Archivi del mese: novembre 2005

Nevica a Logoborro

 

 


A Logoborro nevica mangio nevischio and I miss


 


Il profumo caldo del cappuccino al bar.


Il sorriso di Barbara quando la passo a prendere sotto casa.


Camminare in Viale Buon Cammino d'inverno con lo sguardo verso il mare.


Il mare … il suo rumore di notte, il suo colore di giorno, il suo calore, il suo magnetismo.


La pizza calda bollente con la birra ichnusa fredda.


Guidare ascoltando De Andrè dalla cassetta vecchia vecchia originale di mio padre.


Cucinare per tante persone ed affarrarmi con Giovanna circa la cottura della carne.


Fare i tornei di bigliardino in campagna da Frenci accanendosi come pazzi e vincere.


Prendere il panino del Caddozzone al Poetto e mangiarlo davanti al mare.


Il non sentirmi straniera, magari esotica interessante, comunque diversa.


Accendere la radio e sentir parlare italiano.


Mia madre che cucina il tortino di patate che io sono ancora a letto.


Il lungo scompartimento della pasta al supermercato.


Passare in facoltà ed andare a trovare quelli in aula studio per dispensare consigli – hai passato il preesame di fisica 2? – cazzo, guà, allora dallo intero – no, no non tratta peggio – si, guà, fatti bene lo spettro del corpo nero che lo chiede sempre … (già un argomento che si chiama LO SPETTRO DEL CORPO NERO fa paura), bussare alle porte dei dottorandi, a quelle dei professori Mariapia, c'è il seminario di Aperì stasera, sarebbe abbastanza importante, poi c'è il rinfresco – certo professore, ci sarò.


Andare a mangiare la pizza da Nansen e concludere con quella alla


nuttella slacciandosi i jeans.


Fare ripetizioni ai ragazzini delle superiori intelligenti e a quelli stupidi delluniversità.


Mangiare il pane con le olive fatto fresco dalla mamma del mio coinquilino.


Sentire la gente ridere a voce alta.


Sgranocchiare una melagrana rossa e dolce.


Vedere passeggiare per la casa i granchi che la mia coinquilina compra per pranzo.


Andare ad una festa di paese e mangiare gli gnocchetti nel piatto di plastica con la forchettina di plastica e il bicchiere di plastica in piedi.


Sentire le campane della chiesa.


Il rumore del martello di mattina presto che io ancora dormo e mio babbo che costruisce una libreria in garage.


Aprire la finestra di mattina ed essere accecata dal sole caldo.


Sentire il profumo della macchia mediterranea.


Bere il mirto gelido che mio padre versa in un bicchierino dove un ramettino è incastrato in un  fondo di acqua ghiacciata.


Mia madre che frigge i calamari e io che li mangio prima di pranzo e lei che si incazza.


Lamentarsi quando piove sabbia.


Andare ad Osilo con Barbara e Giovanna e mangiare il calippo sul belvedere.


Fare le rimpatriate con i miei compagni delle superiori e parlare male di quelli


che non sono venuti.


Prendere lautobus senza obliterare.


Il colore del cielo che è troppo blu per essere vero.


Le ragazze cagliaritane già abbronzate nere da maggio e i soliti commenti ma quanto sono tamarre!


Le ragazze sassaresi e i soliti commenti ma si vestono tutte uguali.


Svegliarsi alluna per il citofono del proprietario che viene a prendersi laffitto ed accoglierlo con le scarpe slacciate, pantaloni del pigiama, maglione senza reggiseno e alito di topo morto con la busta dei soldazzi in mano.


Le feste di laurea e la gente che si lamenta che stiamo mettendo troppi soldi per questo regalo.


Prendere la macchina e guidare fino ad alghero solo per un caffè.


La voglia che ho di andarmene con la consapevolezza che tutto mi mancherà troppo.

