Archivi del mese: ottobre 2007

non c'e' speranza


Apprendo da wikipedia che il record per il livello esperti di campo minato è di 39 secondi. Non mi rimane che la prostituzione.

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progetti per il futuro


No era solo per dire che ho finito un campo minato da 480 caselle e 100 bombazze in soli 140 secondi parlando al telefono con mia madre rispondendole a proposito e argomentando in modo intelligente.

Forse dovrei lasciare tutto e darmi alla carriera professionista di giocatrice di campo minato.

La leggenda del boi che falo'.

Non posso dire di averla capita proprio bene bene ma e piu o meno cosi.
Quando in brasile cera la schiavitu, e non timmaginare che fosse cosi lontano, diciamo che mia nonna sarebbe nata 20 anni dopo, in una assolata domenica destate, lo schiavo andava a lavorare. Lo schiavo, non cerano domeniche, festivita, santi e cazzi che tenessero, lui lavorava. Lo schiavo ando dal bue e gli disse ajo a lavorare gazzu, che lo schiavo, giustamente, sara stato anche scazzato. La leggenda narra che il bue parlo. E disse piu o meno cosi oh ciccio ciccio, col cacchio che io lavoro di domenica con questo sole. Tu schiavo. Io lavoratore. Molto diverso. Tu vai a lavorare da solo, io me ne rimango allombra della palma che oggi e vacanza, ciccio bello. Questo per dire che il bue era trattato meglio dello schiavo.

Ma anche per dire, che ho ragione a cercare di insegnare a parlare alla mia gatta, che magari un giorno decidera di parlare anche lei. Solo che la mia gatta avra poco da lamentarsi, visto che non fa un cazzo tutto il giorno, mangia solo pesciolini freschi cucinati da mia mamma e si e per giunta appropriata di quello che fu una volta il mio letto. Verra il giorno in cui mia madre potrebbe anche decidere di usare la mia pelle per far affilare le unghie al gatto.

se non fosse per i pesci


Ho organizzato sto viaggio spettaculare per il prossimo sabato a rio. Faccio 8 ore di bus di venerdì notte, dalle 23 alle 7. Arrivo a rio di primo mattino e me ne riparto di nuovo la sera alle 23 per altre 8 ore di bus. Per entrare nel clima, ascolto antonio carlos jobim, che probabilmente ora avrà 90 anni ma io me lo immagino giuovine tutto muscolazzi abbronzati con un bermudino che sculetta sulla spiaggia di ipanema.

L'idea di Logoborro e dei suoi 2 gradi centigradi e 2 metri cubi di pioggia è così lontana. Vorrei che tutte le compagnie aeree del mondo fallissero, potrei rimanere qua con la scusa di essere bloccata. Scriverei al mio prof che è con grande dolore che gli comunico che, essendo tutte le compagnie aeree del mondo fallite, io mi trovo bloccata in brasiu finché non metteranno tipo una nave saopaulo-londra, e che comunque per la traversata ci vorrà un mesetto. Mi devo far venire un'idea. Faccio una lista.

Scuse plausibili per cercare di rimanere qui:

– spacciarmi per morta,
– fare finta di aver perso la memoria,
– inventare che voglio fare la suora missionaria,
– fingere di essermi innamorata di jobim, che, stranamente, non ne vuole sentire di trasferirsi a logoborro con me,
– inventarmi di avere una rara malattia guaribile solo con la somministrazione giornaliera di acqua di cocco fresco appena colto dalla palma.

Comunque, è vero, oggi la minima a Logoborro è di 2 gradi. Ah, se non fosse per i pesci!

malanno

Eventualmente (eventually) m'ha colto il malanno.
Siccome non me ne sarei mai voluta andare dal Brasile senza aver visto un ospedale, mi son dovuta ammalare. Quindi lunedì, poco dopo aver finito di scrivere le mie 4 scemenzine là sotto, son svenuta. Son stata acchiappata al volo dal vicino di computer però.

