Archivi del mese: ottobre 2005

viaggiatrice pezzente

 

Ma quanto è facile viaggiare. Ho comprato un volo Valencia-Sevilla, con una compagnia aerea baratta, 10 euro, 45 minutos. Controllo il sito, la compagnia si chiama vueling, metto una data, penso, non male, faccio “avanti”, 6 euro spese aereoportuali di valencia, non male, vado “avanti” … mi chiede la carta di credito, penso, non ce l'ho qui, ma forse me la ricordo, faccio mente locale, la ricordo, la scadenza … mmmm me la ricordo, quando non studio e non lavoro la mia mente riesce ad attingere ad ogni tipo di informazione, azz, non mi ricordo il numeretto di dietro, ma ce l ho scritto da qualche parte, tolgo fuori la mia agendina gialla, trovato, comprato. Ma quanto è facile viaggiare. Non ci vogliono molti soldi, non ci vuole niente. Bisogna avere molti amici sparsi, e amici di amici, gente serena, naturalmente, bisogna avere un pò di voglia e poi una postepay da disgraziati, una carta d'identità in via di scadenza. Nella vita, mi sa che lavoro una decina d'anni da pazza e poi faccio la viaggiatrice pezzente.

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email di elena

 

… elena mi scrive, c'è graande amarezza, grande stristezza e grande consoglianzia per la perdita della council, amica di tante avventure …

 


addio council house dall'affitto più basso di londra

addio council house con dealer al piano terra

addio council house con vicina alcolizzata prostituta rompicoglioni al 23

addio council house senza acqua calda il fine settimana

addio council house con la stanza delle orge

addio council house con il copricesso color puffo

addio council house con letto dalle molle antipatiche

addio council house e coinquiline polacche e ungherese

addio council house con le bandiere jamaicane alle finestre

addio council house dai muri color salmone

addio council house e padrone di casa di merda che ci sta sbattendo fuori…

 

addio…

 

 

e per gli anglofoni:

 

farewell council house, the cheapest rent in London

farewell council house, dealer on the ground floor

farewell council house, alcoholic neighbour whore

farewell council house, no hot water on the week end

farewell council house, with your orgy-room

farewell council house, strumpf-color toilet cover

farewell council house, with yout uncomfortable bed

farewell council house, polish and hungarian flatmates

farewell council house, with your jamaican flags

farewell council house, salmon coloured walls

farewell council house… landlord full of shite who kicked us out…

 

farewell…

valencia

 

Se Parigi trasuda fierezza e Dublino trasuda situazioni e Barcellona trasuda imborracciamienti, Valencia trasuda serenita´.

Stamattina mi sveglio al canto del gallo, mi alzo ai rintocchi delle campane nel paesino di Ana. Prendo una calma metropolitana che con lentezza mi porta al centro della città. Mi perdo per le vie mettendo un piede dietro l'altro tra i bellissimi scorci senza troppe pretese senza troppi turisti. Entro in un giardinetto tra le fontanelle senza nessuno, non troppo pulito ma profumato di fiori. Mi siedo su una panchina di legno un pò pasticciata, mi sdraio e ascolto l'acqua, chiudo gli occhi e sono felice. E lo so che tra un mese sono di nuovo a Logoborro, ma non ci penso.

metropolitana

 

Viaggio di moto rettilineo uniforme nella direzione del treno e di moto circolare uniforme intorno ad un asse che passa per me stessa. Sono le 8 del mattino di domenica. Sto tornando a casa. Ho la coda dei capelli sbilenca, le mutande un pò dentro il sedere, il calzino messo male, sudacchiata, l'alito infiammabile, stordita, rincretinita, trucco sceso. Recito la parte di me sfatta che viaggia in metropolitana della mattina della domenica di ritorno, non lo faccio spesso, però mi ci ritrovo. E stavolta non mi sento per niente felice. Faccio il conto di quello che ho bevuto. Allora, lasciando perdere la cena … il punto è che una consumazione era compresa e io ho preso un doppio martini liscio con ghiaccio por fabor (versato generosamente in bicchierone di birra), ma poi ho conosciuto il fratello del barista che mi ha giustamente offerto un un doppio martini liscio con ghiaccio por fabor e poi mi sono ritrovata in mano con una bottiglia mezzo di piena di non so che e sono riuscita a barattarla con un doppio martini liscio con ghiaccio por fabor. Bueno allora si. La metro è deserta e io non ho la borsa, mi controllo le tasche e ho il cellulare, la patente e venti centesimi, bene, ho tutto, e sono viva … quasi.