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domenica a Logoborr

 

 


 


 

 

Non so se è perchè comincio la giornata cantando

“Com'è bello far l'amore da Trieste in giù” …

Non so se è perchè ho messo a posto la mia nuova

stanza senzacuscino senzalenzuola senzacalendario

senzacoperta senzaposter senzaniente …

Non so se è perchè comincio ad acclimatarmi

Non so se è perchè è domenica

Non so se è perchè vedo un viso amico dopo giorni

di solezza

Non so se è perchè fuori gli alberi hanno le foglie

arancioni

Non so se è lo sgroviglio di scoiattolotti che si inseguono

nell'alberone davanti alla mia finestra

Non so perchè

ma sono sfelice.

il kebabbaro chiquita ed il piccione stronzo

 

Trovo il coraggio di andare dal Kebabbaro e dirgli … well, mi prendi na pitta e mi ci metti, insalata, pomodorini, cetrioli, mais e funghi … e lui “no meet?” – no thanks – “onion?” – no thanks - ”mayo?” - no thanks – “cheeeese?” – no thanks. Il kebabbaro mi guarda con sguardo torvo e scambia un'occhiata di disapprovazione con il compagno kebabbaro. Poi arriva uno e prende il Kebab più porco della storia, double-cheese douple-meet and chips, il Kebabbaro mi guarda con sguardo “Ecco cosa si viene a prendere dal Kebabbaro chiquita!” … io abbasso gli occhi con vergogna. Ma non ho ancora una cucina io … se mangio tutti i giorni le tue porcate, mio Kebabbaro, non ce campo a Logoborro. E poi alla televisione dicono che i piccioni di Leicester c'hanno il colesterolo e sono obesi a causa dei resti di patatine e monnezze varie lasciati per terra. I piccioni inglesi, la peggiore delle disgrazie. Penso … nascere piccione a Logoborro. Scambio la mia striste sorte con qualcuno e tornando a casa sorrido ad un piccione infreddolito e gli lancio un chicchetto di mais che lui annusa (!!!!) e rigetta (!!!!) con fare altezzoso (!!!!). 'fanculo và!  

le facce di un viaggio

 

 

un peruviano limegno di progenitori francesi-inglesi-italiani-natividelperù-spagnoli-finlandesi.

 

 


 

una sarda ed una vietnamita-finlandese

 


 

la genovese ed un brasiliano

 


 

una sarda ed un milanese … entrambi in piedi

 


 

una russa di madre tedesca

 


 

due canadesi

 


 

una sardo-napoletana, un siculo-messicano e un siculo-americano 

 


 

un egiziano-statunitense, due australiani e un paio di brits

 


 

un canadese di Montreal

 


 

una sarda a Granada

 


 

la sarda e la genovese

 


 

 


 

un cane di Villareal

 


 

una genovese, una valenciana e una madrilegna

 


 

una catalana

 


 

la genovese con il peruviano

 


 

la sarda e la vietnamita con un catalano

 


 

la sarda con una tedesca e uno spagnolo di Granada

 


 

la sarda con due spagnoli di Siviglia

 


 

 

cose da fare prima di morire in ordine sparso

 

Avere una casa.

… ma non starci mai.

Fare il coast-to-coast.

Fare il Camino de Santiago in bici.

Essere molto ricca solo per un pò.

Essere barbona solo per un pò.

Vedere una balena.

Dare una ginocchiata nei coglioni a Berlusco.

Comprare una moto.

Fare un bambino.

Diventare molto brava a scacchi.

Avere un cane.

Imparare a parlare una lingua molto difficile.

Comprare un pezzo di terra per mio padre.

Trovare il Santo Graal.

Scrivere un libro.

Andare nello spazio.

Fare il giro della Sardegna in barca a vela da sola.

Sperimentare la fame.

Vivere un anno in sud America.

Perdere seriamente il conto dei miei anni.

Attraversare il fuoco con una di quelle tutone fatte a posta.

 

… non chiedo poi molto.

 

 

 

 

 

ci si ripiglia

 

Risuscito dalla muerte.

Ritrovo il buon umore.

Giornata rilassata.