Mi son ripresa oggi. Non dallo svenimento, dal malanno. Il finesettimana a rio de janeiro è andato a farsi friggere. In compenso ho passato una settimana a letto a farmi curare da Donna Dora, ho visto un sacco di televisione brasiliana, mi son fatta lunghe chiaccherate con donna dora, di cui ora potrei scrivere la biografia, ho fatto anche io l'esperienza della flebo e ho visto l'ospedale brasiliano. Purtroppo, essendo io europea ricca (no, non sono argentina), sono andata nell'ospedale ricco. Donna Dora dice che nell'ospedale pubblico o ci vai a morire perché stai per morire o ci vai che stai male e muori facendo la fila. Oppure c'è l'ospedale ricco, che solo perché metti il tuo candido piedino bianco dentro paghi 150 reais, poi ti fanno le analisi e paghi altri 150 reais. Però tanto carini tanto gentili, mimano anche quando devi prendere le medicine “fare nanna” “mangiare”. L'infermiere brasiliano ti trova subito la vena e quando finisce ti dice jà acabò. Più o meno.

Se non vuoi spendere tutti quei soldi puoi però farti l'assicurazione. L'assicurazione son dei bastardi. Presembio, donna dora, se avesse l'assicurazione (vedi donna dora che fa la faccia “a me non mi fregano!”) pagherebbe 400 reais al mese, perché lei è vecchina. Bastardi.

Se non vuoi pagare né l'assicurazione né l'ospedale ricco né pagare con la vita nell'ospedale pubblico, ci sono i medici privati. Donna Dora ha una dottoressa, tipo medico di famiglia, che non è all'interno di una struttura clinica, che non costa tanto quanto l'ospedale immacolato, che paga quando ci va. Per le emergenze? boh, per le emergenze ci si mette un pò di soldi da parte, e si prega.

Alla televisione la cosa più bella sono le televendite dello sperma di vacca. Vi giuro è vero. Poi c'è anche il chil'havisto degli assassini, il telegiornale tragico e le solite cose. Ma la televendita dello sperma di vacca è bellissimo, eguagliabile solo da quella dello sperma di pecora.

Devo cercare di non pensare al fine settimana a rio de janeiro.

Se fossi stata bene, sarei stata su un onibus stasera, che mi avrebbe portato a rio, mamma, a rio, ah non ci dovevo pensare.

Ah comunque c'ho un virus al fegato. Se ho capito bene. Il virus non lo sapevano mimare.

Se non vado a rio non potrò nemmeno comprarmi la classica statuetta tamarra del cristo redentor (sto ripensando a rio) … mi accontenterò della sperma di vacca.

Ora devo cercare di farmi rimborsare le spese mediche dalla mia pseudo-assicurazione di viaggio fatta il giorno prima di partire. E poi dicono che non sono organizzata.

Non posso non parlare di donna dora, però ho poco tempo, dico l'essenziale. Donna Dora è una vecchiettina brasiliana mezzo italiana mezzo spagnola, da piccola il babbo li ha mollati, la mamma le è morta tra le braccia di una pistolettata alla nuca quando lei aveva 12 anni. Ha due figli, a cui ha pagato tutte le tasse universitarie e i libri, ha passato un tumore quando aveva 50 anni, le è morto il marito tra le braccia 10 anni fa. Ha una casettina, ma è troppo grande per lei e una parte la affitta, ha un giardinettino dove coltiva le rose e la lavanda, e lei profuma di rose e lavanda, è anti-americana ma le piacciono i simpson, non ha studiato ma legge giornali di scienza e tecnologia e non guarda la televisione monnezza, sarebbe potuta crescere ottusa e bigotta invece è intelligente d'una intelligenza aperta che è difficile spiegarsi. è allegra d'una allegria che è difficile spiegarsi. Nella vita, dice, ha fatto tutto a passi piccoli, perché il nonno diceva “chi va piano va lontano”.

Nella sua casetta pulita pulita, tutto ha un senso e niente è in più.

le stelle sono diverse


Ho visto i coccodrilli, sono come alla televisione, solo che stanno più fermi.

Sao Paulo è una città spaventosa. Ci sono andata senza macchina fotografica, senza portafoglio, senza documenti, senza chiavi di casa, ma rimane spaventosa. Nel centro storico tira un'aria di quelle che ti senti in colpa se stai mangiando un gelato. Nella parte moderna la gente sta bene e c'è un gruppetto di poliziotti ogni 20 metri, con i giubbetti antiproiettili, che non stanno mai da soli, girano in 4 o 5.

Ci sono i grattaceli di vetro, accanto ai grattaceli vecchi, accanto alle casettine con il giardinetto, accanto ad un palazzo accanto ad un posto dove fanno il cambio dell'olio, accanto ad una chiesa. I palazzi le case le casettine le chiese i grattaceli nuovi e vecchi hanno i cancelli, cancelli alti, con le punte con il vetro con il filo spinato con i fili in cui scorre l'elettricità con i cani cattivi e con un tipo della sicurezza armato.

