Archivi del mese: dicembre 2007

mi ci faccio schifo

Siedo alla mia scrivania disordinata. Dovrei fare una foto. Questo luogo d'ozio. Mi ci faccio schifo. Sono sprodondata in questa condizione non so come. L'ufficio è deserto, sono tutti in giro a comprare i regali per il santissimo natal. Gi oggetti sulla scrivania sono animati. Mi parlano e mi ripudiano. 

L'orchidea mezzo fiorita con un bicchiere e uno spruzzino, già daily shower cleaner, con acqua per spruzzinare l'orchidea.

Una pallina da tennis che non so come ci sia arrivata.

Pile di articoli mai letti ma tutti spiegazzati per far sembrare che lo siano stati (letti).

Il telefono ingiallito con i tasti scoloriti con la scritta “this telephone will not operate if removed from the campus exchange”.

Una mano di legno con le dita pieghevoli che in questo momento assume un'espressione amletica di dubbio ma ogni volta che passa qualcuno fa i gestacci.

Blocchetti sparsi di appunti vari, per lo più ricette e diari di buoni propositi mattutini, per esempio, pagina 2 di blocchetto a caso recita testuali: “Anche oggi. La concentrazione. Devo fare questo articolo. ORA. Sarà troppo tardi” poi, più in sotto, con un altra penna “ora è troppo tardi”.

Orecchino lungo.  Burro cacao burroso. Bracciali che mi ci dà fastidio scrivere. Orologio. Paracetamolo sparso. Filini di microfono e cuffie tutti ingarbugliati. Un righello. Biglietti da visita sparsi tra cui uno che vende lumache marine in internet e un fotografo. Orologio da muro senza batterie. Forbici per doppie punte.

Mi ci faccio schifo.

 

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fuori gela ma l'orchidea lo ignora

Mi dimentico sempre che il lunedì l'ufficio è gelido.

Ché la domenica e il sabato i termosifoni sono stati spenti. Mi sveglio con il ricordo del venerdì, che si cuoceva.

Siedo qui con la maglietta a maniche corte e il giubbbotto. Ho pochi giorni per finire di scrivere un articolo e prendere un aereo per Roma. è sbocciato il primo fiore tra i boccioli dell'orchidea.

Fuori gela ma l'orchidea lo

ignora.

 

bacarozzo

Quando ero bambina mia mamma mi nutriva di cibi naturali.
All'età di 8 anni io non avevo MAI provato, in ordine non alfabetico:

la coca cola (e nessuna bevanda frizzante),
il nesquik,
le patatine (nessun tipo di patatine),
le merendine,
la nuttella,
i biscotti (nessun tipo di biscotti),
la maionese,
il cioccolato (per aiutarmi in questo mia madre mi aveva convinto che io fossi allergica al cioccolato),
le caramelle (solo le rossana che mi dava mia nonna) …

L'unico prodotto confezionato che entrava in casa era il succo di frutta alla pera (perché?!).

Ma io ero felice, perché, non guardando la televisione, non ne sentivo il bisogno.

I miei cibi preferiti erano:

i carciofi impanati e fritti, le olive grandi verdi napoletane, la pizza (di mia madre),
il cattò di patate, i calamari fritti, la favata.

All'età di 10 anni una amichetta mi offrì una fiesta e io la vomitai in classe.
A 13 anni conquistai l'indipendenza e da allora tutto è andato peggiorando.

Mia madre è una tiranna.
Ma la dittatura è l'ideale.
Il matriarcato ne èla forma più sublime.

Tutto per dire che oggi mi son mangiata un bacarozzone di pasta sfoglia con le noci e la marmellata che se ci fosse stata presenta la mamma m'avrebbe ucciso.

peddis

Io in inghilterra non pago le tasse. Ma ho l'assistenza sanitaria e, solo questo basterebbe a convincermi a stare qui a vita, un conto in banca non-italiano. Il conto in banca non-italiano all'anno mi costa £0. è costato £0 aprilro e mi costerà £0 chiuderlo. La stessa banca mi offre anche un e-saving conto e una carta di credito. L'e-saving conto vuol dire che il conto sta in internet, io ci metto e ci tolgo i soldi quando voglio, da internet, ho il 4.01% di interesse annuo netto pagato mensilmente, senza tenerci nemmeno una cifra minima. L'e-saving non mi è costato nulla aprirlo e non mi costerà nulla chiuderlo. La carta di credito non mi costa nulla averla. è un dignitosissimo cirtuito mastercard. Non mi fanno molto credito, ma io il credito non lo voglio, è chiaro, la carta ti serve solo quando sei all'estero e per gli acquisti online. La carta, il conto e l'e-saving conto li gestisco su internet, faccio tutto quello che voglio, 24 ore su 24, sposto soldi da una parte all'altra, faccio pagamenti gratuiti a privati, pago bollette, mi faccio i santissimi cavoli miei senza pagare. I signori del conto li chiamo, anche dall'estero, o vado a trovarli in banca, la fila in banca è un concetto che non esiste, al massimo ci sono due persone prima di te. In banca non ci sono le poltrone in pelle, ma io di sedermi su una poltrona in pelle non me ne frega una beata cippa, soprattutto se ci devo far sudare il sedere per mezz'ora. Il giorno che la banca mi fa girare le palle io ci vado e dico loro, mi avete fatto girare le palle, chiudo tutto, loro dicono va bene senza fare molte domande, mi danno i soldi rimasti sul conto, mi prendono le carte e le fanno in mille pezzetti. Poi vado dalla banca accanto e dico, buongiorno voglio aprire un conto e quelli mi aprono un conto.