 

Mi sveglio dentro il sacco a pelo caldo con il naso congelato, apro la finestra, una chiesa davanti a casa, e tanti alberi verdi-arancioni-spogli. Il cielo bianco … ma tendente al celestino. Mi sento ottimista. Entra l'aria dalla finestra. Rischio la morte per congelamento istantaneo. Chiudo la finestra. Sul punto di sperimentare la morte per scoppio della vescica, mi alzo e faccio la pipì. Mattina regalata al cazzeggio. Pomeriggio, mangio una patata in giacchetta, vado a casa della cinese a prendere la mia povera bicina abbandonata, vado a registrarmi dal dottore e faccio mille altre cosine. Con la musica nelle orecchie e sulla mia biciclettina, in quello stato solito di solitudine sfelice di logoborro. Ci si adatta.

il ritorno

 

Pedalo a testa bassa sull'asfalto, lascio che la pioggia mi bagni. Ho un tumulto di emozioni difficili da distinguere. Mi concentro sui pedali e sull'asfalto bagnato, le foglie, il mio sudore, tutta avvolta nella sciarpa e nel cappuccio. è tutto successo così in fretta e così lentamente, è tutto intenso e superficiale. Non distinguo. In un giorno, uno solo, ho trovato una nuova casa, ho firmato mille volte senza pensare, ho firmato con una firma diversa dalla mia in un fiato. La biblioteca é tutta cambiata, le facce sono le stesse, tutte sconosciute. Cerco di incrociare visi di erasmus. Niente. Vivrò con inglesi. Da Granada a Logoborro, come se niente fosse, con una settimana di Sardegna in mezzo. Una settimana di tosse, bevute, cene e spiagge deserte con un ragazzo meraviglioso. La valigia fatta in un paio d'ore, ho dimenticato praticamente ogni cosa importante e sostanzialmente non me ne frega niente. Ieri notte, dopo l'aereo, il freddo benvenuto di Londra e poi un treno fino a Logoborro gelida. Cosa ci faccio qui? Faccio tutto senza pensare. Rimando le riflessioni sulla mia vita e sulle mie scelte. Prendo un taxi ora, per spostare tutto nella mia nuova casa-non-casa. Lascio la bici dalla cinese. Mi sento solissima. I messaggi degli amici sul numero inglese arrivano come nuvolette di fumo lontane di un altro pianeta. ”Perché ci vai?” – “perché devo, e poi sto bene da sola” – “si ma tu non sei fatta per stare da sola”. Lo so.

un antic tabu' sexual

 

con il permesso dell'autrice …

un articolo apparso un paio di mesi fa sull'Avanguardia …

in catalano …

ma sono in un internet point di nigeriani, quindi stravolgo un pò accenti apostrofi e puntini vari … perdonami eli.

 

 

 

Es un fet natural indiscutible que hi ha un percentage de persones homosexuals en la poblaciò; la naturalesa humana està constituida d'aquesta manera. Com a fet natural no cal trobar-hi causes ni genetiques, ni educacionals, ni de cap tipus. Com es que en tota la historia de l'era cristiana ha estat un tabù constant i condemnable?

Mes que mirar les causes de l'homosexualitat , ens hauriem de plantejar les causes del seu tabù. A partir del segle IV o V, l'eglesia va anar imposant el model reproductor de familia: el sexe nomes es concebia en la reproducciò i el sexe per plaer estava prohibit, de manera que les relacions prematrimonials, el sexe oral o les relacions homosexuals eren il-lecites.

Hem mantingut el discurs reproductor de la sexualitat fins fa ben poc. Alguns encara s'aferren a mantenir-lo, lluny de la realitat humana, i la nostra educaciò encara respon aquesta moral reproductora. Es un fet constatable que l'homosexualitat es un problema social, no biologic. Potser ja es hora que afrontem la naturalesa humana tal com es.

