardi e biliardini, cingomme e frutti d'ogni tipo
avvolti singolarmente manco fossero anelli, poltrona massaggio e sofà
sprofonfoso tipo quello di fantozzi ma ora il megadirettore galattico
sei tu. A pranzo c'è un'immensità di cibi diversi, tipo carne cotta
in ogni maniera, sushi, il tavolo dei formaggi, il tavolo dei dolci,
cozze insalate, riso pane pasta, ingrassa e lavora ingrassa e lavora
ingrassa e lavora. Il venerdì c'è il TGIF, che non è la riunione dei
servizi segreti (o forse sì), è il thank god it's Friday, la
festicciola birra a volontà. Ma considerato che il finesettimana mi
devo fare da mangiare da sola e non c'ho le cingomme, ci dovrebbe forse
essere anche il thank god it's Monday. Dopo averti fatto ingrassare,
poi, gugol ti porta anche a sciare aggratis per tre giorni ogni tanto.
L'ambiente di lavoro è giovine, tutti belli, per lo più maschi
anglossassoni, non si vedono capelli bianchi né capelli tinti. Se ti
vuoi accoppiare poi ce n'è per tutti i gusti, ci sono i nerds
programmatori i-love-linux magrini con la magliettine stracciate e gli
occhialini intellettualoidi imbranati, ci sono i venditori con fare
omo-di-successo riccastrelli bicipite-scaltro, ci sono gli artisti
creativi che disegnano GOOGLEs per le pareti. Ci sono anche i
pezzentoni, ché a me piace il pezzenton, son quelli che tentano di
entrarci e fanno le internshipzz, anche loro mangiano gratis però,
ché gugol vuol bene anche al pezzenton.

C'è l'inghippo. è che gugol un giorno si potrebbe svegliare e
decidere che non ti vuole più bene e ti manda a casa. Ma tanto si sa
che l'amore non è per sempre.

Logoborro university invece, se
t'acchiappa, lei, ti vuole bene per sempre, ma molto di meno. Ti dà al
massimo una sgualcita patana in giacchetta a pranzo, prima dell'una
però e te la fa pure pagare.

In questa niu economy, I wonder,
non è forse meglio l'amore bruciante che potrebbe finire da un momento
all'altro piuttosto della pallosissima tiepida relazione stabile?

E comunque c'ho poco da wonderare visto che gugol non mi prenderebbe manco come cuoca.

 

congeniale dissenso

Ieri notte ho sognato che ero un elefante, era così reale che stamattina volevo bere il latte dal naso.

Il panino di pranzo con la ricotta e il prosciutto cotto scelta infelice.

Sento che per cena mi consolerò con una frittatina di spaghetti di quelle che mia madre faceva per i pic-nic. Anche uno di quei panini con la cotoletta durissima che ci portavamo sulla tirrenia cagliari-napoli farebbe al caso. Ci andavamo con l'alfa sud sulla tirrenia. Con le borse frigo.

Certo che sono una meridionale proletaria.

Stasera vado ad uno spettacolo con una milanese ed un greco. Non ho idea di cosa sia, ma c'è la parola dissenso nel titolo. Che mi è congeniale. Ed è alle 7. Quindi c'ho anche la giustificazione per andarmene alle 6 di qui.

Poi ieri il padronedicasa è venuto ad aprirmi la porta di casa con quella sua simpaticissima consorte con i colpi di sole fatti male. Secondo me se li fa a casa. Gli ho detto che apologiavo fortemente ma lui ha detto che sarebbe dovuto passare comunque per riscuotere il dazio dai cinesi che sono secondi ai moderni metodi automatici di pagamento bancario solo a mia madre. Mia madre pensa che quando fai un bonifico parte una letterina col mazzetto di soldi da una banca all'altra, per quello ci vogliono 3 giorni.

Ho mandato una cartolina al baffo e la mamma da praga, ho scritto vivogliottanttobbene anche se non vi chiamo mai. Che è vero.

 

ufff

Mi sono chiusa fuori casa stamattina. Sono uscita in scioltezza, ho buttato le lattine nel secchio della monnezza differenziata. Ho guardato la porta chiusa e ho pensato: non ho preso le chiavi. Pace. Sono uscita ho guardato la macchina e ho pensato: non ho manco le chiavi della macchina. Pace. Vado a prendere il bus. Passa il bus, il conducente mi guarda e va dritto. Pace. Ho camminato in ufficio e ho chiamato il signore delle terre. Un tipo tutto sorridente tirchio che non ne può. Salve, sono quella che abita in una delle sue tante case nelle sue tante terre e mi sono chiusa fuori. Il signore delle terre, che io ne parlo male ma è tanto bravo, verrà apposta per me dalla sua residenza dall'altra parte delle terre di mezzo, ovest delle terre di mezzo, per aprirmi la porta. Mi sento tanto una cacca, peggio, un lombrico, peggio ancora, una cacca di lombrico. Ma il momento peggiore arriverà quando lo dirò al babbo e lui attaccherà con la storia che “conviene farne sempre una copia e tenerla …”. Uffff.

