Archivi del mese: settembre 2006

mantidi

 

E sono risprofondata in questa fase. Ci si arriva facilmente. Le lumache mi strisciano la stanza. Le lumache che entrano dai buchi. Le mie coinquiline non ci sono. In questa casa ci sono solo io, il frigo e l'orologio. Nella mia stanza, come ha detto qualcuno, nemmeno se fosse esplosa una bomba. Ho avuto da fare in questi giorni, ho detto. L'unica cosa di buono che mi è rimasta è una chitarra classica scordata in una specie di custodia floreale di molte decine di anni fa. E anche una scrivania enorme smontata sul letto. Ci sono risprofondata tutta intera. Anche lo szampettio dei ragni, che ne è piena la casa. Mi faccio paura se penso a quanto sono sola stanotte. Ma vado a letto e mi rassegno a sognare di mantidi religiose.

Annunci

umori

 

mi sentivo un pò piscio di gatto.

sì, poi metto a posto 'sta stristezza, abbiate pascienza.

tortellini e silicone

 

Mangio raviolini crudi. Non sono male. Anche il tortellino John Frog ci scende direttamente dal frigo quando la serata lo richiede. Il raviolino si può estrarre direttamente da un apposito buco della confezione senza nemmeno togliere la confezione dal frigo, quando la serata lo richiede. Quando la serata lo richiede io mi concedo tutto. Ho ripreso possesso della mia stanza, dopo un pò di stranbusti. Di nuovo c'è la mia racchetta da badminton (non ho assolutamente idea di come si scriva). E altre cose di nuovo. Per ritornare un attimo al tortellino, volendo, si può anche infilare il cucchiaino nella confezione della ricotta direttamente in frigo. Comunque questa vita non aiuta. Dicevo delle cose nuove della mia stanza. Ci sono anche animali. Ma non c'ho più l'acqua quando piove perché ho ricoperto la porta esterna di silicone bianco. è uno spettacolo osceno. Sì, la mia stanza ha una porta che da sull'esterno. Sì, quando fa caldo mi piazzo la sedia sull'uscio e guardo i passanti. Sì, gli inglesi non capiscono assolutamente. E per tornare al tortellino, il tutto si fa con la testa infilata dentro il frigo. E la testa dentro il frigo si può tenere per molto. Non fa solo fresco, c'è un'atmosfera psichedelica dentro il frigo. E il ronzio è musica. Sì, il postino mi infila la posta direttamente in camera dal buco della posta.

the price is right

 

Giornata piena. Risveglio in una casa che non è la mia a Nottingham.

Apro le tende e preparo la colazione. Prendo la bicina e corro alla 

stazione. Infilo la bicina sul treno e mi siedo per terra. Fuori 

scorrono laghetti pecore e prati. Il treno ferma a Beeston e poi a Logoborro.

“Logoborro stazione di Logoborro. Uscite dai primi quattro vagoni che il treno

é più lungo della stazione. Non uscite dagli altri vagoni che cadete” Ecco.

Sbicicletto verso casa. La mia stanza è un luogo abbandonato da dio.

Un rotolo di cartaigienica sopra il computer è l'emblema, ma cosa ci fa?

non ce l'ho messo io. E un asciugamanino da donna made in pakistan non

mio, altro emblema. Nella mia stanza succedono cose che io non so.

E non voglio sapere. Mi riscaldo la pasta e guardo “the price is right”.

A parte tutto la televisione regala sempre momenti magici. E mi commuovo.

 Tutto tutto tutto uguale, le risate, i partecipanti, la ruota, le

donnine che accarezzano le lavatrici, il pubblico urlante. Unica differenza

 le donnine non sono nude, mostrano al massimo uno scorcio di tetta. E poi 

manca iva zanicchi, che non si fa rimpiangere. La pasta zucchine e cheddar

scende una delizia. Riprendo la bicina e corro al dipartimento. La donna

bionda bisticcia con il ragazzo, la donna rossa lavora. Tutto bene.    