 

Elisenda Pujol

diarii

 

12 nov

ore 7

 

Lascio Granada con quei soliti 45 minuti di anticipo che mi contraddistinguono quando viaggio sola. Arrivo alla stazione degli autobus e mi faccio il mio caffé con leche con poco caffé e mucho leche. Granada … se Dublino trasuda situazioni e Parigi trasuda fierezza … Granada trasuda incontri. Ieri notte ho conosciuto un vecchietto di quelli che stai ad ascoltare per ore. Di genitori siciliani, lui si dice italiano ma è nato a New York, ha vissuto ovunque, ha insegnato siciliano nelle università americane. Ora vive in Francia. Parla chiaramente troppe lingue e un sacco di dialetti, colto e umile e divertente. Parla di Pasolini, di una certa raccolta di poesie popolari che lui faceva studiare ai suoi studenti. Un uomo, un pezzo di storia vivente. Parla della poesia siciliana e di quello che lui ha tradotto. Il messicano di padre siciliano si unisce alla discussione … e il tutto diventa surreale. Che ci fa 'sto qua nel divanetto di un ostello? Comunque qua i personaggi non mancano.

 

ore 13

Aeroporto di Siviglia. Ennesimo boccadiglio al Jamon, cominciano a farmi schifo ma l'aeroporto non offre di meglio. Oggi mi sento un pò ultraterrena, c'ho l'anima che mi strasborda.

 

15 nov

Barcellona

… a proposito di personaggi. Passo questi tre giorni a barcellona con la mia nuova amica Zuky. Vietnamita ma che poi i genitori fuggirono ad Hong Kong in barca quando lei aveva due anni, ci misero venti giorni, si lo so che è vicino, ma si persero, e poi … dopo 5 anni andarono in Finlandia (!!), ah ma quindi parlavi cantonese?, si ma me lo son dimenticato. Zuky ma di dove sei? Finlandese. Ok, la mia amica Zuky è finlandese … non ha proprio l'aspetto, e parla di comunismo e di americani. Poi ieri i due russi amici di Franco il Peruviano e tre catalani con cui si parla in inglese divertentissimo. You wanted me yesterday? yes but you were esleepy. Cucino due teglie di pasta al forno per due russi, la vietnamita finlandese, franco, federica e i catalani. Perché i catalani ci hanno offerto una paellia da 100 euro vicino al mare. Si beve rum, tanto, e vino, tanto, e birra burda, tanta. Non si torna a casa, chiaramente. Zuky ora va a fare volontariato sui Pirenei, io prendo l'aereo stasera. Ci abbracciamo forte, perché sono stati 3 giorni intensi.

federica, in arte … the translator

La ragazza, come potete vedere, ha un certo fascino. Un pò zingara un pò donna. Vaga con zaini più pesanti di lei … anche perché lei pesa una decina di chili, infatti se salta un pasto muore. è una donna veramente eclettica, ma la sua attività principale è fare e risparmiare soldi. Non a caso ci siamo incontrate alla pausa caffé (gratis) di un corso di pronuncia inglese (gratis). In questo momento vive in un buco di stanza a Barcelona, non ha armadio, non ha sedia, non ha altro che un materasso e una rete ma è felice così… 'Pia cazzo non ho un lavoro mica mi metto a spendere soldi in affittò. Al momento si occupa di fotografia e non pensiate sia un'attività dispendiosa perché i rullini li ruba a me e si è allestita una camera oscura in cantina. Nella sua vita ha fatto soldi in ogni maniera … evitando di dare particolari sulle attività illegali, che chiaramente costituiscono la maggiarparte, e che chiaramente sono sempre andate a discapito del popolo britannico, diciamo che è molto brava con le lingue, in particolare inglese e spagnolo (catalano in via di apprendimento). Ha dato ripetizioni ad ogni disperato dell'università di warwick. Siccome non c'ha soldi (come sempre) … e siccome se devo andare a Barcelona non posso dormire in quel suo buco di stanza, e siccome nel mentre s'è presa pure il proficiency ed è proprio brava, se avete bisogno di una traduzione … mettete su google “the translator” … è lei!