Archivi del mese: giugno 2007

volevo intitolarlo nullafacenza ma credo che abbia gia' dato questo titolo altre 5 volte e ne andrebbe dell'aspetto ridente e gaio del blog

 

L'inutilità di quello che faccio non è nemmanco paragonabile a quella di un desalinatore di acqua distillata. Siedo qui imbambolata. Un pò guardo l'orchidea, un pò guardo la lista di cose da fare, un pò penso al niente, un pò penso che ho fame e fantastico su una pizza gigante gruviera gorgonzola scamorza affumicata doppia mozzarella pecorino e grana. I miei poteri di lettura del pensiero a distanza mi comunicano che, a 20 metri dall'ufficio, la capoccia pelata del prof formula pensieri del tipo “quella mawiapia non sta combinando un cazzo”, dietro di me il tedesco con la barba lunga ”quella mawiapia non sta combinando un cazzo”, la segretaria bionda dai capelli cotonati e gonna aderente perizoma in vista “quella mawiapia non sta combinando un cazzo”, l'orchidea snob davanti a me “non combini un cazzo”. é chiaramente colpa della pressione che il mundo esercita su di me checacchio. Per favore, lasciatemi, un pò di rilassamiento, un pò di vida tranquilla, un pò di vacanza, un pò di ammore. Non pozzo mica risolvere i problemi del mondo, espiare i peccati del mondo, io. Cazzu iu.

 

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fondi di verita'

 


Oilà,


Mai invadente.


Qui piove piove piove e piove.


Le mie ferie sono tra la fine di luglio e l'inizio di agosto. Non si sa bene dove, non si sa bene come.


Oggi ho fatto la seconda parte di un esame di inglese e sono stanca distrutta, penso di averlo fatto male e vorrei andare a casa a dormire per sempre. Invece son qui che il prof m'ha detto di scrivere. E non ho nessuna voglia di scrivere. Domenica prendo l'aereo e mi ricongiungo con il mio fido pandino.


Ho voglia di sole, di respirare, di vento di mare, di blu e giallo e arancione, di melone e pesche, di gelato di pizza di sorriso di amici, di ichnusa, di serrande abbassate a casa dei miei e il gatto che ha caldo spapocchiato sul pavimento di casa, di mattine a dormire, di notti di schitarrate, di tuffi di testa, di noia di sabbia di crema abbronzante alla noce di cocco, di poetto di chia di villasimius dei sassi di mari pintau e poi su delle bombarde di alghero, di stintino quanto ci porti qualcuno che non c'è stato che scollini con la macchina sul lungomare e appare il paradiso e tu inventi qualche balla sull'asinara. Che poi c'è sempre un fondo di verità.


 

ottismismo


“Home”
What do you mean? Where I pay the taxes?

Io il 15 di giugno mentre il mondo va a Prattamona con lo zaino l'asciugamano, la crema protettiva e il panino pomodoro e mozzarella, io, il 15 di giugno, sono vestita di golfino di lana e dormo sotto il piumino e il pigiamino tipo babbo di flanella a rombi celestino. Sono ripetitiva e noiosa. Vado alla festicciola di compleanno delle spagnole con una cischeich in una mano e tre palloncini nell'altra sotto la pioggia battente cani e gatti e arrivo alla festicciola di compleanno delle spagnole infradiciata e infelice.

Dipingerò casa nuova della tonalità “crashed almonds” con particolari celestino “cloudless”. Ho comprato una compagnetta a Carlo, si chiama rosa e già si amano.

Più cresco e più divento effimera. Credo che non farò più la rivoluzione e credo che lascerò che il mondo sia come è.

La casa? No, la casa quella no, sono effimera sono. La casa la voglio. Ma le tasse ancora non le pago da nessuna parte. Per la caunsil tacs non sono ancora pronta. Per ora Crashed almonds e cloudless please, 15 litri di una e 8 litri dell'altra please.

Forse però il mondo lo cambio, ora che ci penso.

Volevo scrivere, che ora non c'entra niente ma è una di quelle cose che mi devo ricordare di fare, una lista di modi di dire che sono uguali in inglese ed in italiano. è una manifestazione di ottimismo e sfelicità. La lista la comincio, poi la finirò (chi volesse contriubuisse):

– without any shadow of a doubt
– don't look a gift horse in the mouth

 

C'ho un gran bisogno di andarmene da quest'ufficio oggi.

