Archivi del mese: gennaio 2006

soggu o non soggu inglese?

 

Mi giustifico con me stessa pensando che dopotutto è spirito di adattamento,

anzi, di sopravvivenza. Ma oggi faccio proprio l'inglese, senza vergogna,

 nelle peggiori manifestazioni e usanze del popolo. Passo nei corridoi

salutano con “Hia” (che non so manco come si scrive ma si pronuncia haia) e

“how you doin'?” (senza chiaramente ascoltare la risposta). Ho mangiato a

pranzo il senduich BLT, che è per tutti i neo arrivati un vero mistero,

trattasi semplicemente di beicon-lattuga-tomatoes, ma vuoi mettere

l'abbreviazione?! rispondo al telefono dicendo hellouu … e per favore nota

la pronuncia, please. Dico please al finale di ogni benedettissima frase

uscente dalla mia bocca, anche quando non c'entra niente. Dico sorry anche

se urto un oggetto inanimato. Incrociando uno sul marciapiede mi sono

spostata automaticamente sulla sinistra, senza bisogno di fare il balletto classico.  

Ho, ebbene si, detto la frase che più aborro

in lingua inglese, “as soon as possible”, che fa a gara con “please,

don't hesitate to contact me” . Il tutto con una tale nonscialans, che manco

se fossi nativa. Ho addirittura comprato il “meal deal”, ovvero senduich,

bibita e patatine schifose a prezzo ridotto. E le patatine erano cheddar and

onion! dovrei rallegrarmi di tutto ciò … oppure ostinarmi a criticare

e schizzinosare tutto? come il tutto, daltronde, meriterebbe?

integrarsi o non integrarsi? e se si, fino a che punto? e se no, come si

tira avanti? questo è il problema. To be or not to be INGLISC, this is the

problem.

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domenica di spassion

 

Momenti remarcabili di questa sana domenica di spassione:

 

ho dormito dalle 9 (ora in cui è suonata la sveglia e in cui

mi sarei dovuta alzare) fino alle 11.30 con un piede per terra

(piede sinistro, unica parte del mio corpo che alle 9 ha avuto il

coraggio di reagire ma il resto non l'ha seguito).

ho fatto la pipì e sono rimasta seduta sul loo dormedo fino alle 12.

ho visto un mezzo cinese nudo.

ho comprato olio extravergine d'oliva pugliese.

ho comprato un volo per marzo.

ho mangiato un raviolo cinese cucinato dal fidanzato della coinquilina

   fingendo di apprezzare.

 

nada mas.

 

 

 

 

mariapia, mariopiona e mariapiottona

 

io e le mie gemelle …

 

 

ringraziamenti e sfanculamenti

 

Mi piace scrivere 'sto blog come un diario,

e l'ho cominciato così pensando che pochi

mi avrebbero letto. La maggior parte dei miei

amici non hanno questo indirizzo. Ma, devo

ammettere, essere letta e commentata è stata

una sorpresa ed è proprio mbello. Mi

piace scrivere come se stessi pensando, senza

un destinatario, senza un lettore. Ma non

posso fare a meno di considerare ora la vostra

casuale o voluta presenza … amici vicini e

lontani (per dirla come qualcuno). Che mi

linkate senza essere linkati. E siccome un pò

vi sto cominciando a voler bene … o mamma

mo mi metto a piangere … vi volevo ringraziare

e mandar un gran bacio.

 

Ma in questa sdolcinata circostanza, devo ricordarmi

anche di quelli che si sono dimenticati di quanto

io sia sexy e non m'hanno votato nel concorso

dell'anno. è vero che non mi sono fatta dovuta

campagna elettorale … ma non sono una gran politica

e poi, non c'era mica un programma da presentare!

