Archivi del mese: settembre 2005

buonjorno

 

Mezzogiurno. Gioppa canticchia “sciuri di gelsuminooo abbrangigantii … sciuri sciuri … ” (con immense scuse ai nativi, ma è gioppa, io trascrivo). Tutte e due viso gonfio, alito infetto, stiracchiose e puzzose. Il pane caldo ieri notte. Il panettiere riconosce la sua amica ”e da quanto che non ti vedo” … sai quando si suonava, si faceva tardi e poi si fumavano i porri e poi veniva fame. Certo. Lei continua a dire frasi senza senso. Filosofeggiamo, “il punto però è che il pane caldo della notte a mezzogiorno è solo pane”, già, caducità della vita, nullezza dell'io, stristezza dell'essere. Giovanna dice “Gabriella Ferri in effetti ha influenze russe, era sposata con un russo”. Andiamo a fare colazione? Poi con uno scatto felino dal letto si butta su una zanzara e e le dice “bastarda mi passi davanti così … ti prenderò!”. é grave.  

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L'estate mi ha aspettato

 

Pensavo di essermi persa l'estate. L'estate mi ha aspettato.


Ora mi chiedo se riuscirò a tornare a Logoborro. Metto un pò


di foto. Un pò di sud Sardegna, quasi deserta e limpida. Stando


lontani dalle zone della colonizzazione arabo-milanese. L'acqua


blu è di Sant Antioco, la strada e del litorale est. Le foto sono


digitali, quella con il tramonto in strada malamente ricontrastata;


le altre pulite; i colori sono quelli veri, abbaglianti e sempre


sorprendenti, anche per me. Gli odori sono quelli del mirto


del corbezzolo dell'oleandro e del vento.


 




 


 


 

 


 


E' casa


Parto.


Moto, sacco a pelo, tenda, penna, quadernetto, macchina fotografica, spazzolino, mutande, asciugamanino, coltello maschera e pinne, sole e Sardegna.


Se si va nell'entroterra, caccia al cinghiale.


Se si va al mare, caccia al riccio.


In ogni caso, si caccia si pesca e si mangia.


Si vive con poco, ci si sporca un pò.


Respiro l'aria che entra dalla finestra della stanza di Giovanna,


è così aria di casa. Il sangue mi ribolle, il clima è quello


congeniale al mio organismo, la macchia mediterranea ha il colore


dei miei occhi, il rumore dei motorini e le voci delle signore che


si salutano nel cortile incontrandosi mentre buttano la spazzatura


e fanno la spesa, il vento un pò caldo che muove gli alberi. Riempio i polmoni di aria di casa. La scrivania di questa stanza, un portapenne di matite colorate temperate da Giovanna meticolosamente con un coltellino. Pile di cd con tutto l'audibile umano. Lumachine di plastilina dalle antenne perfette che passeggiano sul monitor del computer silenziose. Il sole che illumina i palazzi. I coinquilini che dormono.  Io aspetto il clacson della moto sotto la finestra. Mi è tutto vicino e simile e congeniale e congenito e naturale. è la mia terra e le mie cose. è casa.

che bella l'Italia


 


Che bella lItalia! Che bella lItalia con miss Italia e i discorsi, sempre gli stessi, eh ma la sarda era molto meglio come sempre. Che bella lItalia con Bruno Vespa con tanto fondo tinta e Berlusconi e tutti i simpatici teatrini politici che poi nessuno prende nemmeno tanto sul serio, che se ci preoccupassimo tutti un po di più le cose non farebbero così schifo. Che bella lItalia con mio padre che legge con gli occhialini lenciclopedia Scienza data con repubblica sul tavolo di cucina e mia mamma che stira ogni cosa stirabile nella casa, anche le presine della cucina. Che bella lItalia la pizza stasera, zucchine grana e pancetta. Che bella lItalia i muratori a petto nudo che si girano a guardarti. Che bella lItalia mio cugino che si sposa e noi tutti che ci dobbiamo vestire bene per la circostanza che io ultimamente mi stavo inrandagendo e dovrò togliere fuori scarpe da signorinella per far contenta mia madre. Che bella lItalia le strade senza segnaletica orizzontale e lunica segnaletica verticale è quella pubblicitaria. Che bella lItalia, Walter quando ce lhai lesame?, boh, il prof ha detto di andare sabato mattina come sabato? si, bisogna vedere se se ne ricorda poi, magari si scoccia se siamo in tanti e ci interroga lunedì. Che bella lItalia, dai vieni a teatro che cè uno spettacolo a Cagliari di un ragazzo genovese molto bravo. Che bella lItalia e tutte le contraddizioni, che ci piace vivere a risparmio denergia motivo-intellettiva  ma alla fine ho come la sensazione che sappiamo come essere felici e labbiamo capito molto più di altri, è che ci viene difficile guardare al futuro e così finisce che non abbiamo lavoro, ma non ci preoccupiamo nemmeno poi tanto. Perché quando si va allestero e tutto riesce a funzionare un pochetto meglio, ci rendiamo conto che potremmo far funzionare le cose anche noi, ma poi che ce ne frega? e io sono tanto insofferente nei confronti della nostra nullafacenza solo quando sto qui troppo, ma quando torno per poco, mi piace un sacco e mi commuove anche. Ma tanto so che riparto e che cè qualcuno che mi paga per fare cose interessanti. Ma non in Italia, però che bella lItalia!   

