Archivi del mese: febbraio 2007

brindiamo

 

Presente il bambino di Leeds che è stato morto per mezz'ora e poi ha tossito e si è risvegliato? (il particolare del risveglio col colpo di tosse è veramente geniale) no? (perché, lavori seriamente tu?). Mi fa un baffo a me il bambino di Leeds. Il ragnetto della finestra dell'ufficio è tornato. Dopo un paio di settimane di morte, lui, è tornato. Come faccio a sapere che è lui? Abbiamo parlato. M'ha detto che era nel tunnel e alla fine c'era la luce, insomma la solita palla. Però è tutto vero e documentato. Brindiamo alla resurezzione del ragnetto.

 

Stamattina mi son svegliata tardi. La coinquilina tedesca era già li in cucina che faceva la torta per il suo compleanno.

'morning ulrike

'morning marriapia

happy birthday ulrike

oooh thanks marriapia

oma called?

not yet

 

Segue conversazione in cui si prospetta la possibilità di andare a vedere l'Aida di Giuseppe a Leicester ed insegnamento di cantericci vari che non c'entran niente fra cui brindiaaaaamo brindiaaaamo di Antonio, così, giusto perché la ragazza è propenza ad imparar l'itagliano. E anche un pò per il ragnetto.

 

Mi sono ripresa più tardi, ma c'ho ancora il brindiaaaamo in testa. E mi son ricordata in effetti del mio esame di terza media, che l'avevo suonata con il flauto, il brindiaaaaamo. Riscuobbi grande successo.

 

 

 

 

 

 

 

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guerra e pace

 

Siccome è arrivata la primavera, è tempo di comprare libri. Ultimamente sto comprando molti libri. E quando compro libri è perché son presa bene. In particolare i libri che vanno oltre le 500 pagine sono un segno di grande primavera e di grande ottimismo. Oggi ho comprato guerra e pace. Ci vuole coraggio.

 

é una cosa che va fatta, una volta nella vita, leggere guerra e pace. C'avevo provato una volta, non ero andata oltre la quinta riga. Fa bene leggere le prime cinque righe di un libro però. Oggi l'ho preso in mano, nel mio negozietto preferito dei libri, e ho riletto le stesse righe, e ho riso, perché mi sono ricordata la scena, nel mio lettino di sassari, avrò avuto diciotto anni, con quel librone pesante in mano, leggere le prime cinque righe e poi rimetterlo a posto pensando un giorno lo leggerò.

 

Nel mio posticino dei libri preferito, dove fanno anche i dolcettini, e dove mi devo assolutamente ricordare di portare moya un giorno, i libri piccoli costano una sterlina, i libri medi costano una sterlina e mezza, i libri grandi costano due sterline e i libri grandissimi costano una sterlina e settantacinque.

 

e si confondono pure e pensano che viva a londra

 

Mi alzo con la campana della chiesa. Che fa Din Din Din. Poi altri tre Din Din Din. Per richiamare l'attenzione. Infine nove Din Din Din Din Din Din Din Din Din. Con rilassatezza. Poi il postino mi bussa alla porta della stanza, che capita dare sulla strada. Guarda tu. 'Morning, lui. 'Morning, io. é che non volevo piegare la lettera, lui. Grazie, io. Il postino é in bici. Mi stiracchio e apro le tende. Fuori passa l'omino del latte. Ci manca solo che sia con il carretto. Ma non è molto diverso. Mi fa un sorriso. E son sfelice.  

 

 

milano è bella


Comunque Milano è bella.

io, le matricoline e le voglie. ma soprattutto io.

 

Io e le matricoline ci capiamo. Forse perché son matricolina dentro anche io. O forse perché sono un pò mamma, come mi dice sempre qualcuno. Insomma è andata anche questa. Bene credo. Le matricoline mi hanno dato retta, che è una sensazione che dà sempre gran soddisfazione. Sembrano essersi divertite, cosa che gonfia il mio egocentrismo talmente tanto che son costretta a ridimensionarlo per rifare posto al mio ego, schiacciato dall'egocentrismo. Non so se si è capito il concetto.

 

Poi ho un aereo questo finesettimana. Di quelli che si prendono con lo zainetto vuoto. Avrei anche un incontro con il prof fra un paio d'ore. Di quelli che non ho niente da dirgli. Ho il mal di testa. Di quelli perché non dormo.

 

Ho voglia. Voglie. Voglia e voglie di un sacco di cose.

 

Ricordo di aver messo una lavatrice ieri notte a mezzanotte. Di essermi messa a letto con la sveglia piazzata alle due per stendere i panni. Di essermi svegliata alle quattro. Di aver steso i panni nel bel mezzo della notte con gli occhi chiusi. Di essere tornata a letto. Di aver sorriso prima di addormentarmi pensando macca soggu. 

