Archivi del mese: marzo 2006

il pelo pubico

 

Ora, si sa che il pelo pubico in cucina è fonte di gran disgusto.

Io sopporto quasi tutto ma il pelo pubico no no, no no.

 

(da farsi chiaramente dovuta eccezione nel caso in cui il
pelo pubico appartenga a me o all'uomo che amo profondamente
ed io e l'uomo che amo profondamente stiamo consumando in
cucina, non cibo chiaramente. tra l'altro, finita la passion,
il pelo pubico mi tornerà a dar gran disgusto. questa parentesi è
chiaramente troppo lunga).

 

Terribile aggravante alla presenza del pelo pubico in cucina è
l'appartenenza di tale pelo pubico ad individuo femmina cinese.
 
Perché 'ste cinesi ce li hanno diversi. Sono lisci. Bleah. E
sottili. Mamma. Va bé che anche a loro i miei faranno schifo,
però io mica glieli mostro seminandoli in cucina. Ecco.

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avevo la pioggia

 

Avevo la pioggia che batteva sulla finestra tutta la notte.

 

E stavo a sentire il rumore e non riuscivo a smettere.

Tutta la notte.

 

Questa primavera di cui tutti parlano, io non lo so se verrà qui.

 

Oggi però la notte sembra solo un brutto sogno ed ho comprato

dei fiorellini stamattina, sono sul davanzale ora, e si stanno girando

piano verso la finestra e li osservo e quando inventeranno la macchinina

fotografica attaccata agli occhiali da sole mi comprerò gli occhiali

da sole con la macchinina fotografica attaccata e farò una foto

ogni 10 minuti ai fiori che si girano verso la finestra e sarà mbello.

 

still here

M´hanno cancellato il volo. E c´era gente ieri
disperata … devo essere a Londra domani entro
le 2 pleeeease. Poi arrivo io. Boh, non so, vedi
un po´ , ah si, mettimi sul volo di mercoledi´,
dah. Sono una vergogna, non faccio un cazzo.
Vivo nel molleggiamento e nella rilassatezza. Se
mi pagassero in base al rendimento dovrei milioni
al governo inglese. Prometto da mercoledi´ la
grande svolta.

Nel mentre vado al cinema a vedere n´altro film
su un matematico pazzo, con figlia.
Pazza, chiaro.
La prova del grande “teorema matematico”
rivoluzionario tutta in un quadernetto che
quando lo inquadrano si vedono solo lunghe
espressioni tipo

=4354+4530-756+fgh54gh656j5f+6gh5j+f659hj65^)))=
= ……………………….. =

che si sa che le prove dei grandi teoremi
rivoluzionari matematici appaiono sempre cosi´.

Poi lei che scrive qualche potente sommatoria
di grande effetto per n che va da zero a infinito, mamma, da zero ad infinito. Minchia,
infinito. Dev´essere na cosa puttente.

cerotti cinesi

 

La mia coinquilina cinese, dopo avermi fatto presente che

i suoi genitori sono medici di medicina tradizionale cinese,

che il babbo c'ha una clinica e la mamma è qualcosa tipo

primario di ospedale mica buccia di ciogga, mi propone

un suo rimedio per il mal di schiena. Mi toglie fuori

sto cerotto che puzza come alghe fritte anzi di più.

Mi assicura che funziona e che è composto di erbe efficaci

e mbelle e mi chiede please di provarlo che please mi farà

bene sorry va bé.

 

E mi trovo dinnanzi al bivio, donna al bivio, tra il voltarol,

versione inglese di qualcosa che si pronuncia simile

in italia, pomatona sperimentata con il metodo galileo

da scienziati occidentali, e il Aiuuuuaaayyyy della mia

amichetta Ya Li che non so che contiene che puzza di alghe

e che proprio per la puzza sento che sarà efficace.