 

L'unica filo che mi lega all'italia è la poste-peddis, la carta di credito sfigata. Che nessuno mi venga a dire che lo fai perché è prepagata ed è più sicura per i pagamenti in internet, perché qualsiasi schifosissima carta di credito la chiami e dici buongiorno c'è un pagamento di 3000 dollari in un albergo di las vegas che non mi risulta, e quelli te lo cancellano in un batter di ciglia. La postepeddis è una fregatura plateale, ma il concetto è semplice, paghi un euro tutto quello che fai. Starnutisci e paghi un euro, respiri e paghi un euro, trattieni il respiro e paghi un euro. Ma tutti son contenti perché paghi solo un euro e un euro è poco. Solo che se starnutisci 100 volte, paghi 100 euro. Ma gli italiani è facile fregarli perché 100 volte un euro è meno di 100 euro. Comunque, mettiamo che la postepeddis uno, siccome è peddizzone, se la voglia fare. Uno pensa alla pubblicità, tu sei in mare aperto su una zattera che ti stanno per mangiare gli squali, chiami la mamma e la mamma te la ricarica. Se però la carta peddizzona ti sta scadendo, tu chiami la mamma e le dici, rinnovala, la mamma chiama le poste e dice, mia figlia deve rinnovare la carta, loro dicono, sì, faccia chiamare sua figlia, mia mamma dice, sì, mi dica il numero da chiamare per rinnovare la carta dall'estero, no, il numero non c'è. Ecco. Il numero non c'è. Tu sei sulla zattera e non puoi rinnovare la carta. Questo alla pubblicità non lo dicevano però. 

 

 

fantasticherie poco prima di pranzo

Mi sono iscritta in una nuova palestra. Ci vado con un marchigiano ed un barese. Guardiamo per lo più i culi delle ragazze.

Ho rivisto l'istruttore di the hour of power. Quel gran simpaticone senza un filo di pancia. Parlava con un armadietto senza un filo di pancia “devi troppo venire all'ora di puttenza, guà, è roba seria, non come queste caccole che vengono a sudacchiare un pò”. Mi son sentita caccola che sudacchiava un pò. Ma poi son stata subito meglio cominciando a fantasticare … mettiamo che l'istruttore dell'ora di puttenza sia al terzo anno di scienze dello sport con specializzazione in sollecitazioni sottoposte all'articolazione del gomito risultanti dall'attività di autoerotismo del maschio inglese in età adolescenziale e che sia seduto nel banchetto della palestra a fare un esame (sì, gli esami si fanno nelle palestre). Mettiamo che io, per caso, stia proprio durante quell'esame invigilando i simpatici studentelli. E mettiamo che noti una certa protuberanza in zona addominale. Essendo noto che l'istruttore dell'ora di puttenza non ha un filo di pancia, gli dico “schiuss mi, non è che puoi alzare la maglietta e mostrarmi cosa tieni in panza”, lui è costretto così a rivelare la presenza di un cinturone di fogliettini e viene espulso da tutte le università del regno con grande umiliazione e stridio di denti. Mentre io vengo eletta invigilatrice dell'anno e incoronata dalla regina stessa in una cerimonia ufficiale.

Che bello fantasticare.

 

ieri ho cucinato lenticchie

Ho finito di leggere notrdamdeparì e son caduta in depressione. Stavo riuscendo a rialzami ma poi c'è stato il fine settimana in giro per i negozi e son crollata. Le donne sono programmate per togliere fuori i coglioni nelle situazioni difficili, per questo sono in grado di fare shopping nei centri commerciali a natale, io, in questo, non son per niente donna. Nonostante tutto, son riuscita, nella disperazione, a finire di comprare il necessario per il matrimonio, ovvero, orecchini collanina e bracialettino in similoro, fondotinta ombrettino e rossetto scaduti nel negozietto dei trucchi scaduti a poco prezzo, calze autoreggenti wilkinson taglia unica, che, considerato che la donna media inglese ha in media una ventina di cm di gamba in più di me, m'arrivano fino alle mutande (che immagine raccapricciante, lo so).