 

Volevo tornare alle matricoline. I freshers, come dicono qui. I frescetti. No, perché, ho letto, “grande momento per le donne” dice tale francese che prende il nobel per l'informatica. Brava, però, palle. Le matricoline sò maschi, sono. Fresconi infatti si potrebbero chiamare. Tu prendi trenta fresconi, una ragazza. Una sola ragazza. Una frescina. Forse è perché “ingegnere” non ha il femminile. O forse perché siamo lontani anni luce da quello che sarà.

 

  

 

 

a room of one's own

 

Ho fatto tardi ieri notte, ancora una volta, con un libricino bianco, di quelli che compro perché mi piace l'odore, come il balsamo. Il titolo, “a room of onés own”, è troppo coerente con le mie scelte abitative per l'anno prossimo, di cui una volta dirò. è bello leggere i libricini puliti profumati sinceri. Scritti da una donna, magari. Scritti in un inglese delicato che, non so perché, ricorda molto l'italiano. E oggi mi sento ispirata. 

leo brower

 

Ieri notte ho preso la chitarra in braccio e mi son messa a suonare. E suonava bene. Una cosa scritta da un tale di nome Leo Brower. E ho smetto alle 2. Chiaro che poi la mattina ne risento. E stamattina mi suona ancora nelle orecchie ed è dolce. Come quando leggi prima di andare a letto e le parole ti rimangono impresse.

 

Così mi metto a leggere del tale, autore dei miei pensieri. E tra le altre cose apprendo di un altro tale, Oscar Lopez, che l'ha avuto come maestro e che ricorda i suoi consigli. E leggerli mi riporta a quando da piccolina studiavo musica e di quanto le cose in musica hanno un senso universale.

 

No memorizar desde el principio ya que se fijan los errores

Nunca hay digitaciones definitivas

La velocidad es impulso y direccionalidad

La resonancia es el verdadero corazón de la guitarra

Respirar entre frase y frase y proyectar la energía hacia el final

El forte se busca en el límite de la belleza del sonido

 

 

Ché poi non è che uno si debba per forza svegliare bene ogni mattina, no? Ogni tanto, in queste esistenze di sfelicità e sserenità, lasciamoci prendere anche un pò dalla malinconia. Che poi non deve essere nemmeno qualcosa di grave gravino gravetto. Una scemenzella, una smestruazione triste, la luce che ti entra dalla finestra direttamente perpendicolare sulla palpebra, una telefonata insulsa, un calzino arrotolato.

 

Ho capito delle cose importanti questo finesettimana. Grazie alla fisica. Ho capito cos'è la sfelicità. è il partner supersimmetrico della felicità. Poi un giorno ve lo spiego bene.

tu prendi quattordici inglesi al pub

 

Tu prendi quattordici inglesi al pub. Ché prendere quattordici inglesi al pub è come dire, boh, quattordici italiani in pizzeria o, boh, quattordici tedeschi al giardino della birra o, boh, quattordici milanesi ricchi in costa smeralda o, boh, quattordici sassaresi in piazzetta ad Alghero. Insomma, nel loro habitat. Nell'habitat dove abitant. (scusate, sto poco bene). (é vero).

 

Poi prendi uno scontrino e una penna e disegna una mappetta dell'italia così, approssimativa. Poi vai dai quattordici inglesi che se ne stanno lì tranquilli e chiedi “mi pointi sardinia?”. Loro ti fanno “sardinia?”. Il nome lo hanno già sentito, bene. La mappetta la guardano, la girano, la rigirano e questo è il risultato originale delle quattordici crocette. 

 

 


  

addio ragnetto

 

Sono interamente sprofondata in un delirio di cioccolato 547 calorie di cui ora vi do l'apposita descrizione

 

Layers of chocolate and vanilla mousse with chocolate sauce topped with fresh cream and chocolate flavoured curls.

 

Mamma. Mi sta aiutando a ristabilire le priorità della vita.

 

Priorità della mia vita:

 

mangiare

digerire per poi ri-mangiare

ri-mangiare 

ri-digerire per poi riri-mangiare

riri-mangiare

riri-digerire …

 

Notare la semplicità, notare la ricorsività. Sono una donna semplice e ricorsiva. Anche la vita è ricorsiva. Ma non semplice. Sono anche troppo una filosofa.

 

Basta cazzate, passiamo alle notizie importanti. Oggi sono venuti gli omini che puliscono le finestre da fuori. In america fanno quelle impalcaturone dove poi salgono sopra. In inglaterra usano dei mega spazzoloni prolungabili che controllano da giù. E tu sei seduto alla scrivania che sonnecchi con il tuo sguardo finto pensieroso e ti vedi davanti agli occhi lo spazzolone prolungabile che spruzza acqua insaponata (tornano poi anche a risciacquare). Non era per dire dell'efficienza degli inglesi. E nemmeno per dire che c'ho la finestra pulita davanti alla scrivania. è per dire che m'hanno ucciso il ragnetto. Il mio ragnetto. Il mio compagno di mille avventure. M'ha lasciato, vittima dello spazzolone prolungabile.