 

sprofondezze

Oia mammamia.

Son tornata in ufficio. L'orchidea non ha risentito della mia assenza.

Ieri è venuta ulrike a cena, le ho fatto uno spaghetto semplice sughetto di pomodoro e parmigiano. Abbiamo fatto profondissimi discorsi guardando le partite. Finiam sempre sul profondo. Poi prendiamo a parlare quell'inglese che abbiamo inventato noi in cui ci capiamo bene. E quell'inglese tende al profondo di suo.

A logoborro, che è giugno inoltrato, non gliene frega niente.

Ma manco a me.

 

geddanone

Devo sempre avere un motivo per alzarmi dal letto. Uno buono. Questa mattina è stata la mia luna.

Son tornata da praga con un aereo isiget con molto ritardo alle 3 del mattino. Io, il prof e i prosiidings di due chili l'uno. Il ritardo è stato dovuto a 30 inglesi ubriachi che erano abrood per il weekend del cervo che hanno rotto talmente le palle che li han fatti scendere dall'aereo. 

Alla
conferenza, in tutta la maledettissima conferenza, eravamo solo due
donne. E l'altra la prima cosa che ha fatto alla sua presentazione è
stata chiarire che non è miss, che lei è sposata e comunque sarebbe
anche phd. Poi c'erano due russi, che parlavano poco inglese e che se
ne stavano molto per i cazzi loro, uno era il capo e l'altro il suo
servitore. Il servitore aveva gli occhiali spessi con la montatura
grossa, i baffi, il naso a punta e l'impermiabile. Sempre. Poi c'erano
gli svedesi, gli svedesi mi trovano simpaticissima. Ogni scemenzina che
dicevo si mettevano tutti a ridere. Ho finito così per fare grandi
numeri di cabaret a pranzo con gli svedesi tra cui anche mimare come
salta il verme del formaggio sardo. Sono quelle cose che non è bello
ricordare di aver fatto. Gli inglesi invece non mi comprendono.
Comunque alla conferenza c'erano le mentine le penne e i blochetti. Per
il resto era il solito branco di ingegneri spocchiosi con la cravatta.

Praga è una città che soffre di turismo. Però trasuda.

Non
ho avuto voglia di disfare la valigia, perché il disfo della valigia
mi disfa. Invece sono andata da tesco e ho comprato due mutandine con
cui poserò presto davanti allo specchio e soffrirò della delusione di
vedere che non assomiglio a quella dell'immagine del maledetto
cartoncino. Andando da tesco la radio mi ha riproposto la canzone
“geddanone”, che ora invece suona giusto get down on it, che non è
manco un doppio senso, c'ha un senso solo. Mi ha fatto pensare
all'ingegnuità della giuovinezza perduta. Oltre alle mutandine ho
comprato una specie di colorante per ciglia che farà le mie ciglia
nere per 45 giorni, so già che farò un casino e mi pentirò
amaramente, ma la tentazion è troppa.

 

 

I said no no no

Il lumacozzo nella boccia è diventato talmente grande che quando ha fame viene in superficie e prende i gamberetti morti dalla mia mano. Ho cambiato lo specchietto della panda, incattivita, sotto la pioggia, con il cacciavite, sono una donna che si sa riparare la macchina da sola. Mi son fatta il brodino di pollo per cena. C'ho messo i tortellini John Frog e mi son scottata la lingua molto con il primo tortellino pieno di brodo di pollo. Questo succede perché una torna a casa da lavoro affamata e il brodo ci mette un sacco e poi è chiaramente bollente. Mi scotto anche sempre con la pizza. Questo succede quando una non sa attendere. La mia amica genovese fotografa scrittrice e giornalista ha scritto un libro dove ci sono io che figuro con il mio nome e faccio le cose che faccio davvero, però dal suo punto di vista. è togo. Togo è una bella parola, non è che smetto di usarla perché è passata di moda. La mia amica cagliaritana è venuta a trovarmi nel finesettimana e ci siamo fatte le creme di bellezza. Lei è anche gelosa del mio lumacozzo perché è più grande del suo. Questa frase in effetti può essere interpretata. Io e la mia amica cagliaritana, quando non eravamo ammogliate, facevamo ben altro che farci le creme di bellezze. Siam diventate grandi ora e abbiamo i lumacozzi a cui dare da mangiare. Ho chiamato mia madre che era offesa perché venerdì l'avrei dovuta chiamare e poi mi sono dimenticata, e m'ha detto che non la penso. Non mi penzi, mi dice, mamma ti penzo, le dico. E poi è finita che abbiamo bisticciato. Sono ancora infangata nell'adolescenza. Mi fanno male gli occhi quando guardo il computer, devo cambiare lavoro, raggiungere mio fratello nel paesello disabitato a vivere della pesca e della raccolta delle bacche.