Archivi del mese: febbraio 2008

potrei troppo fare la giornalista

Sintetizzo.

Politica.

Berlusconi: “professoré, veltroni m'ha copiato il programma”.

Cronaca.

Gravina. Fa del buono in cucina.

Erba. Almeno servirà a non far chiamare più nessun bambino con il nome Olindo. Il magico alleato delle pulizie di casa. 

Animali.

Incredibile. Scoperto fossile di balenottero gigante dai denti grandi come coltelli che si nutriva di utilitarie già milioni di anni fa.

Musica.

Ricostruita la vera faccia di bach, grasso e brutto, cancellati tutti i concerti.

Festival.

Pippo baudo dice che nessuno guarda più il festival perché la tivvù di qualità non fa ascolti … ma è possibile che il pensiero che ci si siano esplosi i testicoli dalla noia non lo sfiora di striscio? 

Calcio.

Totti: “é colpa dell'arbitro!”.

Moda.

Il ritorno del classico. Ma anche delle stranezze. E dei copricapi. E dei capelli al vento. E della nudezza. E della donna coperta. E dei colori. E del bianco e nero. E dell'eleganza. E della praticità. E dell'antico. E del moderno. Moda, il ritorno del tutto, ovvero, non sanno più che fare.

Cinema.

La sceneggiatrice vince l'oscar e fa lo strip. La valletta di baudo nuda in un film. Ci sono film dove gli attori si spogliano. Ci sono anche dei film dove non si spoglia nessuno ma non ce ne frega niente.

Ambiente.

Gli assorbenti inquinano. Infilatevi invece un aggeggio di silicone a forma di coppetta da togliere, lavare e rimettere 3-4 volte al giorno. Pensate a quanto vi verrà bene in ufficio: lavatevi le mani, entrate nel cesso e chiudetevi dentro senza toccare la maniglia – toglietevi la coppetta e svuotatela – uscite dal cesso senza toccare la maniglia con la mano jack lo squartatore – lavate la coppetta davanti alle vostre colleghe incuriosite (nel mentre non vi siete messe l'assorbente perché inquina e state facendo un disastro) – ritornate dentro il cesso – rimettetivi la coppetta dentro la cosina che non vi siete nemmeno lavate perché anche se ci fosse un bidé non avreste mai il coraggio di usarlo. Annunciato il successone.

 

 

 

 

 

 

 

 

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terremotata

Ho in ufficio una di quelle macchinette che fanno i fogli a tagliatelle. La mia carriera ha preso finalmente la piega giusta. Non so se è per la presenza della macchinetta delle tagliatelle ma anche l'orchidea, che c'ha 8 fiorni da natale, ne sta dando alla luce altri 3; è uscito il sole a logoborro; tutti mi sorridono e mi salutano; sento che finirò presto quello che sto facendo con gran successo, applausi e squilli di trombe.

Stanotte mi s'è mossa la casa. M'ha dondolato il letto, han tintinnato i bicchieri. La sardegna è una terra solida e non ci sono abituata, lo trovo un fenomeno molto divertente. La mamma direbbe che non son cose divertenti, perché lei è una donna terremotata. Vabbuon'. 

Ho comprato le cosse neozelandesi che vendono da sensburi, ci scappa la ricetta dell'emigrato terremotato:

Ingredienti per due persone cozze neozelandesi gratinate:

– 20 cozze neozelandesi di sensburi che vendono già pulite e aperte a metà, costan così poco che ti vengono in testa tante domande, reprimile;  

– aglio, prezzemolo, limone;

– attenzione attenzione olio extravergine di oliva spray (mamma);

– pane duro vecchio, parmigiano duro vecchio.

Procedimient:

mettere uno spicchietto d'aglio, un bel tozzo di pane duro vecchio, una scagliozza di parmigiano duro vecchio, il prezzemolo finto e una sgrattugiolata di pepe nel robotino da cucina di cui siete innamorate (niente sale eh!). sgrattuggiare a massima velocità con gran divertimento. cospargere le cosse neozelandesi con il gratttugio così ricavato e disporre in una terrina per il forno. (ma la terrina, cos'è?!). Prima di infornare spruzzare le cosse con l'olio extravergine d'oliva spray che vi vergognate d'avere in casa ma ogni spruzzata ha una caloria – dimagrimento assicurato. Forno 20 minuti a 200 gradi finché non vengono dorate. Prima di mangiare spremeteci sopra il limone che stranamene non ha semi e non chiedetevi perché.