Appunti di Viaggio

 

19/10/05

 

Inizia qui qusto viaggio. DESTINAZIONE Spagna, più precisamente non lo so. COMPAGNI DI VIAGGIO per ora Fede, forse una settimana (quella viaggia sempre senza biglietto di ritorno) e poi non lo so. OBBIETTIVO DEL VIAGGIO, non lo so (l'obbiettivo per ora è capire l'obbiettivo). Poche certezze ma meglio così. SENSAZIONI VARIE voglia di fare pipì.

 

 

 

21/10/05 

 

Barcelona.

Ore 9 del mattino.

Fede si sveglia rauca tossente e ammalata e dal letto mi comunica al divano

“Pia, ho bisogno di emozioni forti”.

Ore 9 e mezza del mattino.

Fede si alza dal letto e va in bagno a mettersi una supposta.

Ore 10 del mattino.

Dopo aver bevuto un cappuccino al bar Fede dice

“oh no Pia, ora se cago, cago la supposta!”.

Ore 10 e mezza del mattino.

Fede caga la suposta.

 

 

barcelona

 

respiro liberta´e fankazzismo

 

incazzamiento

 


Quando c'è da far valere i miei diritti io divento una bestia.


 


Ho cominciato giovane quando in terza elementare m'incazzai a morte con il mio istitutore perché non aveva il diritto di aprire e leggere la mia corrispondenza privata … mi riferivo al carteggio volante tra me e il mio fidanzatino da lui intercettato. Mandata dal “vicedirettore” (immaginatevi lo studio bianco …) riproposi la tesi in mia difesa e lui la accolse e mi rispedì in classe senza nota né punizione, dicendo che l'istitutore aveva il diritto di sequestrare il bigliettino ma non di leggerlo. Da allora ho la convinzione di poter vincere ogni battaglia, conoscendo i miei diritti e facendo la faccia incazzata.


Ma a volte non funziona.


 


Una delle cose che mi piace di più è riportare indietro un bel prodotto comprato entro i 7 giorni precedenti e di cui non sono soddisfatta e sbraitare con  commessi e responsabili vari che io “voglio esercitare il mio diritto di recesso” e voglio i soldi indietro e che i loro buoni spesa se li possono mettere nel cubo. Funziona sempre, quasi sempre. Questa volta il sig. Paolo Usai di MediaWorld di Sassari (il sig. Malaussene di MediaWorld) mi ha sfinito con le sue risposte imparate a memoria, frasi fatte prese da un elenco che lui non aveva nemmeno imparato ad associare alle domande giuste. Quando poi si staccava dall'elenco, toglieva fuori un sacco di minchiate. M'ha sfinito con la sua stupidità. La bisticciata non aveva alcun senso … e io anziché ascoltarlo prendevo a fissare le sue sopracciglia spinzettate, gli avrei voluto chiedere da che estetista andava, ero alienata. Se qualcuno lo conoscesse, gli dica di cambiare lavoro, o imparare meglio l'elenco delle risposte al consumatore e di lasciarsi le sopracciglia al naturale. Comunque io non avrei mollato facilmente ma la mia amica Barbara mi ha portato via. Lezione imparata del giorno:


da mediaworld prima di restituirti i soldi di un acquisto devi parlare con 3 persone, il primo commesso è istruito a risponderti che non si può assolutamente e “deve accettare un buono”, il capo commessi (tale Paolo Usai, che qualcuno lo licenzi) ti rifà la “resa in denaro” solo se l'acquisto è stato fatto in contanti e dice che se è stato fatto con carta di credito non si può, il capo dei capi commessi (che non c'era) direbbe che esiste anche una cosa che si chiama “storno”, di cui il sopraccitato Paolo Usai ammette l'esistenza ma non ne sa niente e non può garantire bla bla bla.