é anche vero che la mia foto rappresentativa (…)

richiedeva una lucida mente altamente ironica pensante

per esser apprezzata. E comunque, tutto ciò premesso,

profondamente addolorota dalla posizione raggiunta,

o meglio, non raggiunta, l'ultima, a tutti voi, ciechi

uomini e donne votanti del web, che siete forse rimasti

confusi dalla mia immensa intelligienza senza ricordare

che la più sexi sono IO … a voi, io, in una

elegantissima e assolutamente serena caduta di

stile, mando proprio affanculo.

 

 

 


 

 

… e grazie a quelli che m'han votuta, compresa me stessa,

per ben due volte! … e che dovevo fà??!!

 

sonno

 

Venerdì silenzioso. Un birthday party stasera e domani

una giocata a snooker. Il prossimo finesettimana un altro

aereo. Metto a caricare le batterie sulla scrivania.

Dopo l'estate viaggiante e l'inizio qui tumultuoso, comincio

a riavere qualche abitudine. Finalmente. A febbraio comincio

un pò di corsi e a pianificare un pò di cose fisse. La piscina

con Dovile, il volleyball la domenica, il corso di spagnolo

il mercoledì, il corso di postgraduate writing il martedì.

Mi sento una ragazza impegnata e abitudinaria. Faccio la

spesa e la lavatrice il sabato mattina. Lo so che son tutte

balle … ma almeno ci provo! Pranzo con Dovile al west side café

il mio paninetto prosciutto e cheddar e bevo la mia acqua

minerale di primavera. Il mio calendarietto sereno appeso

scandisce le giornate e i mesi. Il tutto mi induce al sonno.

Dormo, Michelle e Lydia non ci sono, il mio prof è dall'altra

parte del mondo. Nessuno mi guarda. zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

cara pia

 

 


 


Dear Pia, our friendship began some years ago. and the memories we collected along
the way are a lot. really a lot. there are always some people, a group of foreigners,
 always different, and the 2 of us. and always, you are cooking, and I m eating. and
you are talking and I m listening. and i m going on with ideas, and you are always
following me. and i ask you if we go travelling and most of the times you are coming.
 and i m complaining and you are listening. and this is becoming boring so I just
leave you this wonderful reference. always remember a couple of things: when we made
french people of my house eat spicozza. the catalan accent while talking in english.
our trip to the italian ambassy in norway. our trip to the macdonald of belleville
in paris while i was sick. our stay in amsterdam with the bikes. still, you have to
come to genova. enjoy in logoborro. hope to come. maybe i come eh?


 


 


cara pia,la nostra amicizia è cominciata qualche anno fa. e i ricordi lungo la
strada sono molti. si molti. c'è sempre gente, un gruppo di stranieri, sempre diversi,
e noi due. e sempre tu cucini e io mangio. e tu parli e io ascolto. e io propongo idee
e tu sempre mi segui. e ti chiedo di viaggiare insieme e tu la maggior parte delle
volte vieni. e io mi lamento e tu ascolti. ma ora sto diventando noiosa quindi ti
lascio questa fantastca referenza. ricorda sempre un paio di cose: quando abbiamo
fatto mangiare la spicozza ai francesi di casa mia. l'accento catalano quando si parla
inglese. il nostro viaggio all'ambasciata italiana in norvegia. il nostro viaggio al
macdonald di Belleville a Parigi mentre ero malata. il nostro soggiorno ad amsterdam
con le bici. e tu devi ancora venire a trovarmi a genova. divertiti a logoborro, spero
di venire. forse vengo eh?

entropia

 

Vado in bagno a fare la pipì. Mi guardo allo specchio,

ho le labbra bordeaux, e non è rossetto. E ho la lingua

nera, e non ho letto nessun libro proibito. Guardo

la cartaigienica blu, poi il mio nuovo pigiamino blu,

sono dello stesso identico colore, non può essere

una coincidenza, sento la presenza divina. Entro nella

mia stanza. Non ho mai visto tanto casino. Caos

non avrebbe potuto disporre gli oggetti  peggio di

così.  Mariapiaentropia. Ripenso a come sono finita

in questo posto, in questa casa, in questa città.

Tutto frutto del caso. Eppure la presenza divina aleggia.

