Archivi del mese: maggio 2007

puzza di pesce

 

Oggi c'ho l'ufficio che puzza di pesce.

 

I fiori delle orchidee stanno per sbocciar … ho voglia di piazzare la macchina fotografica e fare una foto ogni mezz'ora, ma la mia nullafacenza in questo ufficio è già uno scandalo, non posso esagerare. Comunque, sappiate, è uno spettacolo fantastico, ne è valsa la pena innaffiare per un anno quattro tristi foglie e parlare loro tutti i santi giorni.

 

A tratti direi salmone affumicato, 'sta puzza. 

 

Ho scoperto una nuova fantastica traversata in traghetto alternativa alla calais-dover che mi farà risparmiare sulla smanicata, farò quindi la dunkerque-dover per una trentina di euro, ditemi se non sono un'agenzia di viaggio vivente, “the pezzent”. Questo è in effetti uno dei viaggi più pezzenti della mia vita, sento già il pandino puzzare di panino con la cotoletta vecchio di due giorni mentre io mi perderò nella cittadina di dunkerque cercando il porto da cui parte la nave che ho prenotato io, che si chiamerà tirannic. Emblematiche risonanze.

 

No, forse è più pesce morto.

 

Ho comprato una triste imitazione del tom tom, si chiama mio. Ve ne dirò quando lo proverò. E comunque, in ogni caso, se proprio proprio, volendo anche sbagliare, dovesse capitare, dovendo supporre, finissi in portogallo, io non ci sono mai stata in portogallo.

 

Questo posto puzza veramente di pesce.

 

Sento il bisogno di fare la lista delle cose da portare sul pandino per la smanicata:

10 panini con la cotoletta

10 panini con la frittata (ma voi, a ve lo faceva vostra mamma il panino con la frittata, ah?!)

10 spianate con prosciutto crudo e peretta

10 salsicce di maiale

10 salsicce di cinghiale

mezzo porcetto arrosto in borsa frigo

teglia di lasagne

teglia di pasta al forno

anguria

melone

pesche

mirto

filu è ferru

seadas

 

Anche finendo in portogallo dovrei sopravvivere.

 

Non saranno le mie ascelle?

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quindi non esco

 

Qua piove. Quindi non esco.

 

Ieri ho finito di leggere un libro che se sei sardo devi leggere e se non sei sardo meglio di no, ché poi, come dice mio babbo, va a finire che i continentali pensano male di noi.

Il libro è di un tale Niffoi che la mia amica barbara ha anche conosciuto di persona e di cui ha detto “é un vecchietto”. Si intitola “la vedova scalza” e merita.

Il momento in cui chiudi l'ultima pagina di un libro che ti è piaciuto è sempre un momento topeco (capeta, può capetare). è un misto di stristessa e sfelicità. Ma per quel libro in particolare, è un misto di stristessa e stristessa. Ti viene un aggrovigliumine allo stomaco. Il punto è che ogni odore descritto dal libro tu l'hai odorato, ogni paesaggio ogni colore l'hai visto, ogni rumore l'hai sentito. I libri scritti da sardi non sono libri normali, tipo non è che un sardo prende e scrive un libro ambientato in romania all'indomani di ciausescu (e adesso non c'ho voglia di andare a vedere come si scrive che mi rimane il pensierino a metà) o a new york o in madagascar. Un sardo scrive della sardegna e lo fa in un modo forte. E poi l'aggrovigliumine non se ne va via facilmente.

 

Per smorzare un pò questi toni seri, dirò che ieri ho anche visto quel simpaticone del mio ex sulle foto di repubblica che faceva il cheese rolling … la tradizionale corsa per il formaggio di Glouchester dove ogni inglese riscopre le sue lontani origini giapponesi. Con questo posso confermare le teorie della mia coinquilina ulrike riguardo il “come te li scegli”.

 

Poi ho anche deciso di comprare un navigatore satellitare per la smanicata che se no finisce che mi ritrovo a lisbona. Girare con il pandino e quell'aggeggio dentro sarà veramente l'apoteosi. Bagget per il navigatore 200 euro. Chiciavesse conzigli, faccino.

 

 

la smanicata

 



 

 

é ufficiale, il baffo ha dato l'approvazione. Il pandino jolly farà la straversata, la smanicata, la cost-to-cost, la Sassari-Logoborro. The
pandin svalicherà intrepido  le alpi i pirenei le ande e gli urali e
approderà a Logoborro. Tre continenti e due mari, Sardegna Europa e Britain, olbia-gevona e calais-dover. Dalla calda assolata sarda landa alla striste spiovosa e uggiosa logobhor, the place I abhor.

 

Sono millecinquecento chilometri esatti, una quindicina di ore, centoquaranta euro di benzina, una ottantina di euro di nave sul mediterraneo, una cinquantina di euro di traghetto sulla manica, una settantina di euro di autostrade. In realtà è vero, ma chi me lo fa fare. Il punto è che è lui che lo desidera, è il pandino che me lo chiede, e sia fatta la volontà del pandino.  

 

Il mondo va a rotoli

 

Oggi ho deciso di lavorare ascoltando la radio italiana in rete.

Come risultato, ho perso il lavoro di una settimana salvando male un file.

Ma non parlo di questo chesennò mi sparo.

 

Invece, in italia si parla inglese, per lo meno rispetto a quando me ne andabbi via io (ed è da allora che smettequi di parlare italiano). è in realtà un inglese limitato, un pò yeah wow gimmifaiv, gran stristezza. Il mondo va a rotoli.