A Stansted

Situazione. Il culo a terra al freddo. Laura Pausini che canta in lontananza “ti prego aspettami perchè non posso stare senza te”. Un uomo che mi russa accanto, i suoi piedi a pochi centimetri dalla presa a cui rubo l'elettricità per il portatile. Gruppo di spagnoli dentro sacchi a pelo che parlano “puta madre bale …”. Suoni di trasportatori di carrelli in retromarcia. Silenzio diffuso. Si mamma ho perso l'aereo, no mamma non è colpa mia, si mamma era in ritardo il treno, si mamma ho preso l'ultimo treno utile, si mamma però una sfiga, no mamma solo 40 sterline, si mamma domani mattina presto, si mamma dormo in aeroporto, no mamma non mi succede nulla, gli aeroporti sono i posti più sicuri al mondo. Stansted, naturalmente. “Dlin dlon, may I have your attention please …”. è bello passeggiare e vedere la gente che dorme  a bocca aperta in posizioni improbabili con libri sotto la testa, accoccolata in bilico sopra trolley carichi di valigie. Ora passa “come una moneta un amuleto …”. Questi giorni sono stati incredibili. La bici con la ruota bucata, la signora del Bed and Breakfast che ci apre la porta urlando per paura di un incendio, le valigie fatte di notte, due pacconi al post office del cinese, spediti, buon uomo il cinese però. Una bici affittata, un sacco di cose in fretta, una persona accanto che a volte penso che non ci sarà mai nessuso come lui e che siamo la stessa cosa. Mi ritrovo a fissare il pavimento di questo aeroporto, così familiare. Non contengo i pensieri e poi mi suoto invece d'improvviso e sembra non rimanere niente. E ascolto l'uomo russare poi di nuovo Laura Pausini e mi decido che è troppo, che questo non può essere il primo contatto con la cultura italiana dopo tutto questo tempo, quindi metto musica random nelle orecchie e parte una blanda Norah Jones, perfetta per la circostanza. Aspetto solo che uno dello staff vanga a dirmi che non posso alimentare il mio computer e che please me ne vada e che sorry you are not allowed e ok sorry vado. Ma il tipo dell staff passa e mi guarda e sorride e capisce che in questo popolo di profughi io sono solo una che ha troppo in testa per dormire e non ho un libro. Ho comprato il giornale oggi dopo due settimane senza giornali e senza news. Bello stare lontani dal mondo ogni tanto, bello anche non sapere. Non ci si perde poi molto,  cicli e i riclici, storici  mestruali e organici.   

dentro la vasca profumata fumante

 

