Archivi del mese: luglio 2005

Uffa

La nausea di non far niente. Il colpo di non aver trovato la mia amata bicicletta parcheggiata al suo solito posto stamattina m’ha rovinato la giornata. Passo dal divano davanti alla televisione alla sedia davanti al computer con tappa davanti al frigo. Non faccio niente, dovrei studiare, dovrei fare la lavatrice, dovrei compilare mille moduli, ma non faccio niente. Vago nauseata per la casa. Sono sola, annoiata e triste. Dovrei dovrei dovrei, non reagisco. Ho il mal di testa pulsante. Ho la stanchezza dei giorni scorsi. Ho cominciato la giornata con un bagno rinforzante rinvigorente, ma poi non ho trovato la mia bicicletta, non c’�e’
niente da fare, passer� la giornata nell’ozio. Non si riesce a reagire. Niente di cui parlare, niente di cui disperarsi troppo, niente di cui gioire, niente. Nessuno con cui parlare, nessuno in casa, nessuno in strada.

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Amsterdamme

Sguardo perso … parchetto della citt�a’, sull’erba e alle spalle un canale.

Vistazza

In un coffeeshop

Da Amsterdam

Quante cose … i 24 minuti rimanenti dell’internet point non bastano. Quante persone nuove e quante nuove idee e pensieri. l’aereoporto di coventry con una ragazza romana e altri pochi e una valigia abbandonata da un uomo troppo rilassato per ricordarsi che siamo in guerra. l’aereo in ritardo e una partita a scopa. due biciclette affittate per 10 euro. una casa a tre piani piena di cose da tutto il mondo. un ragazzo australiano che racconta la sua vita con un sorriso aperto. il parco al sole davanti al canale, con un uomo di 50 anni che dice di parlare 8 lingue e che dice di leggerci negli occhi e noi che ci facciamo le foto. la fontana di ieri e le amiche di roy che si baciano e bevono vino. l’erba bagnata del prato e l’ erba asciutta nella sigaretta, ma gli alondesi che disdegnano. una ragazza che racconta di essere stata in sud america, che fa il medico senza frontiere, che sembra di aver capito molto della vita. uno specchietto della moto nella doccia, le paperelle nella vasca. federica che non sa cosa fare, se andare in scandinavia, se fermarsi. io che non so cosa fare, se fare il dottorato o partire. le nostre giovani vite stupide piene di aspettative e confusione. le scale ripide delle case. il ristorante eritreo che si mangia con le mani. i biscotti inglesi che si sciolgono nelle borse. il mio volo di ritorno, presto, troppo presto. il carrettino degli hot dog con Egidio che ci offre il vino sardo dell’amico. il signore arabo dei cornetti. la polizia in bicicletta e a cavallo. i nostri zaini e le nostre macchine fotografiche. i nostri pensieri i nostri silenzi le nostre chiacchere.

I terroristi

Perch� siam tutti autorizzati ad esprimere un’opinione. A proposito dell’uccisione del ragazzo brasiliano a Stockwell: “If people want someone to blame for this, blame the terrorists who have made such actions necessary”, Jennifer Harvey (http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/4711639.stm).

E va bene, allora diamo la colpa ai “terroristi” … ma ‘sti “terroristi”, chi sono? i ragazzi con gli zaini che si fanno esplodere durante gli attacchi? (si sterminerebbero da soli in poco tempo) … i musulmani islamici arabi talebani ? … (nuovi sinonimi della lingua italiana … ah no, quelli sono tutti morti, o no?) … Gli iracheni? il popolo iracheno tutto (anche a loro non rimane molto da vivere, viste le cifre del numero di vittime dall’inizio della guerra), Saddam Hussein? (ah no, lui � stato gi� arrestato), Bin Laden e i suoi “seguaci” (e no, pare che questi siano militanti di seconda generazione) ma allora chi? dove stanno? come sono organizzati? nessuno ce ne parla … ma le cose, le sanno e non ce le dicono o non le sanno nemmeno loro, i nostri governi? o forse conviene lasciarci ignoranti a generalizzare. E siamo pi� contenti a fare le cose facili … e siamo tutti capaci di esprimere opinioni e di incazzarci, ma contro chi?

La rabbia, se ne parla tanto, io ce l’ho contro la mia ignoranza.

Venezia

Cheesy Roses

Martina

dolceamara

L’animo mio di nuovo �Eros squassa
come il vento le querce sul monte,
dolceamara invincibile fiera…

Staro’ crescendo?

Siccome naufraga il fine settimana di follia in autostop in cornovaglia, ci siamo dovute consolare con un volo Coventry-Amsterdam per il prossimo fine settimana. Unico obbiettivo � tornare vive.

Fede dorme beata dopo aver bevuto Martini con olivette Saynsbury e mangiato pane al forno con Red Leicester sciolto, guardato il grande fratello inglese, da me consigliato come fantastico spettacolo (Science � stato evicted) con commenti “dove andiamo a finire e pezzetti di Titanic con commenti del tipo “‘gna a merigganadda”, io mal di testa tamburellante che ha ignorato le due aspirinazze ingurgitate per farlo cessare, domani ci si alza presto. Mercoled� andiamo a Coventry a prendere l’aereo … magari si passa per Pool Meadow, la mitica stazione degli autobus dove misi piede 3 anni. Mamma, sacco di tempo, star� crescendo?

Di Fede mi piace

Di Fede mi piace che mi chiama e mi dice, che palle Pia, non ho niente da fare, mi sono laureata e adesso? vado a Cuba? o faccio l’interail in Norvegia, e io, Fede che cazzo, da sola? Vienitene qua! e lei, beh si potrei anche venire, ah si, c’� un volo domani mattina, da Nizza a Nottingham, vengo? Si vieni Fede. E lo compra. Tutto nel giro di 10 minuti, come se avesse comprato un biglietto del treno, come se non dovesse scavalcare le Alpi e il mare. Domani mattina Fede viene qui a Logoborro, in viaggio di laurea. Si, ma faremo qualcosa di simpatico comunque, tra i programmi ci sarebbe un finesettimana in Cornovaglia in autostop. O Londra? non viene molta voglia di andarci.

Ah si Londra, dimenticavo, in tutta questa euforia mi dovrei ricordare che dovrei avere paura. Oval � sulla nera a due fermate da Elena … dietro casa. Stamattina ho parlato con il mio collega saudita, mi ricordava che in Iraq sono morti quasi 50000 civili da quando � cominciata la “guerra”, tra attachi kamikaze e bombe dal “cielo” … si, lascio a loro la paura, io sono solo confusa e preoccupata.