Archivi del mese: luglio 2006

dormo

 

é una giornata nauseante.

 

C'era il vento stamattina che portava con sé odore di merda.

Dev'essere quello. Oppure è l'estate incerta che nausea.

Ero così convinta luglio avesse trenta giorni che questa giornata

la trovo proprio inutile e stupida. Voglio solo sperare che finisca

presto. La ragazza dai capelli rossi parla al suo supervisore cinese

scandendo le parole in quella maniera che si usa solo con i bambini

tonti. “I ll come up and i ll have a look” dice alla fine. La notte

mi tremano le gambe come se avessi preso diecimila caffé, sveglio

l'amico che mi dorme in camera “non so cosa c'ho, mi tremano le gambe,

sono nervosa”. Non è che proprio mi tremino, ma c'ho voglia di

muoverle d'un moto stizzoso, ho voglia di scalciare. Ora cerco di

tranquillizzarmi comunque. Dormi, dormi. Dormo.

 

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incertezze

 

Oggi eBay mi sta dando emozioni forti. Soprattutto su quello tedesco, dove capisco la metà di quello che leggo, ma daltronde l'incertezza domina comunque le nostre vite. Mi sta piovendo in camera. Un problemino da niente. Poi sono a dieta seria. Sono già dimagrita di mezzo chilo. Ma basta che m'appoggio poco poco al muro quando mi peso ed arrivo a due tre chili in meno. No no, non sto barando. Si sa che l'atto della misurazione in sé modifica sempre l'oggetto da misurare. Tra l'altro vorrei cercare di misurarmi senza le tette, le tette non contano, sono un accessorio, un inutile fronzolo. Voglio il mio peso netto, senzascarpe senzatette. Allora penso a qualche meccanismo per pesarmi senzatette. Potrei posizionare la bilancia davanti al muro in corrispondenza di una mensola ad altezza tette e pesarmi-cisi adagiando-cele sopra. MMM. Sarebbe comunque difficile capire fino a che punto la mensola, oltre a sollevare il peso tetta, stia alleggerendo anche il resto. Tornando ad eBay, non lo so come facciano ad esistere ancora i negozi con tutto il ben di dio che si trova laggiù. Certo che il dubitar oggi m'impegna.

Istruzioni per organizzare una festa di laurea

 

 

 

Prendi un'amica che si laurea. Prendi due amiche

dell'amica che si laurea. Prendine una con una

panda vecchia. Prendi una giornata a Cagliari

trentacinque gradi. Prendi tante fiaccole, prendi

l'olio per le fiaccole, le candele alla citronella

per le zanzare, prendi due bacinellone enormi,

prendi tre lastre di ghiaccio da venti chili l'una,

prendi tanta pizza, prendi due chitarre.

Il ghiaccio tienilo nel cofano della panda vecchia

dalle quattro avvolto nelle buste e nelle coperte dentro

le bacinelle. Il ghiaccio, non lo macinare, taglia

i lastroni in pochi pezzi. I lastroni, fatteli

tagliare da simpatici amici trovati al mercato del

pesce. Quando vai al mercato del pesce a comprare

i lastroni di ghiaccio, trattieni il respiro.

Non ti dimenticare la legna, la legna non la vendono

di sabato sera, e se la tenti di rubare, ci sono

i pit bull che t'aspettano affamati. La legna quindi,

rubala da casa di un'amica che ti da il permesso che

non c'è ma che tanto la casa la lascia aperta.

Scegli una notte senza luna, piazza le fiaccole

in tondo in una spiaggia dall'acqua tiepida. Fai

il fuoco al centro. Metti una macchina fotografica

su un cavalletto puntata con l'obbiettivo aperto a

fotografare le stelle. Arrivati in spiaggia, rompi

il ghiaccio e piazzaci dentro le birre e la sangria.

Il fatto che il ghiaccio si sia mantenuto perfetto

senza squagliarsi niente a cagliari dentro il pandino

sotto il sole, questi sono miracoli. Sotterra bene

 il rimanente ghiaccio sotto la sabbia insieme

ad un'anguria. Poi il tutto andrà da solo. Al momento

“motocicletta 10hp tutta cromata è tua se dici di sì”

buttati indietro, spalanca le braccia, affonda le mani

nella sabbia, respira e canta.

 

Due giorni dopo però prendi un aereo e torna a

Logoborro che la vita non è tutta così.

sardegna

 

Ci sono un paio di cose di cui non mi scapacito ultimamente.

A parte queste tutto fila. Sfila come deve filare che fili.

Il pandino mi tiene la curva dell'asse mediano con energia

di notte, mi gira le curve della costa sud est tra il tramonto

e le colline, mi sculetta tra i tornanti di scala di ciogga.

Gli inglesi sono dietro con le cinture, che li guardo e mi

fanno ridere, con le gambe chiaramente troppo lunghe per starci.