é fatta finita andata! Ulrike mi dice “notte” con quel suo accento, non realizza che è l'ultima volta che mi dirà “notte”. In cucina non ci sono più piatti. Sento le bollicine dell'alcol in testa. La mia bambina cinese telefona con la sorella che vive in Scozia in cucina. Il ragazzo di Jodie domani verrà a portarsi via la televisione con il buco. E domani vado da Jodie a cucinare la pasta con il granchione, visto che gliene ho parlato. E non ho ancora cominciato a impacchettare. E la presentazione è andata bene, e il prof ha anche detto testuali parole, well, well done, a bit of original work, e un tipo mi ha anche fatto una domanda e io ho risposto ad un'altra. E ora la mia bambina cinese guarda le foto di Frida appese al mio armadio, che domani tolgo. Scarico la macchina fotografica nel computer e guardo le immagini … strano gruppo, tutti con la birrozza in mano, anche la mia bambina cinese, da me convinta, che è ubriaca dopo un sorso ed un ragazzo avveduto consiglia di farla smettere se non voglio carrarmela a peso a casa, e io la faccio smettere. Poi Sebastian chiama con il ragazzo che vogliono uscire e io gli dico, please, abbi pietà. E la mia scrivania è ancora piena di fogli, e devo portare dei libri in biblioteca domani se non voglio venire arrestata all'aereoporto, e un sacco di altre cose. Telefonare alla banca per comunicare il mio cambio indirizzo. E Ulrike parla e dice, ma non è la fine di un'era … no, it s not, but it feels like, doesnt it? Crollo dal sonno. Ho dormito pochissimo ma è andata bene, si, Jodie dice di si, siamo state brave “ si, siamo state” e poi è finita  ”si lo è”, Getting a bit emotional , ”yes I am”, going to miss this place, “well maybe”. Ma devo cambiare il nome del blog? ma no, torno tra due mesi, diciamo che vado in vacanza, “vado in vacanza a casa”? … quale casa? mi addormento dentro la vasca profumata fumante e ci penso. Ci penso e vedo cosa ne penso, e nel mentre lei dice “I don t really believe in this God” e io forse non ho voglia di parlar di Dio oggi, a volte i discorsi sulla religione mi annoiano e mi bigliani mari, e poi le dico, ma io ero una che a 13 anni suonava la chitarra, ma si con il coretto della parocchia “cmon really?” ma si, ma eravamo alternativi sai, c'avevamo la batteria e la chitarra elettrica, e a Natale il flauto e il contrabbasso e mettemavo tutto insieme e io ero felice così un pò comunista un pò anarchica un pò religiosa un pò equa e solidale, sempre innamorata, sempre positiva, tutta certezze e tutta forza, tutta libri “now?” apatica agnostica aponia atarassia mariapia non mi parlare di dio per favore che non c'ho un'idea e trovo che quelle degli altri siano sempre poco convincenti, l'unico che mi potrebbe convincere sarebbe quell'uomo con quei due buchi in testa che avevo visto da piccola e che era silenzioso che era stato in africa, che cazzo ne so ora io di africa che studio modellazione matematica nel paese più colonizzatore e industrializzato che abbiamo vicino, e lo so, ma che ci vado a fare nel sud del mondo, e poi non ne parliamo che non ho idee, non ne ho più. ed è la fine di un'era. si forse. ma quando ce l hai l aereo? domani? … la bambina sincera guarda i dipindi di Frida e dice … it scares me but it is so true, so sincere feelings. ma forse la mia bambina cinese non sa cos'è il divorzio ma ha capito tutto della vita. deliro. chiaramente deliro. vado a letto allora. domani è un'altra era.

cricetini

 

C'ho tanti cricetini che mi rosicchiano lo stomaco e lumachine che mi gironzolano nella schiena e sul collo e brividini sotto la pelle come lombrichini … e no, non sono un cadavere, semplicemente c'ho tanta tanta paura. 'Ste cose non si superano mai!? Mi sembra che quando mi laureassi fobbi più tranquilla, ma forse ho rimosso, emh rimoqui.

E poi Giovanna è partita, senza nemmeno dimenticarsi il caricabatterie del cellulare, e sono anche sola. Mamma mamma. Ma dopodomani a quest'ora sarò una donna libera.     

Mon amour, j'arrive!


 


Moooooooooon amour
mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour
de l'aube claire jusqùà la fin du jour
je t'aime encore, tu sais, je t'aaaaaaaaaaimee


 


coipiedinell'acqua

Addio Logoborro


 


 



 


 


 


Addio Logoborro, sorgente dall'acque, ed elevato al cielo …


mi pare dicesse il Manzoni.


 


Ma il mio non è un addio. Forse. Forse sarò di ritorno.


Ma per adesso si parte. Volo Ryainair il 19. Super trolley


regalo di compagnia petrolifera bastarda sbordante con fiocchi


rossi per distinguerlo dagli altri 20000 uguali, peso 17 chili


perchè è provato che due chili non si pagano mai. Cappotto


invernale addosso con ogni tasca ben ripiena come il mostro


di Benigni e un paio di sciarpe da infilare nel bagaglio a


mano subito dopo che lo pesano. Bagaglio a mano trolley che


entra dentro il misura-valigie apposito, peso 12 chili, sempre


per la suddetta tesi che due chili non si pagano mai. Borsa


del computer estendibile che può essere portata in più oltre


al bagaglio a mano, che pesa 10 chili, perchè il mio computer


è pesante e perchè il mio computer ha qualche accessorio annesso


quale mouse, macchina fotografica (con due obbiettivi, flashone


degli anni 30 e zoommone), macchinina digitale, phon, epilatore


elettrico, caricabatterie del cellulare, lettore mp3, casse, cuffie


e microfono, calcolatrice. Ve l'ho detto che è accessoriato.


Chiaramente avrò con me anche ex fidanzato carico similmente.


Si, ho preparato io il mio bagaglio; no, non l'ho lasciato


incustodito; no, non ho mitragliatrici; no, non sto portando


cose per conto di nessuno; si, m'avete rotto i maroni. 


Già pregusto il profumo dell'aria ad Alghero, arrivo forse


al tramonto, mi fermo in spiaggia, esco dalla macchina, mi


siedo sul muretto del lido, mi commuovo un pò, mi tolgo le scarpe,


 cammino fino alla riva e mi bagno i piedi e rimango lì a guardare


all'orizzonte, il paese a sinistra e Capocaccia a destra,


con i piedi nell'acqua. Poi faccio una foto e poi vado che c'ho voglia di pizza.