Archivi del mese: dicembre 2006

vado a lavarmi e poi a cagliari

 

Ieri ho preso la macchina alle tre del pomeriggio. Sembrava quando gioca l'italia. Il deserto. Ed era una strana sensazione. Il cielo limpido e il sole forte e caldo. Il giorno di Natale. Oggi è uguale. Vado a lavarmi e poi a Cagliari.

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buon natal al mio vicino

 

In questa casa non si riesce a stare da soli, non si riesce a stare in pace. Per fortuna che il vicino mi fornisce lo svago con la connessione, oggi ho anche pensato bene di creare la mitica antennina pringles e di ficcarci dentro lo sprunzolino adapter con cui la puttenza del segnale della connessione è salita alle stelle … e anche a voi consiglio di amplificare in questo modo il segnale del vicino sprovveduto e condividerlo in simpatia in questo santo natal d'amore e amicizia.

Va bé.

Nonostante il natale mi faccia schifo, sono due settimane che cerco di comprare qualche misero regalo. Non ci riesco, ogni volta che esco finisce che compro qualcosa per me. Vergogna. Oggi mi sono comprata due libri, un cappello, un paio di calzini veramente carini che sono tutta un foco io stessa al solo pensiero di immaginarmicisi nuda col calzino, infine, mi son comprata, dicevo, udite udite, un paio di orecchini. Devo almeno cercare di comprare uno spazzolino elettrico alla mamma. Sarà bellissimo, la notte di natale, con l'agnello infilato fra i denti, scartare uno spazzolino elettrico sopra il tavolo ancora tra le bucce d'arance e i gusci di nocciole. Blasfemo. Bello. Per il resto poi mi sono comprata una serie di cose da signorinella fra cui canottierina rossa te-la-do da mettere a capodanno anche se non se la prenderà proprio nessuno. Il capodanno sarà un'abbuffata fra pochi amici nella nuova casa delle mie due amichette che hanno deciso di abitare insieme lasciandomi completamente fuori. Prevedo anche di abbinare alla canottierina un rossetto rosso, che ho letto da poco una dichiarazione di monica bellucci che consiglia alle tonne … tonne, non abbiate paura di osare col rossetto rosso … e io sono una che segue i preziosi consigli delle nostre amiche vips. Comunque il capodanno, nonostante le promettenti premesse, non sarà niente di zozzo, ché siam fra mici. In questo momento sento la mamma che rivolgendosi al gatto dice “fetente, ma cosa vuoi? smettila e vattene! Proprio non ti capisco!”. Volevo dire delle mie due amichette storiche che vanno a vivere insieme. Sono molto gelosa. Sento che la mia consizione di emigrata mi rovina sempre più.

vado

 

Son pronta per partire. Ho impacchettato le mie quattro cose. Prendo un trenino per londra. Poi stanotte un pullmino per stansted. E domani mattina un aeroplanino per alghero. Cosa mi sono dimenticata cosa mi son dimenticata cosa mi son dimenticata, vediamo. Non trovo il passaporto, poco male. Non c'ho euro. Non c'ho niente da mangiare. Non c'ho idea degli orari del bus notturno. Non c'ho idea di cosa mi aspetta in sardegna.

all'incontrario

 


 


L'importante è riprendersi.

giorgio cespuglio

 

Dopo Prodi e la Merkel, oggi penso a Giorgio Cespuglio e ConDolcezza Riso.

Giorgio Camminatore Cespuglio, anzi. Il camminatore del cespuglio.

O il camminatore nel cespuglio.

Fra tre giorni sono in Italia e la smetto.

Fra tre giorni sono in Italia. Bene.

piove con il sole

 

Questo posto, che mi fa sfelice e striste allo stesso tempo, è pieno di contraddizioni. Piove con il sole. Il mio metereopatismo ne risente.

 

Prodi e la Merkel se la fanno

 

La noia mi corrode.

Da quando son caduti i fiori all'orchidea ho perso il mio miglior passatempo: osservamento dei fiori dell'orchidea. E siccome che anche purtroppo oggi non ci son le nuvole ho perso il mio secondo miglior passatempo: osservamento del passaggio delle nuvole sopra Logoborro. E siccome che anche purtroppo le news non cambiano ogni dieci minuti conosco già a memoria tutte le scemenze delle news di oggi. Che comunque danno molti spunti di svago alla mia mente annoiata. Tipo, Prodi e la Merkel, quei due, non me la raccontano giusta. Ogni occasione è buona per vedersi. Secondo me c'è storia. Poi finisce che mi metto a fantasticare che si bacino appasiunatamient'. E non è sano.

ma gosa gazzu m'innaffutti

 

Non l'avrei mai detto, ma sto diventando una di quelle donne votate al sacrificio che prendono la vita con realismo, calma e serenità. Una di quelle che sopportano i difetti del marito vecchio rompicoglioni senza fare una piega, che fanno il sugo la domenica mattina con il grembiulino. Io, che non l'avrei mai detto. Una di quelle che non gliene frega un cazzo di niente. Una di quelle donne votate agli altri. Io! L'egocentrismo e l'egoismo fatto a persona. Potrei anche rinunciare a tutto il mio straripante individualismo indipendentismo. Non per un uomo o per una famiglia. Ma per me. Perché sono anche stanca di dover dimostrarmi che non farò quello che gli altri mi vogliono far fare e non sarò quello che il mondo mi voleva far essere. E non devo vivere a sassari perché sono nata a sassari e non devo fare l'insegnante perché i miei genitori sono stati insegnanti e non devo ma devo rendermi la vita difficile perché c'ho i coglioni io e devo saper saltare da un trampolino di 5 metri in piscina e battere a scacchi il mio ragazzo e laurearmi in matematica. Chi cazzo se ne frega. Ora che sono libera, posso anche farmi mettere in prigione, forse perché so di essere capace di poterne uscire quando voglio o forse perché mi son fatta un giro fuori e non c'è niente di meglio.

tardi

 

Mi sono svegliata da una notte piena di cose. Di cose difficili.

E pensavo che fossero solo sensazioni. Sensazioni difficili. C'avevo

l'amaro in bocca della pizza del chebabbaro cikita, anche quella,

sensazione difficile. E questo mal di testa che mi accompagna fedele.

E comunque mi sono alzata. Con questo tatuaggio sulla mano che mi

accompagna, come il mal di testa, da qualche giorno, che sarebbe

dovuto scomparire in poco tempo. E nemmeno sbiadisce di poco.

E oggi è già mercoledì e sono già le 6. Il tempo qui va più veloce.

Ti alzi che è mattina, di solito, ma se non stai attento ti alzi

di pomeriggio. Mezzogiorno è già pomeriggio, per bacco. Pomeriggio

inoltrato sono le 3 le 4. Le cinque è gia sera, le 8 è notte.

La vita finisce prima. Ma non comincia mica prima, che tanto ti trova

che stavi dormendo. Mi ha trovato che dormivo stamattina e non mi ha

svegliato. Finché non è arrivata con il latte, la vita, non mi sono

accorta. Il profumo del latte caldo e del caffé ancora separati

che mi entrano in due narici diverse che ancora mi rigiro tra le

lenzuola. Quando ho aperto gli occhi ho capito che era già notte.

 

Dicembre