In generale, è sempre meglio non chiedersi perché.

 

 

non potra' che essere una delusione

Scrivo solo per far slittare la mia faccia ripugnante un pochino più in giù nella pagina. Ma non ho niente da dire. Non ho mai niente da dire.

Ieri la mia coinquilina tedesca è venuta a casa a bersi un bicchiere di vino ed è stato un momento carino. Abbiamo parlato del suo matrimonio mezzo in germania e mezzo in india. Abbiamo parlato della sua anca dolorante. Abbiamo parlato del sesso con la sua anca dolorante. Abbiamo parlato di come sarà la serata del suo compleanno, tra una settimana, già organizzata tre settimane fa in uno di quei countrypubss con la testa del cervo appesa alla parete in un paesello sperduto della campagna delle terre di mezzo, che hanno nomi tipo: the queen's arm, the king's leg, the princés penis, the swan and the bull, the fox and the horse, the bull's eye, the cat's head, the old horsés tail, the young bull's balls and via speaking. La serata è pre-programmata a tal punto che abbiamo scelto cosa mangiare con una settimana d'anticipo. Io so già che mangerò Parcels of Brie Cheese with Mango, come antipasto, and Breaded Mushrooms and Cheese, come main. Tutta questa organizzazione ha i suoi risvolti negativi, per esempio, ci sono queste parcels di bri e mango che ogni volta che ho fame mi appaiono come miraggi lontani o mi parlano volandomi sulla testa. Parcels, oh parcels, quanto vi voglio quanto vi desidero. Ma non potrà che essere una delusione.

Non potrà che essere una delusione.

 

 

la mia vita e' tutto un piiling

Il povero pandino stamattina era un cubetto di ghiaccio. Lo spruzzino del tergicristallo spruzzava ghiaccio. La bottiglietta d'acqua lasciata dentro la macchina era solida. L'orologio della macchina (trattasi di sveglietta a batterie attaccata col blutack sul cruscotto) era fermo con le lancette tremolanti dal freddo. 

C'è voluto a scongelarci. Io e il pandino.

Questo finesettimana mi son fatta un piiling. Metterò presto le foto a testimonianza. Ho la pelle del viso tutta liscia e ridacchio per le scale del dipartimento proprio come una fotomudella di pubblicità di crema antirughe senza le rughe. Comunque, il piiling, con quel suo procedimento di spellamento che sembra di fare la muta, aiuta. è un periodo di rinnovamento e cambiamenti. Ho in testa questa cosa di tagliarmi i capelli corti corti. Mi sto facendo crescere le unghie della mano destra per suonare di nuovo. è il preludio al fatto che l'anno prossimo cambio casa cambio città cambio lavoro. La mia vita è tutto un piiling.

 

emotional

Ho dovuto smettere di lavorare perché la penna non mi scrive più.  O forse perché mi sentivo un pò, come si dice?, emotional.

La madre di italo calvino era sassarese. No, bisogna saperlo.

Andrea Bocelli che canta besame mucho è la cosa che mi fa più commuovere dopo la vista di un bambino tenero quando c'ho le mie cose. Anche questo va saputo.

Ho una scatolozza di Cadbury luxurious selection of Milk tray chocolates a due piani che sto per finire da sola e mi sta dando un gran mal di pancia. E non è bene fare la cacca nei bagni dell'ufficio, fare la cacca è una cosa intima. Ma stavo cercando quello con la mandorla e sono incappata in altri 3 che non avrei voluto, e una volta che hai mangiato quello alla fragola non ti puoi fermare lì ché altrimenti ti rimane il sapore in bocca.

La serata non è ancora tutta perduta, ma se non trovo una penna che scrive non è colpa mia. A dire il vero è colpa mia, ma è più complicato di come sembra. 

Ero in un casa grande da sola che ascoltavo una canzone che faceva so I put my arms around you.

Comunque adesso mi riprendo.

 

 

scoop

 Sensazionale.

