Archivi del mese: gennaio 2008

il mondo e' un bide'

Ma se io scrivessi che sono andata alla palestra di Logoborro e ho incontrato una di avellino che m'ha raccontato la sua vita tra cui che il suo ex è arrivato terzo all'isola dei famosi. No dico. Se lo dicessi. Qualcuno mi potrebbe credere? il mondo è un bidé. 

 

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Anno del signore 2008, mi alzo all'una con grande vergogna, arrivo in ufficio in condizioni pessime, cerco ri cincischiare quanto più prima di cominciare a lavorare, con grande confusione sul fatto “colazione-pranzo mangio? non mangio? ho già mangiato? o devo mangiare? è mattina o è sera? sono a dieta o no?”, apro il solito sito di non-notizie italiane, leggo, pippo baudo presenta il festival di sanremo con chiambretti, una bonazza bionda e una bonazza bruna. Ecco. A me poi dispiace, ma se solo la morte riuscirà ad eliminare certi individui, la morte sia.

Per darmi un tono un pò colto, che purtroppo mi manca, devo dire che il motivo per cui oggi ho fatto l'una a rigirarmi tra le calde copertine non è che me so mbriacata o accoppiata ieri notte, no no. Sono andata a londra con un talleur nero e il rossettino rosso all'opera. Alcuni tristi fatti, anche la royal opera house è piena di italiani e nemmeno alla royal opera house vendono i fonzies. Per il resto tutto positivo. La regina della notte che fa gli acuti zompettanti di mozart t'arrizza i peli sulle braccia come nient'altro, i cantanti sono sempre più magri, l'odore del teatro, quel misto di poltroncina rossa e profumo di donna elegante, i signori inglesi infrachettati che dicono thank you very much indiiiid, i flautini ed i violini che ti portano. 

   

confusione depressione, ma anche no

Ieri è caduto prodi, io sono andata a mangiarmi la pizza. Si fa per consolarsi. Poi la pizza, a dire il vero, l'ho portata a casa. Con il cartone con i colori della bandiera italiana. Ormai solo sulla pizza.

Sto organizzando una gita con il pandino all'isola di man. Così, si fa per esplorare.


 

Tra due settimane cade il giorno in cui mia madre mi dieque alla luce, e non c'è niente da festeggiare. E ci sono un sacco di cose che succedono mio malgrado. Stasera c'è la festicciola di compleanno dell'amichetto inglese. Gli inglesi diventano adulti presto. A 25 anni hanno il mutuo. Sono in piena confusione depressione premestruale. Non gli inglesi, io. Le inglesi, dicono i giornali italiani, hanno le tette grandi e si concedono da minorenni a decine di uomini. I giornali italiani non hanno tutti i torti. Solo su questo. Ma neanche troppo. Comunque dovrebbero inventare una medicina per la confuzione. Ma anche no che è bello così.

 

non studio non lavoro non guardo la tv non vado al cinema non faccio sport

Ultimamente m'ha preso la mania dei trasferelli per piastrelle. C'è sto sito che spedisce pure gratuitamente e sento che non mi potrò trattenere ulteriormente. Sì, mi piaccion gli avverbi in -mente.

Ultimamente (appunto) la mia vita s'è fermata e mi occupo solo di fare spesa, cucinare e nutrirmi. Ma non è che rimarrebbe molto altro da fare daltronde. 

Pasta asparagi e gamberetti.

Ingredienti:

cime di asparagi che costano come l'oro, mannaggia a loro ma a me me piacciono troppo.

re gamberi in vaschetta

panna singola quella che più che altro sembra latte

pezzetto di cipolla

salsa di soia

acciughine (senza di voi non vivo)

piri-piri

Procedimento:

mettete gli asparagi a scottare in pentola con una manciatina di sale. nel mentre fate andare due cucchiai d'olio con la cipolla tagliata fina, le acciughe e il piri-piri. Quando la cipolla si è ammorbidita mettete in pentola le cime estreme degli asparagi scottati, la metà dei gamberottoni e una cucchiaione di salsa di soia. Frullate l'altra metà dei gamberi con la panna e gli asparagi privati delle cime estreme in un ciottolo (bella la parola ciottolo, esistera?). Unite la cremina così ottenuta in padella con le cime e i king prooons e fatela asciugare un pò. Buttate una bella mezza penna, scolatela al dente e fate saltare schizzando tutta la cucina. 