Gli inglesi sembrano divertirsi. Abbiam preso il pedalò e siamo

arrivati alle spiaggettine inarrivabili, si son fatti camminare

un riccio per la mano e ho attacato loro una patella in fronte.

La polizia mi ferma di notte “cosa ci fai sulla centotrentuto

alle tre di notte?” – “porto gli inglesi in giro” – “ah inglesi

sono?” – “si, non vede che uno è rosso l'altro è biondo c'hanno

le gambe lunghe le cinture allacciate dietro e sono spaventati

dalle sue pistolozze?”. L'amica si è laureata e mi sa che ora

non ci manca più nessuno. C'avevo l'intestino aggrovigliato

mentre lei parlava con la canottierina rossa e la giacca nera

e i proffi tutti lì accaldati e noi sudacchianti con le macchine

fotografiche appese. Poi il rinfreschino dalla zia, classico, con

il polpo di stintino, le pardule con l'anguille, l'insalatina

di riso, le verdurine grigliate, i tramezzini e i paninettini.

Il rinfreschino ci ha rinsfrescato. Gli inglesi ripartono ora

con il pullman che in quattro ore e mezza li porta all'aeroporto,

il pullman che fa il cost-to-cost della sardegna. Io rimango

invece a rimuginare sulle cose di cui ancora non riesco a

scapacitarmi, ma son poche.

 

e disorientata e oppressa

 

Ora che la mondezza è stata rimossa mi sento come disorientata.

La caratteristica puzza non c'è più, quasi non riconosco la mia

casa. Comunque ho poco tempo per lasciarmi andare al disorientamento,

perché la vita preme. E mi sento pressata oppressa. E ho anche poco

tempo per lasciarmi andare alle oppressioni, perché ho tante cose

da fare ed organizzare e pensare. La mia fida agendina gialla mi

accompagna in questi periodi densi. Lei si ricorda sempre di tutto,

quando io mi ricordo di dirglielo, tutto. Nel mentre la bici senza la

ruota di davanti ha trovato la ruota sostituta. è stato un duro colpo

per lei, la ruota di davanti è stata infatti strapiantata da una

morente sbiciclettina viola, e la mia bici, che è maschio, non ne

voleva sapere di accettarla, a momenti rischiavamo il rigetto. Ma ce

l'abbiamo fatta. Poi ci sono i freni, no, quelli non si riesce a

metterli proprio bene, è inutile. Ma forse così danno quel

tocco d'adrenalina in più nella vita. No, nient'altro, degno di menzione.

Ah no, sì, invece, quasi dimenticavo, è tornata ulrike dal suo anno

a parigi. Ah, poi sì, quasi dimenticavo, devo essermi innamorata.

O forse è la primavera. Ah no, l'estate.

son confusa

 

Sono un attimino confusa da tutta la situazione. Sono in una nuova casa, sì, su questo ci sono. M'hanno rubato una biciclettina, sì, va bé, anche questa l'ho assorbita, anche perché a casa mia si fa presto a procurarsi una nuova bici, c'ho il giardino che è un'officina. La spazzatura, sì, è una costante della nostra vita. Allora, è successo che c'è stato un ricambio di tutti gli abitanti della mia via, il primo luglio. Il ricambio ha prodotto monnezza, molta monnezza. Allora, il concetto di cassonetto in inghilterra non esiste. C'è un'altra cosa chiamata il willybin. Che tradotto alla lettera con un attimo di fantasia sarebbe il cazzo-contenitore o il cazzo-cassonetto. Ognuno ha il suo cazzo-cassonetto personale. Tu non mi toccare il mio che io non ti tocco il tuo. Fatto sta che quando arriva il giorno della settimana in cui ti collectano la monnezza, tu metti il tuo cazzo-cassonetto proprio di fronte alla porta della tua casina e loro te lo svuotano. Se il tuo cazzo-cassonetto si riempie più del dovuto, sono cazzi tuoi, cazzi-cassonetti tuoi, hihi. Noi arriviamo che tutti i cazzi-cassonetti sono pieni con monnezza accatastata ogni dove. Telefoniamo al caunsil. Con il tono calmo incazzato inglese che tanto mi piace. Quelli si pigliano il mio numero di cellulare e fanno un'ispezione e decidone che la monnezza ce la vengono a prendere nel giorno designato e non prima e non dopo please, mi richiamano al cellulare, “lei è mawiapaia del problema monnezza 134?” – oui, c'est moi! – “ah la verranno a prendere il 12”, il 12 luglio tutta la monnezza del mondo sarà rimossa dalla nostra vita. Il giorno designato è ieri mercoledì. Noi ricopriamo i marciapiedi di hastingss di tutta la monnezza trovata, la nostra e quella dei nostri vicini che se ne sono andati. E loro che fanno? ce la lasciano. Ora siamo veramente circondati. Nuovi tipi di mosche parlanti si muovono intorno ai sacconi, che sono lì ormai da tre settimane. Le mosche parlanti danno il buongiorno e la buonanotte. Io non posso aprire la finestra di camera mia altrimenti le mosche parlanti m'entrano dentro e organizzano assemblee e dibbattiti. è una società che nasce. Poi c'è il lavoro, non sto facendo niente, sì, anche questo mi rincoglionisce. E poi c'è la sardegna, fra qualche giorno vado in sardegna, mamma. Non ci vado proprio così però, mi porto dietro un irlandese ed un inglese. Ho intenzione di sconvolgerli, non sono mai stati al sud quelli. Mai in spagna, mai in italia, mai nel mediterraneo, non hanno idea, me li carico sul pandino e mostro loro il paradiso. Anche questo però mi confonde. E poi l'amichetto che va in palestina un mese, chissà se torna, anche questo mi sconvolge. E poi ho l'amichetta che si laurea. Son confusa. Sconfusa e sfelice.