Volevo scrivere una cosina impegnata ma m'e' uscita l'ennesima cagata.

 

In italia:
Nell'aula c'è un casino, gente che si scambia appunti, numeri di telefono, che si mette d'accordo per studiare insieme, per fotocopiare i libri, per uscire la sera. Il prof entra con venti minuti di ritardo e tutti si siedono. Si accende la pipa. Comincia a girare intorno alla scrivania con fare pensieroso e le braccia dietro la schiena. Poi alza lo sguardo e dice :”bene, cosa abbiamo fatto l'ultima volta, ragazzi?”. Quello del primo banco capo del gruppo delle sbobinature risponde prontamente. Il prof lo guarda e pensa :”ah ecco mi devo ricordare di 'sto imbecille all'esame”. Comincia a parlare. Il capo del gruppo delle sbobinature fa partire la cassetta. Il prof introduce l'argomento con un preambolo che dura venti minuti senza scrivere na parola alla lavagna. Quello che dice è veramente interessante ma molto difficile da seguire. Tutti scrivono a manetta senza sapere se chiederà quelle cose all'esame o meno. Pochi capiscono. Il prof ad un certo punto si avvicina alla lavagna e cerca il gesso, “niente gesso! qualcuno chiami il bidello!”. Il capo-sbobinature lancia un'occhiata al suo assistente che corre fuori e torna con un pezzo di gesso rubato dall'aula accanto 'che non c'è nessuno in bidelleria. Il prof comincia a scrivere ad una velocità sovraumana. Tutti copiano smettendo di ascoltarlo. Il prof alza lo sguardo e dice “state capendo?”. Nessuno risponde, il capo del gruppo delle sbobinature annuisce tenacemente prontamente. Il prof guarda gli studenti con uno sguardo “siete una massa di ignoranti” e tutti sprofondano nei banchetti sentendosi una massa di ignoranti. Il prof si stufa e interrompe il discordo dicendo che comunque “il resto di quelle cose” se lo possono guardare nel Cappelletti-Balsanico anche se lui non è assolutamente d'accordo con il loro approccio che è comunque sempre migliore che nel Giustetti-Paraghini dove però l'argomento è approfondito meglio. Tutti sono nel panico. Il capo del gruppo sbobinature da un occhiata al suo assistente che subito esce dall'aula per andare a prendere l'unica copia dei suddetti libri dalla biblioteca e portarli in  fotocopisteria prima che i suddetti libri spariscano per i successivi tre mesi. Il prof cambia completamente argomento e tutti si domandano cosa abbiano in comune le due cose. Il prof continua a parlare per altre due ore, in realtà nell'orario era prevista solo un'ora ma nessuno si azzarda a parlare. Il prof è l'uomo più colto del mondo e tutti ne sono affascintati. Molti però cominciano ad avere i crampi alle mani e presto si arrenderanno ad unirsi al gruppo delle sbobinature. Dopo due ore e mezza il prof si ferma e dice di fare anche questo questo e quest'altro argomento correlato che è importante, che la prossima settimana l'ora del lunedì non c'è, l'ora del mercoledì è spostata a giovedì e che venerdì farà lezione il suo assistente. Qualcuno ricorda al prof che l'assistente è in america. Il prof dice “ah si è vero, ma forse torna, boh, voi provate a venire”. Qualcuno alza la mano e chiede la data dell'esame. Il prof risponde che non è ancora stata fissata che sarà un qualche giorno a metà maggio che glielo farà sapere l'assistente quando torna dall'America. Poi ricorda ai ragazzi di “non azzardarsi a presentarsi all'esame senza aver dato l'esame del prof Mazzuletti, che sì che é un deficente ma a lui non gliene frega niente”. Arriva il bidello con un caffé in mano “qualcuno mi ha cercato?”.