Il ferocissimo Khalid Sheik Mohammed (daradà)

 

 

 

accusato dagli ameriggani di  aver dato l'ideuccia ad  Osamabinladen ed di aver anche fatto in modo che il tutto andasse in porto, non è colui che gli ameriggani pensano che sia, il quale. Trattasi in realtà di Fisietto Pistis detto “sa bestia”, noto personaggio cagliaritano. Così ingrassato e scapigliato, il pistis è stato erroneamente scambiato per il terrorista di alcaeda, eppure la magliettazza, il pelo e lo sguardo furibondo da cagliaritanazzo non avrebbero potuto ingannare nessuno.

 

 

 

 

 

soddisfazioni

Mi hanno regalato una borsetta di pelle rossa che è la fine del mondo. Io non sono una donnina tutta trucchi e borsette, ma, mamma mamma, questa borsa è la cosa più deliziosa che dio abbia mai creato (non posso credere che sia stata opera di un uomo, ci dev'essere l'intercessione). La guardo e penso, ma quanto è bella la mia borsetta nuova, è talmente bella che quasi non ci uscirei e la terrei su un piedistallo nell'ingresso. Ma non era questo il punto. Il punto è che la borsetta è una di quelle che si porta in spalla ma ha anche gli anelli per mettersela a tracolla. Quindi, stamattina, prima cosa che faccio quando mi siedo con fare “guardate guardate tutti la mia nuova borsetta”, scrivo una email ai signori che fabbricano le borsette di pelle, che sono inglesi con finto cognome italiano. Aspetto due minuti e la signorina fabbricatrice delle borsette di pelle mi risponde e mi informa che purtroppo no, non fanno la tracolla, ma sono la seconda persona che lo chiede questa settimana, quindi forse dovrebbero. Questo fatto che tu scrivi una email e la gente ti risponde è una cosa senza cui io non potrei più vivere. Tipo, tu scrivi una email a quelli che riciclano la monnezza del tuo quartiere, e dici, guardi i miei coinquilini, mamma mamma, io non li sopporto, e la puzza dell'aglio e le cartacce per terra e quanto sono sporchi e quanto sono antipatici, in più mi fanno sparire il contenitore del vetro da voi gentilmente messo a disposizione, vi prego mandateme un altro, contenitore del vetro, e a te, t'arriva il contenitore del vetro. Oppure, tu scrivi una email a quelli che t'hanno messo la multa per divieto di sosta e dici ma no di qui di la che tu non la vuoi pagare che hai tutte le tue ragioni e quelli prendono in considerazione le tue ragioni. Oppure, che ne so, tu hai comprato un prodotto che non ti soddisfa, e scrivi che non ti soddisfa e loro ti rispondo, hello, ci dispiace che non ti soddisfa, che uno dice, va bé che te ne fai, invece no, cazzolicchio, è una soddisfazione. 

 

tutto e' perduto e chissenefrega

é una settimana un pò così. Ma tutto passerà e anche questo passerà. Domani è il mio compleanno e non riceverò auguri di compleanno perché non ho cellulare. Il babbo, che si è informato sul da farsi per i documenti italiani, mi ha appena comunicato che devo andare a fare la cosa che più odio andare a fare in italia, seconda solo al prelievo di sangue in ospedale, la temutissima denuncia dai carabinieri. Speravo di scamparmela con una bella copia di quella inglese, ma sperare che i carabinieri l'accettassero era veramente un balzo di fantasia. Il pandino mi si è sfasciato e il signore dell'aggiusta-auto mi ha presentato 240 sterlinette da pagare. Oggi, per consolarmi, ho pensato bene di fare un'acquisto sconsiderato su ebay che, infine, non ho potuto pagare perché (come dimenticarmelo?!) le mie carte di credito sono tutte bloccate e morte, sento che domani avrò la polizia alla porta per e-frode. è tutto il giorno che mi nascondo alla vista del proff ma la pipì mi scappa da morire e sento che lo incrontrerò presto in corridoio e mi chiederà con quel suo fare allegrotto cosa casso sto facendo e io, in preda ad uno dei miei momenti di grande imbarasso, risponderò che ho finito di scrivere la tesi, che, anzi, se vuole fissare una data per il vaiva io sono libera anche, tipo, domani. 