Sao Paulo è una città di quelle che vale la pena andarci.

Ci sono i negozi di strumenti musicali con chitarre chitarrine mandolinetti chitarrone appese fino al soffitto. La gente suona per strada, fa teatro per strada, parla con i microfoni, si scambia roba per strada, dorme per strada, le donne allattano per strada, mangiano per strada, rubano nascono e uccidono per strada. Le macchine hanno i vetri oscurati e di notte non è obbligatorio fermarsi ai semafori. Se chiedi un'informazione per strada succede che la gente non si gira, tu parli loro di fronte loro guardano per terra e tirano dritto.

Paulista è l'abitante dello stato di san paolo, paulistano è l'abitante della città di san paolo. O il contrario.

Siccome non ci sono i treni, gli autobus sono comodi. E io mi aspettavo di viaggiare sui bus con le galline appese e l'autista che dice che gli cala la palpebra, invece sono moderni comodi e spaziosi. L'uomo che è con me dice che i paulistani non sorridono. E forse è vero, ho visto un carro di carnevale, sì, ma era smontato in un cortile dentro una favela.

Favela viene da favo, che vuol dire alveare, e non ci si può andare, cioè meglio se non ci vai. Però si vedono dal bus quando passi per le periferie. Quando il narcotrafficante della favela dà l'autorizzazione, ci si possono organizzare delle gitarelle guidate, è surreale.

Ho mangiato il cocco gelado, che è la noce di cocco ancora verde, che tu ci fai il buco non so come e ci infili la cannuccia ed è un delirio. Ho mangiato la mandioca frita, la mandioca è un tubero, ma non ho ancora capito se esiste da noi, ho mangiato una quantità di frutta bacche more dagli alberi, ho mangiato la pizza con il catupirì che è un formaggio sgodurioso. Ho la cacchina leggermente molle, non ancora grave.

I pappagalli ti volano sopra le teste, quelli verdi si chiamano piricchittu (ditemi se il portoghese e il sardo non sono la stessa cosa), quelli grandi colorati si chiamano arana, mi pare, ricordarsi i nomi degli uccelli è impossibile, ho visto il picchio dalla testa rossa. Ho visto le tartarugone che nuotano nell'acqua.

Ieri ha piovuto che era tre mesi che non pioveva, per mezz'ora, le piante son cresciute di mezzo metro stanotte.

Le stelle sono diverse.

Ho scoperto che la regina vittoria passò da barao geraldo.

Farsi il silkepil a voltaggio rallentato è una tortura.

Donna Dora ogni tanto racconta pezzi della sua vita, che è rimasta orfana da piccolina, non so come faccia ad essere così vispa con tutto quello che ha passato. Vi do la ricetta del pudin alla donna dora. Lei lo chiama pudin di leite condensado:

ingredienti:

3 uova
una lata di leite condensado
una lata di leite

prendere uno stampo da budino di quelli che vanno a bagno maria (bellissimo, bagno maria si dice uguale in portoghese), caramellarlo con lo zucchero e poi farlo raffreddare. Mettere nel frullatore (il frullatore di donna dora è un pezzo da museo) per 10 minuti tutti gli ingredienti e fare frfrfrfrfrfrfr (parola esatte di donna dora). Versare il tutto nella stampo, portare ad ebollizione l'acqua, abbassare il fuoco, mettere il coperchio e lasciare andare per un'ora o un'ora e media. Poi lasciar raffreddare e mettere in frigo per un bel pò.

gli alberi con le spine

Non sono arrivata manco da na settimane e già dovreste sentirmi come falo il portoghese mamma mamma.

Continuo a fare importanti scoperte. Tipo, non è che qui c'è la banana, tipo che io dico “donna dò passami una banana”, no, lei mi farebbe “e come la vuoi, banana bosha, banana malefe, banana pequeta, banana shacica …” e così le uova, son gialle, bianche, rosse … o il mango, che c'è grande, piccolo, tondo, storto. La varietà di frutta, in particolare, è impressionante. Non tornerò senza aver provato tutto.

Stamattina ho fatto il bucato. Ho prima dovuto convincere donna dora che già me lo facevo io. è stato bello. Lo so, è una scemenza, ma mettersi così a fare il bucato, è stato bello. Donna dora ha un lavandinone enorme e ha anche il detersivo “Tixan”. E mi son messa a canticchiare e a strofinare magliette sudacchiate sotto i 35 gradi, e poi ho steso al sole, bello stendere al sole, cantando barao meravigliao.