 

pensieri e sonno

 

Sono i momenti peggiori, quelli in cui puoi veramente fare quello che vuoi. Il mondo è la tua ostrica e tu vorresti solo rannicchiarti nel suo guscio per dormire eternamente. Ho passato queste tre settimane in Sardegna a domandarmi sul da farsi e a fare a casaccio, seguendo il volere di qualche amico, vagando tra Sassari e Cagliari. Ora sono ad Alghero, connessa da casa di un amico addormentato sul divano, con il computer connesso  lentissimamente tramite cellulare. Posso fare quel che voglio. Domani mi alzo all'ora che voglio, pranzo, se voglio pranzare, vado al mare, se è bello, vado a trovare un amico, se mi chiama. Il tutto mi rende instabile incerta stanca. Perchè? Perchè il giorno prima dell'esame vien da pensare “quanto pagherei perchè domani potesse essere uno di quei giorni oziosi”, ma i giorni oziosi non me li godo? E mi impegno anche, giuro, mi dico, eh no eh, goditi la vita ora, che il dottorato dispenserà grandi momenti di stristezza, ma non è facile convincersi. Non lo è. Cerco di pensare alle cose da fare allora, dopodomani sono in Spagna. Ho già comprato la lonliplanet, di che altro abbisogno? poco altro, una scheda spagnola da scroccare agli amici che hanno erasmato da quelle parti e boh. No, non mi sento più attiva per niente. Smetto di pensare al da farsi. Ascolterò il corso si spagnolo in mp3 scaricatomi da Giovanna prima di dormir. Lo sbadiglio di Dio mi risucchia, Aurora dalle dita rosate mi chiama, m'abbandono tra le braccia di Morfeo, e i pensieri svaniscono. Pensare è male, sognare è bene, pensare confonde le idee.

scampagnatella

 

Oasi del WWF, vicino Capoterra. Alla ricerca di tartarugone di terra scomparse, invece troviamo una lucertola dalla coda bifida e cervi sardi che si cibano di carrube. Me piace tanto la naturaaaa.

 



 


 


 

niente parole

 


Accendo la televisione, appaiono i nostri cari democraticamente eletti rappresentanti su soffici poltrone rosse adagiati. Ma non sono tanto rilassati. La scena ricorda le ultime tre file dei miei banchi del ginnasio. Alcuni sono in piedi che chiacchierano con i compagni lontani. Tutti parlano tutti si agitano. Uno fa un discorso urlando ” per un'Italia dei valori cristiani democratica laica bella buona e benestante … ” ma gli altri non ascoltano e si lamentano e borbottano, anche quelli che il parlatore ha intorno fanno casino rispondendo alle provocazioni dei compagnetti lontani. Il professore alla cattedra urla inascoltato “colleghi onorevoli per favore”, ma nessuno lo caga. Il professore s'incazza, c'ha uno alle spalle con un cartello, ma non si legge. E poi due in frac angeli custodi leccaculo del prof che in queste situazioni si fanno sempre prendere dal panico. Il parlatore continua ma la confusione è troppa e lui si sbaglia e ritorna per una paio di volte all'Italia laica e cristiana e dei valori italiani che tutto il popolo italiano cristiano laico porta nel proprio cuor. Il professore urla di far finire il parlatore “concluda” e il parlatore urla le ultime battute tra gli applausi dei compagnetti vicini e i buuuuuu di quelli lontani. Il prof dice “la diretta ora si conclude” … sapevano di essere in diretta. Una serie di emozioni forti riempiono il mio cristiano laico cuor pieno di valori e sto per dare fiato a tutte le più putride parolacce del mio repertorio … quando vedo mio padre, che guarda la scena con occhi tristi. Allora taccio. Niente parole.