Ieri notte, per evitare l'insonnia da incubo dello scippatore, che aveva preso il posto all'insonnia da incubo del mostro di franchestain, che, a sua volta, aveva preso il posto all'insonnia da incubo del mostro gobbo di notr dam de parì, ho iniziato a leggere wuthering heights, cime tempestose, e mi sono addormentata pensando che le donne hanno quella maniera di scrivere che io la capisco di più. Ma lo scippatore m'è giunto in sogno lo stesso. Così la smettono di dire che non dormo a causa delle letture.  Nel fondo del cesso in cui mi trovo a navigar, mi sta venendo l'euforia del “tutto è perduto e chissenefrega”, credo infatti di aver invitato lo scippatore in sogno a venire a casa a prendersi un caffé, lui dice che è purtroppo bisi a lavorare e io rispondo “capisco”. 

 

 

 

m'hann'arrubbat'a'borza

Io sono una che nella borza non tiene mai troppe cose perché penso sempre che se me l'arrubbano poi so cazzi. Infatti in una simpatica domenica di febbraio, m'hann'arrubbat'àborza. Così, per puro caso, proprio in codesta simpatica domenica di febbraio, la borza stranamente conteneva una quantità di oggetti di valore inestimabbile. Lista delle cose che mi servono nella vita e che sono andate irremediabilmente perdute:

Portafoglio in pelle giallo sporco a cui son tanto affezionata con dentro:

 carta d'identità;

 patente;

 tessera sanitaria;

 carta di credito inglese;

 carta di debito inglese;

 carta poste-peddis italiana;

 banconotozza da 100 euro che ho pensato bene d'infilarmela nel portafoglio qualche giorno prima (applauso);

 pacchettino con rose benedette di santa rita della gioppa che tengo nel portafoglio da 10 anni;

 tessera sconto dei treni inglesi;

 tessera NUS da studentella inglese (che funge anche da tessera per la palestra da studentella inglese, da tessera della biblioteca, tessera per aprire le porte dell'università, tessera per lo sconto al cinema …);

 12 sterlinette;

 portacarte con varie cose fra cui francobolli e bigliettini d'amor. 

Poi, lettore MP3 (sì, quello lì) con custodia in pelle rossa e cuffie gommose.

Chiavi di casa, della macchina e dell'ufficio infilate in un portachiavi di immenso valore zentimentale che funge da apribottiglia a forma di piede che ci sono tre simboletti in cinese che vogliono dire “ogni percorso, per quanto lungo e difficile, comincia sempre con il primo passo”, regalo della amichetta cinese che si era innamorata di me e io la corrispondevo inconsciamente.

Agendina 2008 appena comprata ma c'avevo già scritto per benino tutti i cazzi miei.

Address book con tutti i numeri di telefono e indirizzi di tutte le persone che conosco da quando ho 6 anni, compresi i miei fidanzatini delle elementari e delle medie (il motivo dell'esistenza della rubrica è “se mi arrubbano il cellulare, non vorrei perdere i numeri di tutti”) …

Cellulare con dentro mezza vita, scheda inglese con tutti i numeri, i messaggi i compleanni e le cazzatine.

Specchiettino da vera donna in legno di cassetta della frutta che però c'ero tanto affezionata e non so perché.

Infine, attenzione attenzione, dulcis in fundusu, last ma not least, least ma not last, un bell'estratto conto della banca con tutti i miei dati stampati per benino nel caso non ti vuoi sbattere a cercarli nell'agendina o non capisci bene la mia scrittura.

Da menzionare che la borzetta stessa era di marca innominabile, in pelle, regalo di mia madre in uno dei suoi momenti di grandi spese.

Dopo il fattaccio, telefono distrutta a casa della mamma  (era l'unico numero che potevo chiamare, visto che tutti gli altri numeri delle persone che conosco non me li ricordo e non ce li ho scritti da nessuna parte), parlo al babbo per cercar conforto e lui se ne esce con la felicissima frase “e mariapì, lo sai che bisogna stare attenti a non portarsi tutto dietro, ma ora è INUTILE PIANGERE SUL LATTE VERSATO”. Sono più incazzata con il babbo che con il povero cocainomane che in questo momento si sta facendo quattro risate a leggere tutti i messaggini zozzi del mio cellulare.