Il caso divinità. Il casuale determinismo della mia vita.

Come sempre ogni scelta non pensata mi riporta

in una stessa situazione stranamente familiare.

Mangio pane e cheddar per smetter di pensare a queste

boiate. Eppur cointinuo. Instalibità mentale, o forse solo vino.

Vino cattivo.

 

scritto ieri notte

 

Non poteva andare peggio. Le peggiori giornate

cominciano con una cattiva notizia mattutina,

che quasi sempre arriva per posta. Premetto che

l'affitto di questa merda di casa mi arriva a

sorpresa sotto forma di letterina. E stamattina

ho avuto la gioia di ricevere la letterina.

Oltre che la scadenza dell'affitto della merda

di casa è a sopresa anche l'importo da pagare.

Ebbene, l'importo è di 1250 sterline. Minchia.

Manco riesco a fare la conversione in euro …

e meglio che mi sia dimenticata quella con le

lire, altrimenti l'infarto sarebbe sopraggiunto.

Ero stata avvisata comunque, l'affitto verrà

all'improvviso, verrà senza darti avvisaglia.

Devo pagare tutto fino agli inizi di giugno. Sono

distrutta dalla notizia. Comunque, mi faccio i

miei calcoletti. Soldi attualmente sul conto,

500 sterline, soldi entranti nel conto il 31 di

gennaio, 830 sterline. Il calcolo è presto fatto,

se non mangio, non respiro e non spendo fino

alla fine di questo mese … il prossimo mese

posso devo vivere con 100 sterline.

Esco di casa rimandando la preoccupazione alla

sera, c'ho la ruota della bici sgonfia. In facoltà

vorrei parlare con il proff di cose importanti,

mando l'email, e zacchete, risposta automatica,

sono in america fino all'uno di febbraio. Fanc'mmm.

Che giornata di merda. Mi dico, va bé, mi metto

a studiare, e realizzo che ho dimenticato tutti,

ma proprio tutti, i miei libri e appunti a casa,

e devo ritornare a prenderli, con le temperature

sotto zero. Minchia. Sono povera, sola e sfigata.

Torno a casa ma non ho il coraggio di ritornare

in ufficio. Questo è troppo. Il cane nero di

gennaio si sta trasformando in un drago nero alato

peloso sputafuoco di febbraio. Non resta che farmi un

bidé caldo con sale nella mia bacinella di

plastica in questa merda di casa senza bidet.

Gli effluvi benefici del bidé mi rischiarano

le idee quando la cinese rompibballe mi bussa alla

porta per offrirmi i suoi cavolo di intrugli

che lei definisce delisciuss. Yes, it looks great

but no thanks. Sorrido in maniera cinese con una

punta di scazzamento sardo “m'hai interrotto il

bidé rilassante”. Mi metto a letto e non riesco

a dormire. Logoborro, oggi mi stai prendendo veramente

male ehhh. Concentro i poteri di Apollo su di me,

sono invasata, sono Mariapizia. Attiro l'energia

positiva dell'ammmmore a me, per i

poteri di Greiscuuuul. Sento che il rito ha il suo

effetto. E mi rassereno. Ma qualcun'altro può

cominciare a preoccuparsi. Uah uah uah uah.

disperati in fuga

 

Ho incontrato due genovesi durante il mio erasmus. Una era un'aspirante

giornalista o scrittrice o fotografa, l'altro era un dottorando che

faceva ricerca sul linguaggio e su altro, al dipartimento di

psicologia, non laureato in psicologia. Io e la genovese, per

soldi solo per soldi, fummo cavie della sua ricerca, per questo,

tuttora, ho qualche dubbio sulla veridicità delle sue scoperte.

 Prima cosa che mi aveva colpito “ma tu non sei laureato

in psicologia?”, “no”. “Ah”. “E come conoscevi il tuo professore del

dottorato?”, “non lo conoscevo”. “Ah”. Come metti la testa fuori dalle

università italiane ti accorgi che le cose funzionano diversamente.