 

se mi dovesse andar male la carriera da finta ingegnera posso sempre fare la finta cuoca

Andare in palestra a gennaio è come fare shopping il 23 di dicembre. Io, mio malgrado, me li becco sempre tutti, gli appuntamenti immancabili.

Comunque il motivo per cui oggi non riesco a lavorare con la dovuta concentrazione è che so che mi aspetta a casa in frigo il sushi. Anche se a pranzo mi sono fatta 100 grammozzi di pasta con i frutti di mare che ci scappa troppo la ricetta:

Pasta con i frutti di mare per chi vive in inghilterra vicino al saynsbury:

Ingredienti:

seppioline fresche buonissime (che vengono dall'india)(sì, è una contraddizione in termini) comprate al banco frigo di saynsbury dal tipo con il berretto ridicolo che è costretto a salutarti gentilmente da contratto ma io ci credo e rispondo sempre salutando gentilmente e lui mi guarda male.

manciata di gamberettini piccoli surgelati, inutile comprare quelli “freschi”, sono esattamente gli stessi 

manciata di cozze surgelate, mettetene poche che fanno schifo  

ciopped tomatos con cui avete fatto precedentemende un sughettino semplice con solo un filino d'olio

prezzemolino secco, tanto manco quello fresco ha sapore 

aglio e piri-piri c.c.s.s.b.*

Procedimiendo:

Soffriggere l'aglio e il piri-piri in un paio di cucchiai d'olio

aggiungere le seppioline tagliate ad anelli con le forbici da cucina (che usate anche per tagliarvi i capelli, tutto sapore), le cozze e i gamberetti

far asciugare dall'immensa quantità d'acqua che quella schifezza di gamberetti congelati producono

aggiungere un paio di cucchiaiate dal sughettino leggero di pomodoro (senza cipolla) che vi era avanzato da una simil-pizza di un paio di giorni fa 

buttarci dentro le linguine ben scolate la morte loro

spruzzata di prezzemolo secco che dà colore ma non sa di niente 

 

c.c.s.s.b.* che ci stanno sempre bene 

 

civilta'

A tutti quelli che mi diranno “perché vivi lì?”.

Io risponderò per questo. Questa è civiltà. 

Al mare ci vado in vacanza.

 

 

 

 

e poi si dice che gli inglesi sono freddi

Prendevamo un caffettino in un localino simpatico di logoborro ieri. A fine serata, c'eravamo rimasti solo noi e due che s'erano finiti una bottiglia di sciampagn, ma non v'immaginate niente di scik, due messi un pò male con il sorriso aperto e la bocca sdentata. Mi piacciono quelli che sorridono lo stesso con la bocca sdentata. Prima che chiudesse il locale, ai due ormai mbriachi si aggiungono altri due sdentati, e i 4 ci chiedono se accettiamo di finire con loro una bottiglia di sciampagn insieme alle cameriere per festeggiare il loro matrimonio il giorno dopo. Insomma, il locale era chiuso, ci siamo noi, le cameriere, i quattro inglesi simpatici che brindiamo tutti contenti, come se fosse normale incontrare gente così e sorridersi senza problemi. Lo sciampagn m'è andato dritto dritto ai gomiti.

 

 

 

di questo passo non finirai mai

Ogni secondo giovedì si ricicla nella mia viuzza di logoborro. Siccome i vicini cinesi sono degli inetti, metto fuori anche le loro buste. Allora, nella busta verde ci dovrebbe essere la plastica (certa plastica), i barattoli  (certi barattoli), il latte ed altre cose (certe altre cose ben specificate). Poi c'è la busta arancione con il cartone, la posta monnezza, le confezioni delle uova e certe altre cose ben specificate. Poi c'è il recipiente del vetro con il tappo apposito. I vicini cinesi inetti mettono invece i cartoni delle pizze nel corridoio, le buste del latte con tutto il latte dentro marcio nella busta arancione, la busta arancione dentro una busta verde a sua volta dentro una busta bianca sporca della spesa. Il recipiente del vetro se lo sono mangiati sano sano con tutto il tappo. 

La testa pelata del mio prof m'è giunta in sogno. Mi parlava, la testa. La testa aveva due occhi e una bocca, ma non erano quelli della faccia, erano proprio lì sulla capoccia pelata. Mi dicevano “di questo passo non finirai mai”. Mi sono svegliata spaventata. Ora sono tutta spaventata. Così spaventata che non ho il coraggio di cominciare proprio ora. Vado a casa a farmi una pasta con la crema di peperoni e poi ci penso. 