 

 

 

In inghilterra:
Il prof entra in aula cinque minuti prima dell'inizio della lezione, tutti sono seduti zitti, infila la sua pennina usb nel computer portatile già acceso sul tavolino al centro dell'aula collegato al proiettore. Quando la lancetta scocca sull'ora esatta dell'inizio della lezione il prof apre la presentazione poi distribuisce le dispense agli studenti. Nelle dispense ci sono anche i dati personali del prof, gli orari delle lezioni con gli argomenti trattati in ogni lezione, l'elenco dei libri di testo (che il prof ha prima comunicato alla biblioteca che si è rifornita di un numero sufficiente di copie relativo al numero di studenti registrati per quel corso), la data degli esami, gli esami degli anni precedenti con le soluzioni. Le dispense contengono tutto quello che gli studenti devono sapere per l'esame e solo quello che gli studenti devono sapere per l'esame. Il prof comincia. Elenca gli argomenti che tratterà durante il corso. Poi elenca gli argomenti che tratterà durante l'ora di lezione. Ogni diapositiva ha tre righette. Ogni righetta è un concetto semplice. Ogni tre righette c'è un esempio. Il prof ha un telecomandino con cui controlla le diapositive. Il tutto è talmente banale da far venire la nausea. Ad un certo punto c'è un passaggio un pochino difficilino, subito uno studente alza la mano è chiede chiarimenti. Il prof ripete il concetto e si sforza in millesempi poi chiede se il concetto ora è chiaro, lo studente dice di no e il prof continua finché lo studente annuisce. Dieci minuti prima della fine dell'ora il prof conclude con un sommario di quello che ha fatto e con un'anticipazione di quello che farà e chiede se ci sono domande. Uno alza la mano e fa una domanda. Il prof risponde e poi chiede “ho risposto alla tua domanda?”. Lo studende dice “si”. Allo scoccare della lancetta sulla fine dell'ora tutti si alzano e se ne vanno senza parlarsi. Il prof estrae la sua pennina dal computer, spegne la luce dell'aula ed esce.

 

innammoramenti unilaterali

 

L'uomo più figo del mondo entra nel mio ufficio.
Il mio corpo comincia a produrre sostanze e a reagire in una maniera che non mi permette di lavorare.
L'uomo più figo del mondo comincia a parlare con quella sua voce.
Il mio corpo comincia a prepararsi alla fecondazione.
L'uomo più figo del mondo si gira verso di me e mi guarda con uno sguardo
“e chi è quella imbecille lì, non l'avevo mai notata”.
Il mio corpo è pronto alla riproduzione.
L'uomo più figo del mondo decide che ha pena per me e mi dice “hi”.
Sono incinta.

zanzare rane canarini e pesci

 

 

Grandi emozioni oggi. Lotta con una zanzara. Acquisto
di un pistolozzo di silicone per risolvere il problema
pioggia in camera. Visione del programma televisivo dei
pacchi di bonolis in versione inglese. Resurrezione
della zanzara al terzo minuto. Ulrike entra in camera
mia con le calze che le ha fatto la nonna di lana grossa
e la felpona del sabato pomeriggio. Propone di guardare
Bridget Jones. La mando affanculo. Riuccido la zanzara.
Questa volta mi assicuro di smaciullare il cadavere.
Smette di piovere e ricomincia a piovere. Ulrike rientra
in camera affermando di amare questi sabato pomeriggio
oziosi e freddi. La rimando affanculo. Sento il ronzio
della zanzara, il cadavere è sparito. Cominciano a
piovere rane, questa l'ho già vista, no, sto fantasticando.
Mi ritorna in mente il cadavere del pesce di Luca in
mansarda vicino alla porta per terra. Come la gabbia
vuota di quando rapirono i miei canarini Pasqualino
e Gennarina dal terrazzo di casa una notte di quando
avevo undici anni. Sto sfarfallando. Comunque che la
zanzara è resuscitata è vero. Ed il resto è solo
mancanza d'affetto. Come sempre.