Ieri ho anche fatto l'esperienza di mangiare l'hot dog brasiliano. Forse la cosa più schifosa che abbia mai mangiato, e chiaramente l'ho finito. Nell'hot dog brasiliano c'è il viusterozzo classico col chetciap e la maionese ma anche mais, cubetti di pomodoro, patatine (quelle lunghe e sottili confezionate), crema d'aglio, mostarda, formaggio fresco e puré di patate. Poi però ho depurato le vie respiratorie con il guaranà refrigerante.

Per il resto si mangia benissimo, bisogna ricordarsi che pollo si dice frango (che non so perché mi fa troppo ridere) e che porcao non è il maiale ma significa “porzione”. Il resto si capisce tutto.

Altre scoperte, ci sono gli alberi con le spine, le cicale lasciano sulle cortecce degli alberi la loro corazza, conoscono tutti topo gigio.

Poi. Ci sono i ricchi-ricchi-ricchi e i poveri-poveri-poveri, i ricchi-ricchi-ricchi sono immensamente più ricchi dei poveri-poveri-poveri e quindi succede che i poveri-poveri-poveri quando gli gira ti seguono e ti derubano e tu devi dare loro tutto perché quelli non c'hanno niente da perdere e ti sgozzano come niente. I ricchi-ricchi-ricchi hanno moltissima paura dei poveri-poveri-poveri e quindi si barricano in case con i muri alti quattro metri e il filo spinato, girano nelle macchine con i vetri scuri, si fanno accompagnare a casa dalla sicurezza del quartiere ricco-ricco-ricco. I poveri-poveri-poveri prendono sempre le botte dalla polizia ma a parte questo la polizia non dà loro troppo fastidio e loro continuano a sgozzare sempre più ricchi-ricchi-ricchi che c'hanno i muri di casa sempre più alti.

Molti ricchi-ricchi-ricchi hanno la servitù e allora sono abituati ad essere serviti e quindi quando vai al ristorante i camerieri ti servono le cose nel piatto e ti versano le bibite nel bicchiere e ti imboccano tutto e tu non dici manco brigà che non ti accorgi della loro presenza. Se sei ricco-ricco-ricco e c'hai la servitù ti conviene non tenere in casa cose troppo costose perché la servitù c'hanno gli amici poveri-poveri-poveri che sanno che sei pieno di cose e ti entrano in casa e ti sgozzano. Alla fine i poveri-poveri-poveri vivono con la fame e con la voglia di sgozzare il prossimo, i ricchi-ricchi-ricchi non si godono tutto quello che mangiano perché hanno paura di essere sgozzati e sono tutti un pò infelici. A parte donna dora, ché lei vive serena.

Sta cominciando a fare caldino forte.

Merica Merica Merica


Sto organizzando un finesettimana a rio de janeiro.

Merica Merica Merica
cosa sarà questa Merica
Merica Merica Merica
un bel massolino di fior

Ieri sera il figlio di Donna Dora mi ha mostrato tutta la ricerca sul suo albero genealogico, di come è riuscito a trovare i documenti della nave a vapore su cui sbarcò la sua trisnonna vedova con 3 figli al seguito, che la bambina più piccolina morì di scarlattina pochi giorni dopo l'arrivo, che si chiamava Chiara, ma sul certificato di morte c'è Caterina, ma i nomi son scritti sempre tutti mezzo sbagliati, che era gente che non sapeva né leggere né scrivere. E poi ha parlato parlato parlato dell'emigrazione veneta, i contadini a cui promettevano le terre e poi facevano quasi da schiavi nelle fazendass dei portoghesi. Lui ce l'ha con i portoghesi. Fatti di storia davvero interessanti, di cui sappiamo poco. Ha scritto anche al comune del paesino veneto e si è fatto spedire i certificati di nascita di tutta sta gente e ha trovato anche alcune foto. Era tutto orgoglioso dei suoi antenati contadini umili e forti, che fuggivano per la fame, con quelle facce rugose cupe delle foto in bianco e nero.

Poi io gli ho spiegato che ora invece in veneto si sta meglio, e c'è la lega nord.

Ho scoperto che Ernesto Guevara passò 17 ore in incognito alla stazione di campinas. Son cose importanti.

Faccio colazione con il pane caldo.

dal brasile

Distancia ate ao destino 9495 Km

Hora local no destino 16:49

Mi trovo in un posto in culo do mundo che si sciama Barao Geraldo.