(…)

La pasta con la crema di peperoni era un delirio, urge ricetta.  Ricetta pasta con la crema ai peperoni, ci starebbe meglio la pasta corta ma vi piacciono gli spaghetti e non riuscite a resistere alla tentazion dello spaghetto.

Ingredienti per due persone:

un quarto di cipolla

un peperone giallo ed uno rosso 

due acciughine

bel ciuffetto di basilico

due cucchiai di filadelfia (oh la filadelfia)

peperoncino piri-piri bf*

sale e pepe fv* 

Procedimiento:

Tagliare i peperoni e la cipolla fini e metterli nella pentola con due cucchiai d'olio, le acciughine e il piri-piri. Far andare aggiungendo l'acqua della pasta di tanto in tanto senza fare troppa attenzione altrimenti non cucinano mai. Togliete il piri-piri dopo pochi minuti altrimenti v'uccide. Quando i peperoni sono cotti stracotti quasi sciolti, ci vorrà una mezz'oretta, toglieteli, metteteli in una ciotola e passateli con il robotino insieme alla filafelfia (oh la filadelfia) e il ciuffetto di basilico che state cercando di coltivarvi in casa nonostante la mancanza totale di luce solare che, tra l'altro, vi deprime. Scolate la pasta e buttatela in pentola con la cremina deliriosa o quello che ne è avanzato dopo lo scarpettumine con il pane e lo sleccumine del cucchiaio. Non mettete parmigiano che siete grassi già come delle balene. 

Legenda:

bf* = bello forte 

fv* = fate vobis

 

Il piattozzo di pasta vi farà fra l'altro dimenticare del vostro prof pelato (tutti hanno un prof pelato o un capo pelato) e dei cinesi inetti che affliggono la vostra altrimenti serena vita. Comunque è vero che di questo passo non finirò mai.

 

 

 

 

 

new new-year's-resolution

La femmena è inferiore al masculo. In tutto. Nello sports. Nelle arti. Nelle sciences. La femmena non sa guidare. La femmena non sa fare di conto. La femmena non sa fare un cazzulo. Quando a dodici anni mi scoprii femmena rimasi contraddetta. La presi prima come una sfida fisica. Cercai di rimanere robustosa e forte come i compagnetti masculi, infatti li battevo tutti a braccio di ferro. Ma a 13-14 anni non ce la facequi più e loro crescebbero e s'irrobustebbero più di me. Dappoi, cercai di vincer con loro la sfida della mente. Mi iscrissi in matematica, perché le femmine e la ragione, è noto, non si parlano. Mi laureai in matematica ma capiqui che le femmene erano in generale più brave solo perché s'impegnavano di più, i masculi, era chiaro, c'eran più portati. Dapprima m'incazzai. Ma dappoi mi abituai all'idea di essere femmena. Nessun vantaggio, ma non si stava nemmeno malaccio.

Comunque c'è l'inghippo. La cosa sta così. Il masculo fa le regole. O meglio, le ha sempre fatte. La politica l'hanno inventata i masculi. La logica l'hanno inventata i masculi. Aristotele, sarà anche stato ricchione, ma sempre masculo era. La poesia l'hanno inventata loro. La musica. Hanno inventato tutto loro mentre noi facevamo la calzetta. Il mondo è fatto a forma di masculo. Le regule son mascule. Perfino i parametri per decidere quanto sei intelligente sono masculi, l'IQ è 100% masculo, manco mezza donna c'avuto da metterci parola. Dio è masculo, il diavolo è masculo, gli angeli, va bé, sono asessutai.  è troppo facile fare le regole e poi stabilire che i più bravi son quelli che han fatto le regole. Echecazzulo.

Comunque, della lotta, purtroppo, non me ne frega più niente.

Quest'anno si cambia, new new year's resolutions:

Sii buona, remissiva, sottomessa, accondiscendente, mite e amorevole. 

 

io l'asinara e la pelosa

Questo sabato mattina con il sole sveglia non troppo tardi latte intero caldo con il caffé. Quant'è bello non lavorare.

Guardo un pò di foto. Ogni inverno faccio la foto a stintino di pomeriggio presto presto con il sole in faccia e l'asinara dietro. Dopo cerco un posto per mangiare vicino alla pelosa e mi lamento che è sempre tutto chiuso. Segue la constatazione sempre meglio che d'estate quando è tutto aperto. Segue passeggiata al paese per procacciare cibo. Segue caffettino nell'unico barettino aperto davanti alle barche. Segue momento, sarebbe bello vivere qui. Segue aereo.

Qui siamo io l'asinara e la pelosa.