I tedeschi, anzi i bavaresi, credo, o bavari, fanno questa cosa simpatica a natale che fanno sciogliere un cono di zucchero con il rum che prende fuoco dentro una pentola di vino caldo. In confronto, il panettone è una cagata.

 

Ieri ho cucinato lenticchie.

Ho scritto una email a marco e spenser e m'hanno risposto che posso restituire il cappotto anche senza targhetta. Una commissione internazionale di ubriachi ha decretato che la mia azione è immorale ma non illegale. Ho già le fiamme dell'inferno sul sedere, chissà che non sciolgano un pò di grasso.

Oggi ho i pensieri disgiunti.

Credo che sia arrivato il momento propizio nella mia vita per la depilazione delle braccia. Non sono più un'adolescente che posso andare in giro con le braccia pelose. Ecco.

Se questa è la prima volta che leggi il mio blog e ti sei convinto che io sia una ragazza effimera, è così.

 

matrimoni per forza

Spese da matrimonio:

vestito kookai scontato £31

scarpe next £20

cappotto marco e spenser £125

 

Era andato tutto bene prima del cappotto. Ma ho un piano. Diabolico.

Vado a pagare il cappotto, tiro fuori la carta di credito con un'aria triste, la signorina mi guarda, le faccio pena, mi fa, guardi, se cambia idea lo puoi restituire entro ninety giorni. No aspetti, vuol dire nine giorni? No ninety, entro il terzo di marzo. Dice sul serio? Si si si, porti la ricevuta.

Avete già capito il piano.

Mi presenterò al matrimonio con il cappotto da 125 sterline con dentro la targhetta. Chi me la vede la targhetta? Farò in modo di non farci arrivare il sughetto del gamberone, di non prendermi la pioggia, di non rotolarmi su un prato verde, di non sedermi per terra su una cacca. Tornerò da marco e spenser con il cappotto con manco una pieghettina, affermando di aver cambiato idea. Salve. Vorrei restituire il cappotto perché ho cambiato idea, rimettetemi le 125 sterline arint'àcarta. Certo signorina.

Vivere in inghilterra a volte è così tanto più semplice.

Però, c'è il però, potrebbe succedere che la nonnastra ottantenne della sposa, mentre mi tolgo il cappotto, che le nonnastre ottantenni, quelle ci vedono come i falchi e non si fanno mai i cazzi loro, bastarde, mi guarda e s'accorge della targhetta, me la acchiappa al volo e me la straccia alla mia insaputa mentre io tento di fare uscire la mano dalla manica del cappotto da 125 sterline. Poi mi dice mostrandomi la targhetta guà cosa c'avevi ancora attaccato. E lì, non so più se me lo fanno restituire il cappotto.

Devo cercare un modo di togliere la targhetta e di rimetterla, cazzo. Ah, le sfide della vita.

This is not just a cappott, this is a golden bronze 125 sterlinzz marco and spencer autograph fuckin' cappott.

 

 

abstract

Ho appena scritto il mio primo abstract. Anzi, il mio primo abstract da finta ingegnera.

Come mi ero sempre ripromessa, pensavo di essere riuscita ad evitare il tanto odiato recently, sono fortunatamente arrivata in ritardo con alle porte del terzo millennio, ed avevo lasciato in pace le last decades … ma big-belly-gion m'ha rimandato indietro il tutto chiedendomi di fare la solita introduzione del cazzo. Quindi fa più o meno così.

 

Al giorno d'oggi, due to the complexity del mondo che ci circonda, soprattutto in the last decades, appena passata la tanto attesa porta del terzo millennio, si è cominciata a sentire la growing necessità di studiare, guarda caso, le cose che faccio io. Recently, le cose che faccio io hanno mostrato di essere molto utili nella risoluzione dei problemi che il difficile mondo di oggi ci pone. Per questo le cose che faccio io sono molto importanti.

Attestato orquindi il fatto che le cose che faccio io sono utili e non è mica che le faccio per lo stipendiozzo in sterline, sia mai, in questo peiper spiego come nell'ambito delle cose che faccio io, ultimamente, mi sono inventata questo metodo che, non solo non c'aveva mai pensato nessuno, ma semplifica un bé la risoluzione di tutti i problemi della vita. Il future work sarà ora per lo più indirizzato alla ricerca delle scarpe per il matrimonio a cui devo andare fra un paio di settimane. Finally, la vera utilità della cosa, chiaramente, sarà provata solo quando il fantastico metodo da me descritto sarà applicato a REAL LARGE SYSTEMS e lì, con molta probability, ammetterò che in effetti non serve proprio ad un cazzo.