Appunti di viaggio dettati da Oscar in aereo, oscar è un brasiliano logorroico, anzi, oscar è un brasiliano.

Da mangiare:

1) Feijoada (la faxolata)

2) dolci: quindin, papo de anjo

3) cucina “Mineira”

4) Bere cachaca [casciassa] (ci si fa la caipirinha)

5) bere caldo de feijao

6) cucina “bahiana” (acarajé, moqueca [mokekà])

7) churrasco [sciurrasko] (espeto corrido, picanha [pikagna])

Ora so tutto.

6 Ottobre ore 5:30 del pomerixo

Vivo in un film di Almodovar. A casa di Donna Dora, in una stanzetta semplice e bianca. Donna Dora è tutta rughe e sorrisi. Fuori dalla strada una strada grande, un pò di polvere, un paio di tipi all'ombra degli alberi che vendono una specie di brodo caldo fatto dalla canna da zucchero. Questo posto mi piace. è estate. Si muore di caldo.

Sabato sera

Giuro non l'ho chiesto io, non mi ci sono messa io, c'erano questi che parlavano questo portoghese veloce e ridevano come matti, io un pò capivo un pò no, questa aria così perfetta e si mangiava, io non capivo più molto, poi è partito 'sto bossanova e non avrei potuto chiedere di più.

Domenica.

Ho imparato che,

– non c'è riscaldamento

– non c'è acqua calda, solo un aggeggiozzo di plastica con dentro una resistenza attaccato al telefono della doccia che si regola in base alle stagioni, no ci son proprio scritte le stagioni sopra,

– donna dora vive benissimo senza lavatrice, come molti,

– il gallo di donna dora si alza alle 4 del pomeriggio, fa colazione con calma e canta alle 5 se ne ha gana,

– il portoghese è uguale uguale al sardo, solo un pò con il naso tappato

– i portoghesi hanno tutti origine veneta, compreso il nonno di donna dora che arrivò dopo un mese di viaggio dopo una camminatina da un paesello in provincia di venezia fino a genova dove si imbarcò, 1891,

– la serveeeegja gelata è una cosa che va assolutamente importata,

– i poveri si chiamano “gente semplice”,

– la cucina è un delirio, la faxolatona è una bontà,

– la caipirigna è molto diversa da quella europea, da sola è una ragione sufficiente per trasferirsi a vivere qui,

– i brasiliani sono meno samba e carnevale di quanto pensassi, hanno il sole negli occhi di una maniera discreta.

Stamattina.

Il gallo di Donna Dora si è svegliato presto stamattina e anziché cantare ha ruttato, non deve aver digerito bene la feijoada di ieri sera. Che poi il gallo non è proprio della Signora, è del vicino, però fa casino abbastanza. Ho capito perché questo sembra un posto di mare anche se non c'è il mare, sono le cicale e i colori e il sole. Gli alberi hanno le foglie grandi, ci sono un sacco di tipi di frutta, sulle banconote gli animali, il mio cellulare non funziona, meglio così. Sento il richiamo delle foresta, non riusciranno a dissuadermi facilmente.

attivieni a prendere un bicchiere d'acqua con me?

 

Scrive oggi il signor severgnini sul corriere a proposito delle microtendenze che cambieranno il futuro: 

 

Romantici uffici Nel 2006, il 60% degli americani ha dichiarato di aver avuto un office romance (nel 2003, era il 47%). è una percentuale impressionante, che dimostra la difficoltà di conoscersi altrove e il potenziale erotico degli ascensori. In Italia, sempre di più, avverrà lo stesso. Ma gli americani socializzano intorno al water-cooler: il distributore d'acqua fresca, scrive Penn, “è il nuovo singles bar”. Da noi, la frase-galeotta è “Andiamo a prendere un caffè?” (ecco perché siamo tutti nervosi)

 

No perche sappiate che io già socializzo intorno al distributore dell'acqua, e a volte, quando non ci trovo nessuno, socializzo CON il distributore d'acqua.

 

water-culer: Mawiapia come va oggi? è la terza volta in un'ora che vieni a prenderti l'acqua, per caso non hai voglia di lavorare? per caso hai mangiato salato? per caso stai aspettando la telefonata di qualcuno per andartene via di qui? per caso hai voglia di fare quattro passi per i corridoi? per caso ti piace guardare dalle finestre del corridoio l'aula dove le matricoline sedute fanno lezione?

mariapia:fatti i cazzi tuoi.