ricordi

 

Non so se i ricordi dell'ottantadue siano di quei ricordi che veramente

ce li hai o che ti si sono formati per i racconti. Ho una vaga immagine

di quel televisorino rosso in cucina con l'antenna tonda attaccata

 sopra, con i tasti cilindrici lunghi che sbucavano e quando ne premevi

uno scattava su l'altro. E mi ricordo dell'esultanza di mio padre e di

mia madre, se è vero che mi ricordo. I ricordi di ieri invece

rimarranno, un ragazzo siciliano ieri ad un certo punto ci fa, mentre

gli coloravamo la faccia, “comunque a voi non vi scorderò mai”.

Logoborro si scopre piena di italiani, riempiamo una stradina, e la

polizia viene anche a chiuderci la stradina al traffico per farci

festeggiare in sicurezza. Ci sono gli italiani che studiano fuori, ci

sono quelli emigrati 50 anni fa e ci sono i figli di questi che c'hanno

le facce da italiani ma parlano italiano con quell'accento strano. Ci

sono i leonardo, gli erasmus non ripartiti e noi. La bandierona che mi

ha spedito mia madre che passa di mano in mano. Tutto in uno strano

delirio che sembra essere un ricordo, un ricordo vissuto ora.

accadimenti vari

 

Scambio di messaggi serali con la mia amica giornalista di nome Ludovica Seneghetti.

'Pia, scrivimi due domande da fare a Carmen Consolì. Ludovica Seneghetti è una

professionista, mica le improvvisa così le interviste. 'Pia, tra mezz'ora la incontrò.

E io in pochi minuti partorisco la seguente domanda “Ma se Tracy Chapman fosse nata in

sicilia, di cosa avrebbe cantato?”. Sono proprio fiera della mia domanda. Anche la

Seneghetti ne conviene. E infatti gliela fa. La risposta credo che sia coperta dai

diritti di giornalista professionista. Sarà presto nelle pagine dei migliori giornali.

Nel mentre mi preparo a passare il finesettimana a beeem'n'g'm con numero imprecisato

di persone. Porterò i quattro pacchi di funghi porcini secchi dell'ultima spedizione

della mamma e il pezzettone di parmigiano, farò il risottone e tutti saranno sfelici.

Domenica si cercherà di radunare il gruppo  degli emigrati Logoborresi, così per una

serata tranquilla, magari davanti ad un televisore, ma niente di particolare.

 

 

 

bloggoanno

 

Oggi il mio bloggo compie un anno e un giorno.

 

La vera prova non è parlare al telefono, non è parlare con uno scozzese, non è fare una
presentazione. La vera prova è bisticciare, in inglese. Ché quando t'incazzi molto molto
l'unico aggettivo che ti viene è bad, questo è bad bad bad, very bad, mentre quest'altro
é good good good, very good, al massimo better and worse. E tu sei bad e io son good.
Ecco ecco ecco! La peggiore specie con cui bisticciare è l'ingegnere arrogante. L'ingegnere
sa tutto, perché è ingegnere. Lui sa più matematica di un matematico, perché è
ingegnere. Lui sa più fisica di un fisico, perché è ingegnere. Lui sa più chimica
di un chimico, perché è ingegnere. Lui ne sa di più di filosofia e arte e letteratura e
tutte quelle cose che secondo lui non c'è niente da capire, e siccome non c'è niente
da capire lui le sa già senza saperle, perché se si mettesse ad impararle, le imparerebbe!
Lui è stato insignito del titolo supremo di ingegnere che lo ricevi un pò come una
chiamata da Dio. In canada c'hanno l'anello al mignolo, e quando due ingegneri si stringono
la mano gli anelli si toccano e fanno tin e tu lo sai che hai davanti un ingegnere mica un
fesso. L'ingegnere ti risolve ogni problema. Ti toglie il virus al computer, t'aggiusta il
lavandino, ti fa la divisione alla romana della pizzata. Se hai studiato chimica sei un
fesso, se hai studiato ingegneria chimica sei un ingegnere. Se hai studiato informatica sei
un fesso, se hai studiato ingegneria informatica sei un ingegnere. You bad bad bad bad bad!