Si, da noi per fare un dottorato con quel prof devi aver dato tutti gli

esami di quel prof, aver preso voti alti, aver fatto la tesi con lui

e stargli molto simpatico. “No, qui no”. “Ah”. La parola “cervelli”

in fuga, non mi piace molto. Direi, “disperati” in fuga. E poi il punto

è proprio questo, non bisogna essere cervelli per fare ricerca e per

venir pagati. Bisogna avere spirito e creatività e passione. E queste

sono qualità che non mancano agli italiani. Invece spesso ci manca il

cervello.

Qualche anno dopo l' ex aspirante giornalista pubblica su un giornale

un'intervista a quel dottorando che ora è ricercatore in un'università

americana. E questo è l'articolo.

 


Luca Onnis, genovese, ex Cassini, trentuno anni, ex scout Genova 12, da due anni in fuga alla Cornell University (New York). A capo di un progetto di ricerca finanziato dal National Istitute of Health con il desiderio di poterlo continuare un giorno in Italia.


Una laurea in traduzione, un dottorato in psicologia cognitiva, si occupa di scienze cognitive, in particolare di apprendimento del linguaggio e dei meccanismi coinvolti nel parlare e nellascoltare.Tra uno o due anni potrò ottenere la posizione di Assistant Professor, con un laboratorio mio in cui condurre la ricerca e formare nuovi ricercatori. Il rischio di tornare in Italia sarebbe quello di rimanere precario per molti anni. Perché la scelta di trasferirsi allestero? Determinante è stato linteresse del dottor Onnis nei riguardi degli aspetti cognitivi del linguaggio: Dopo la laurea sapevo che avrei potuto scoprire qualcosa di ciò che mi interessava solo unendo conoscenze e prospettive provenienti da aree diverse: la linguistica applicata, lanalisi statistica di campioni di linguaggio veramente usato dai parlanti, gli esperimenti di psicologia cognitiva e le simulazioni al computer. Allestero ho trovato studiosi che stavano avviando ricerche interdisciplinari in questa direzione: mi era stato sconsigliato di restare in Italia addirittura dal mio relatore di laurea. Un tipo di studio dunque molto interdisciplinare, che unisce aspetti di linguistica con aspetti di psicologia cognitiva e neuropsicologia come per esempio luso dei potenziali evocati, una tecnica simile allelettroencefalogramma ma molto più accurata, per misurare come si attivano certe aree del cervello in funzione di specifici compiti linguistici utilizzando i modelli computazionali propri di discipline come linformatica. In Gran Bretagna e negli Usa i programmi di studio interdisciplinari sono molto forti e incoraggiati: si studiano vari aspetti non legati dalla stessa disciplina ma più da una domanda. Ci si pone una domanda: per esempio come un processo cognitivo può avvenire nella comprensione di una frase e poi si utilizzano vari strumenti di varie metodologie per risolvere il problema, spiega il dottor Onnis.


Come reagisce la gente in Italia a sentirla parlare di percorsi di ricerca tanto innovativi?.La gente si stupisce e si chiede come questo percorso possa essere coerente e possibile. Comè possibile utilizzare i potenziali evocati se non si ha una laurea settennale in Medicina? Allestero questo tipo di percorso interdisciplinare è accettato e incoraggiato dagli stessi docenti che cercano nuovi ricercatori con un background vario ed interessi molteplici.


Questa metodologia di studio così multidisciplinare è portata avanti anche in Italia?. In alcuni centri: la SISSA di Trieste per esempio ma lidea di unire gli sforzi di varie discipline e formare studiosi che abbiano competenze multidisciplinari è una forza del mondo della ricerca degli Usa e della Gran Bretagna. La ricerca non è dettata dallindirizzo di una disciplina..


Insomma un cervello genovese in fuga?