Potrei semplicemente prendere le mie cose e dire il siiù ma mi sentirei in colpa. Forse sarebbe meglio inscenare un piccolo malore. Uno svenimento o un attacco epilettico. Meditavo ciò fissando un file sul computer di quelli che non si capisce niente per darmi un tono quando mi si avvicina un nuovo greco. Eh no eh, i greci stanno popolando l'ufficio, non c'è più aria. Sorrisone 42 denti, camicia ben infilata nei pantaloni, ultimo bottone abbottonato, mi tiene 10 minuti a parlarmi di quello che fa lui aerodinamics aerospace aeroyeah using markovian boolean sequencial analitical mecanical exsperimental theoretical laboratorical complex semidifferential nonlinear methods. Bravo, caro il mio greco nuovo, sei proprio bravo, va a sederti alla tua scrivania e lasciami inscenare il mio malore in pace.

 

Ho finalmente comprato Carlo. Carlo è il mio nuovo pesce rosso, ma in realtà è sempre stato nella mia vita. Da quando l'orchidea è fiorita ha perso quell'aria di piantina sfigata constretta dentro un vasetto che tanto ispirava le più intime mie confidenze è ho perso qualcuno con cui parlare. Lei mi guarda con quella sua aria snob d'orchidea fiorita adesso. Carlo è il mio nuovo amichetto sfigato. Presa comunque dai sensi di colpa (la coinquilina ulrike ha detto che sembro “la figlia del dentista quella con l'apparecchio che dice fishy fishy fishy”) ho comprato per lui i cristalli che depurano l'acqua, le pastigliette ossigenanti, una piantina finta e un finto forziere col buco dove carlo si può rintanare. Ora posso tornare a casa e parlargli … “sai, dentro quell'ufficio mi sentivo come in gabbia” e so che lui mi capirà. Mamma come sono crudele. I sensi di colpa mi stanno comunque aiutando nel finto malore.

 

 

 

 

Logoborro suicidio

 

C'è una canzone che s'intitola Loughborough suicide … no, non l'ho scritta mica io. Fa così

 

Well it is cold, cold, cold
And I think Im going to die in here
Considering Loughborough suicide
Which Im definitely going to do this year
And if you take a look out side
Then the answers to your questions seem quite clear
That you may as well leave
Because theres nothing else to do around here

 

Mi metto a ridere, è vero. Ce l'avete voi una canzone così per il posto dove vivete? Son fortunata, questo è un luogo speciale. Vale la pena vivere in un luogo difficile. Comunque ci rido.

 

Perché invece oggi sto bene.

 

 

will you still need me will you still feed me when I am 64

 


Ho un torcicollo altalenante che mi si sposta da destra a sinistra e da sopra a sotto inspiegabilmente. Ora ce l'ho al centro in basso e non mi permette di fare sì con la testa.

Mawiapia, are you free later? No.

Mawiapia, could you … ? No.

Mawiapia, are you alright? No.

Mawiapia? No.

Il No è una parola che dovrei usare di più inognicaso.

 

Sono distratta dalla piadina funghi e prosciutto che mi son preparata per pranzo e che siede alla scrivania con me. La guardo e penso “fra un pò ti mangio”, apro la retina, guardo se funziona, la retina non funziona, mi rigiro verso la piadina, le dico “preparati”, riapro la retina, che continua a non funzionare, ma perché dovrebbe visto che non l'ho cambiata, potrei cambiarla, in effetti, mi giro dalla piadina con prosciutto e funghi “piadina, dici che la modifico la retina?”. è un lup senza fine.

 

Sono distratta. La mia vita è distratta. Non so dove mettere la testa. Un pò penso alla mia nuova casa, dove l'alba è rosa e gialla. Al viaggio con il pandino. Ai compitini delle matricoline che son tutti ancora lì. Al mio esame d'inglese profiscionsi che non ne so niente. Al lavoro, che il proffo ha detto che bisogna muv on altrimenti saremo in ritarto, tradotto in italiano, moviddi che sei nella merda. Al mio pesce rosso Carlo, che lo devo ancora comprare ma è già nel mio cuor. A tutte le cose che servono per la casa. Ma soprattutto, sono distratta

da lei, la piadina prosciutto e funghi.

 

L'allarme antincendio delle 12 di lunedì mi ricorda che no, non c'è un incendio e sì l'allarme funziona come ogni lunedì alle 12. Questo lunedì però l'allarme funziona nel senso che s'accende ma nun se spegne, li mortacci loro.  

Ho deciso che aspetto l'ora di pranzo tagliandomi le doppie punte. Non si può mica lavorare con l'allarme che suona e la piadina che mi chiama.