 

in, out, easy, concert, fashion, love, plus, go, super offer, expert, zero, number one, style, fun, music, everybody, action, zone, happy, baby (pronunciato beibe), weekend, space, two in one, always, hot, power, online, big … vanno per la maggiore gli “tion”, tipo sensation, promotion, invention, solution, connection, education, emotion, revolution. Sempre più schifata. 

     

Come se non bastasse ho scoperto che vasco rossi canta una canzone che dice “felicitaaa-a-a-a-a-a-a, t'ho perso ieri e oggi ti ritrovo già”, ho la pelle d'oca.

Il mondo va a rotoli.

 

L'ora della vendetta

 

C'ho trentasei compitini sul tavolo.

I compitini di trentasei matricoline spaventate tremolanti dallo sguardo implorante.

Sono combattuta tra la mia natura di mamma magnanima e comprensiva e la maestrina precisina cattivella che il nome mawiapia le si addice troppo e che non vede l'ora di vendicarsi di alcuni voti, tipo:

 

– “2, che schifo” (greco, prima liceo)

– “3—, ma perché sono buono” (greco, seconda liceo, sto migliorando)

– “6————, che è un tre perché quattro meno sono un punto” (greco, terza liceo, uffa)

– “5, fuori tema” (italiano, dalla prima elementare in poi)

– “6, leggermente fuori tema” (italiano, dalla prima elementare in poi)

– “6+, stavi per andare fuori tema” (italiano, eh no eh!)

 

 

Farò l'inglese. Non mi lascerò prendere dalle emossioni e da nessun condizionamento. Cercherò di non avvantaggiare nemmeno le tre uniche signorine … ma già mi sento che loro l'hanno fatto molto bene. Cercherò di non avvantaggiare i due che hanno un cognome italiano, ma non possono essere che bravissimi. Cercherò di non avvantaggiare quelli che sono venuti a far gli esercizietti. Ma è solo perché non mi ricordo il nome del secchione scassapalle altrimenti sarebbe morto.  

 

 

La corazzata Potiomkin è una cagata pazzesca

 

No, perché non capita spesso di trovarsi ad un tavolo con dei russi, bere té, mangiare ciliege, parlare di corazzata potiomkin con un molfettese che tenta di spiegare che da noi c'è uno che si chiama ugo a cui la corazzata potiomkin non piace.

I russi che ti dicono ridendo che a loro glianno insegnato a smontare i kalashnikov all'università.

 

Un finesettimana denso è stato. Il verbo alla fine va.

Sono andata in mezzo ai coniglietti alle pecore ai cavalli ai cervi alle mucche alle cacche del derbyshire, che mi fa bene ogni tanto, assorbita, come sono, da questa affaticante frenetica vita nella metropoli logoborrese. mm.

 

Sono seduta alla scrivania dell'ufficio deserto ora, a luci spente, con le cose che mi passano per la mente veloci e io che rimango ferma. Non c'è un cane. L'orchidea sta per rifiorire. è commovente. Il cielo è del colore putrido del latte vecchio. è deprimente.

Fermo le cose veloci, chiudo, apro gli occhi e ricomincio come se niente fosse.

 

l'ultima parola prima di addormentarmi

 

Perdutamente.

 

Mi si sta sbiadendo l'abbronzatura.

Non ho messo il naso fuori casa tutta la domenica e non ha smesso di piovere un secondo. Devo aver fatto una decina di macchinettine del caffé, perché ci sta bene il profumo del caffé con la pioggia fuori. E perché c'ho la macchinettina piccola.

 

Dovrei raccontare delle mie avventure in sardegna col proffo e la proffa, ma ho perso l'attimo. Dico solo delle meduse.

 

Quand'ero piccola c'erano le annate al mare. L'annata delle meduse, l'annata delle cavallette, l'annata dei delfini morti in spiaggia, l'annata delle zecche, l'annata delle zanzare, l'annata delle alghe. Poi, crescendo, ho perso il conto delle annate. Ma anche se io mi perdo, le cose vanno.  

 

Il bagnino ci fa presente che è pieno di meduse, son quelle piccoline un pò scure, della peggior specie. Che se le porterà via il vento di terra. Il proffo guarda il bagnino che pianta l'ombrellone con quel moto rotatorio lento e dice “vivon rilassate qua le persone”. E già.

 

unfortulonely


No niente, era per dire che sono tornata.
E devo raccontare un sacco di cose.
Però ora non posso.

Sono abbronzata e grassa come un porcetto.
A Logoborro diluvia.

unfortulovely

 


 

Dicono che col sole inglese vengano bene le foto ché non è mai troppo forte.

 

Vado in Sardegna domani.
Io, il proffo e la proffa.

 

A respirare un pò d'aria di maggio.
Ché l'aria di maggio mi fa bene.

 

Ho un nuovo orologio in camera che fa le 11 meno 10. Ogni volta che lo guardo fa le 11 meno 10. Eppur si muove. Eppur si muove.

 

primomaggio surreale

 

Oggi è primo maggio – Embé? – come embé? – ah è vero primomaggio, va bé.

 

Mi sono finalmente depilata. Con il risultato ho fatto un cuscino. Bleah.


Ho deciso di comprare un pescerosso di nome carlo. 

Questo primomaggio è surreale.