 

Chiamo la mamma, che dovrebbe a questo punto intervenire

ed ammonirmi sull'inaffidabilità del prodotto che non ha

l'apposito foglietto ammonitivo illustrativo esplicativo,

e, invece, dimenticavo, che mia mamma è napoletana e crede

al soprannaturale mariapì, sti cinesi so buooni, pigliat'

'sto cerott sient' a me. Ecco, se avessi beccato quell'uomo

di scienza di mio padre …

 

Va buò, stanotte me metto il pomatone occidentale, domani

è un altro giorno si vedrà.

verrà senza darti avvisaglia

 

Giacciuo gemente nel mio letto di muerte.

Ho applicato la crema puzzinosa come prescritto.

Ma ormai ci vorrebbe un miracolo.

Mi sono anche trovata un capello bianco, cosa che successe

in precedenza solo durante il periodo della tesi.

I segni sono chiari. Mi preparo mesta.

Ho scritto i miei ultimi voleri. Ricevo l'estrema unzione

con un ultimo unto panino gocciolante di cheddar fuso.

Recito le ultime preghiere, spero che qualcuno mi porterà

i fiori … e mi sembra di sentire i discorsi …

 

comunque, l'avevi vista l'ultimo periodo? eehh si, era

piena di acciacchi, a malapena si muoveva, è stato meglio

così, per lei, che non abbia continuato a soffrire. eeehh

sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, a tutto

c'è rimedio fuorchè alla morte, si stava meglio quando

si stava peggio, non esistono più le mezze stagioni,

non si trova un parcheggio nemmeno a pagarlo.

(come qualcuno diceva)

 

E ora vado perchè il cavo di rete non m'arriva al letto

… i cavi di rete son sempre troppo corti. 

Di quella volta che pur avendo il mal di schiena andai lo stesso a giocare a pallavolo e il mal di schiena mi peggiorò tanto da non poter star in piedi

 

Oggi mi sono alzata con il mal di schiena, ma pur avendo il mal di schiena, sono andata lo stesso a giocare a pallavolo e il mal di schiena mi ha peggiorato  tanto da non poter star in piedi.

 

 

 

sfracellamenti

 

Le catastrofi avvengono quando una serie di coincidenze sfortuite

occurrono allo stesso tempo. Pioveva. I freni della mia bici non

funzionano bene. Quando piove i freni della mia bici quasi smettono

di funzionare. Un ripido viottolino fangoso in discesa. Alla fine del viottolino fangoso un incrocetto fangoso a T di fronte ad un

duro building. Il sillogismo è presto fatto: ho rotto i freni della

bici e mi sono schiantata ad un muro.

 

Ma diciamola meglio. Era uno di quei giorni dove mi sento spavalda.

Mi trovo di fronte alla mia scorciatoia preferita, che faccio la

prendo? porca miseria piove troppo, non mi funzionano i freni …

va bé … comincio ad andare piano piano e vedo se la bici mi

frena. Mi avventuro per il viottolo, quindi, piano piano piano piano, poi

accelero accelero accelero, stringo i freni forte forte forte, sento

cigolii sinistri poi un TAK e la mia bici che prende velocità e io

che penso … metto i piedi giù? no, non tocco. mi butto ad un lato?

no, cazzo mi uccido. mi lascio andare sul muro? si meglio. il tutto

senza un briciolo di paura. mi sono sfracccelllattta al muro sapendo

di sfracellarmi al muro.

 

Comunque, sono una ragazzoccia piena di muscolacci, non mi sono fatta

quasi niente. La bici c'ha una ruota non proprio dritta … ha i

freni completamente partiti, ha un'aspetto ancora più disgraziato.

uffa. 

appigli

 

 

 

é che spesso non ci credo alle cose che mi dicono, quando

sono profonde o quando pretendono di esserlo, le cose.

E invece credo sempre alle cazzate.

 

Mi ritrovo con un mucchio di cazzate per la testa e poi

penso a cosa credo di profondo? A niente chiaro, perché io

metto in dubbio tutto, chiaro, mica ho fatto matematica per

niente, cazzo, che te lo so dimostrare che in uno spazio

vettoriale esiste sempre una base. O meglio, lo sapevo fare,

che, come dice qualcuno, l'importante è che uno se ne sia

convinto una volta nella vita, e poi se ne può dimenticare,

della dimostrazione, ma la convinzione rimane.