Il termine fuga è un po fuorviante. Non c'è niente di male a formarsi in parte allestero: questo in USA o in Gran Bretagna è molto apprezzato. Di solito per diventare un buon ricercatore occorre fare esperienza in laboratori diversi, sviluppando competenze, modi di pensare, e progetti vari. La diversità di formazione è un arricchimento indispensabile per fare ricerca innovativa. Ben venga la “fuga”, fa bene a tutti. Preferisco parlare di cervelli in moto”: un arricchimento per il patrimonio di conoscenze dellItalia stessa. 


La fuga è sempre positiva?


I problemi cominciano dopo, al momento di un problematico rientro in Italia: la difficile equiparazione a standard internazionali, una remunerazione adatta al livello di specialità conseguita o in base al merito, possibilità di sviluppare ricerca innovativa indipendente, possibilità di carriera se si è veramente se si è meritevoli. Oggi si sta muovendo qualcosa e ciò è positivo. Bisognerà vedere se le misure prese porteranno a strutturali modifiche del sistema università/ricerca.


Ottimi incarichi anche a persone giovani come lei?


Negli Usa, e in Gran Bretagna se sei bravo e giovane ti possono venire affidati compiti anche di responsabilità. Ho ottenuto un fondo dal National Insitute of Health di migliaia di dollari, come responsabile della ricerca, per un progetto che durerà due anni. Questo non è solo il risultato di maggiori fondi, ma anche dallincoraggiamento ad agire indipendentemente per ottenere i fondi in prima istanza.


Crede che in Italia il problema sia solo una questione di fondi?


Il problema principale in Italia è la mentalità e il concetto di gerarchia e di gavetta, non solo nel campo della ricerca, pensi al giornalismo. Bisognerebbe dare ai giovani ricercatori con un minimo di talento maggiori responsabilità.  I giovani vogliono fare e hanno tante idee. Bisognerebbe abbattere in Italia lidea che il giovane non debba fare più di quello che gli si dice di fare. Con qualche sforzo sarebbe possibile.


A cosa serve la ricerca sul linguaggio?


Tutta la ricerca di base informa pesantemente la ricerca applicata. La ricerca tecnologica ha le radici nella ricerca di base. Pensiamo al cellulare, che comporta una grande ricerca nella teoria dellinformazione, sviluppatasi negli anni cinquanta e che partiva dalle idee di ricercatori che volevano studiare questioni puramente teoriche. Tutta la ricerca informatica si basa sulla ricerca pura. Capire come funziona il linguaggio è alla base di sistemi che possono anche comunicare, alla base di un futuro software sul riconoscimento vocale che coinvolge meccanismi cognitivi di percezione che non sono ancora perfettamente compresi. Internet utilizza sempre più conoscenze linguistiche per rispondere a domande poste dagli utenti. Se voglio chiedere a Google quali nazioni possedevano un PIL superiore allItalia nel 2005 il programma deve avere una sofisticata e flessibile capacità di apprendere conoscenze anche linguistiche. Un giorno alcune delle mie ricerche potrebbero servire a Google. Succede costantemente nel trasferimento tra scienza pura e scienza applicata.


Il futuro della ricerca è dunque nellincontro tra diverse discipline?


La tradizionale divisione tra scienze naturali e umane oggi va sempre più diminuendo, non cè più una reale distinzione ma diversi approcci metodologici e talvolta diverse domande. Usare questi diversi approcci per affrontare problemi sociali e naturali insieme sembra la via più promettente per la ricerca odierna e del futuro.


 


 

ritorno

 


Uno di quei soliti giorni in cui ritorno e non so che fare, mi devo solo
un attimino assestare. Del finesettimana, a parte il dormire mangiare e
peccare, rimane poco da raccontare. Un bel film, the secret life of words.
Di quelli che continui a pensarci la notte. Il ritorno in aereo. Una delle
poche volte che non dormo ininterrottamente da quando sento le
signorine dire “one left one right … ” – niente di più soporifero – fino
a quando il capitano dice alla crew di sedersi che si atterra. E guardo fuori,
i pirenei innevati mozzafiato senza una nuvola, e penso come fanno le montagne ad
essere così appuntite e la neve ad essere così bianca.