 

Allo stesso modo, dopo aver messo in discussione tutte le

cose serie che mi avevano insegnato, dopo averle fatte crollare,

dopo aver deciso che al liceo non c'era un filosofo uno

convincente, e aver deciso che non c'è una religione una giusta

e vera, e non c'è un politico onesto e balle varie …

sono rimasta senza un cazzo di serio in cui credere. E faccio

la figa perchè critico tutto quello che sento ma non credo

più ad un cazzo. E quando vado a dormire e prego il mio Dio cazzo,

che, appunto, è l'unica cosa in cui credo, vorrei potermi

aggrappare a qualcos'altro. Che qualche appiglio ci vuole,

altrimenti a cosa cazzo mi reggo?!

 

Ah bé, si, appunto, chiaro, a quello.

 

Comunque, si, si dimostra usando il Lemma di Zorn.

notte e giorno

 

La mela che mi puzza sulla scrivania. Portami via.

E il righello. Quanto non si assomigliano la mia mela ammuffita

con il mio righello, però, stanno così bene assieme,

très bien ensemble.

 

Rimango sveglia nelle lenzuola spiegazzate scomode che

mi lasciano scoperto un piede a pensare senza muovermi senza

rimettermi a posto. Rimango sveglia fino alle 3 poi, chiaro, la

mattina non sono in me.

 

C'è il rumore dei calcolatori caldi di sottofondo in questa stanza

calda. I calcolatori respirano, assorbono ossigeno e rilasciano

anidride carbonica.

 

Quando guardo l'ora che sono le tre decido di accendere la radio

e di metterla accanto al cuscino che mi fa venire sonno, ma ho

ancora il piede scoperto, e non mi muovo per mettere le lenzuola a posto.

Poi mi ricordo di non aver preso la mia stronzetta tintinnante

quotidiana dispensatrice di gioie e dolori. A quel punto la

notte è andata, the night has gone.

 

Il mal di testa mi confonde, l'aria è rarefatta come se fossi

appena scesa sulle ande da un aereo che viene dal mare. Che le

ande sono alte.

E odio bere l'acqua che prende il sapore della bottiglia di

fanta orange in cui l'ho versata.

 

Poi mi sono alzata e ho preso la stronzetta e ho

messo bene le lenzuola e mi sono aggiustata il pigiama con

i coniglietti in cui dormo, e mi son messa a letto e mi son

detta ora non hai nessuna scusa per non dormire. Conto le

pecore. Beeeeeeee.

 

Il ragazzo amico della tipa che siede alla scrivania vicino

alla mia le detta numeri e dice – not point not not not three

five - not point not not not two one one – not point not not

 not not not not seven five – not point

not not not not not not not not not …

come fanno numeri così piccoli ad avere una qualche

importanza nella loro vita.

 

Ad un certo punto poi mi sono addormentata pensando che bello

mi sto addormentando.

 

Che bello.

ricerca casa

 

Ricerca casa. Chiamiamo 'sta casa, proprietario Mister Giorgio (hihihihi).

Hello? – hello Mister Giorgio? this is Miss Mariapia (hihihihi) …

 

La voce di Mister Giorgio è la voce che avrebbe mia zia Concetta di

Marigliano (Na) se avesse subito un'operazione mal riuscita di cambiamento

di sesso e avesse vissuto 30 anni a Logoborro senza mai studiare un

attimino di inglese ma dimenticandosi ben bene l'italiano. 

Un gran simpaticone Giorgio comunque. Parliamo italiano, Signor Giorgio? 

 

Camonne, vien' a le otto 'o clocco alla cas' pecché ce stann' sti twu

persons ma 'mo se ne vann' away.

 

Si, Signor Giorgio, la denkiu tant', a prest you.